| Tratto da: Chiesa Oggi 69 Architettura e Comunicazione |
Adeguamento - Chiesa di S.Maria in Assago (Milano) | ||||||||||||
| Di Baio Editore | |||||||||||||
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Uno spazio liturgico alla tedesca A dodici anni dalla costruzione dell'edificio, l'aula celebrativa trova la sua sistemazione liturgica definitiva. Progettata da Francesco Trisorio, questa è impostata sulla centralità dell'altare e su una disposizione dell'assemblea all'intorno, su panche ad andamento semicircolare. Il progetto della chiesa di Santa Maria in Assago
(Milano) risale agli inizi degli anni '80. Redatto da
Liliana Grassi, è stato portato a compimento e realizzato
nel '92 dalla Prof.ssa Maria Antonietta Crippa
con la collaborazione degli Architetti Schiatti,Annoni
e dell'Ing. Magrassi.
La chiesa si compone di tre corpi a "tamburo" (due
maggiori e uno minore) accostati e integrati, con
perimetro articolato in diedri che culminano in cuspidi
a guglia (v. CHIESA OGGI architettura e comunicazione
n° 1, 1992), sormontati da coperture
composte da quadrati sovrapposti e ruotati di 45°,
CHIESA DI S. MARIA IN ASSAGO
Così l'assemblea dei fedeli ha trovato posto in una
sequenza ordinata di sedute a panche circolari concentriche
Colleoni ha anche
scolpito l'ambone (la cui collocazione è stata studiata
con particolare attenzione), il fonte battesimale,
la sede del presidente e dei due concelebranti (tutte
in marmo rosa del Portogallo) nonché le 37
vetrate distribuite lungo le pareti, in composizioni
non figurative, dai toni sfumati di intensità crescente:
chiari accanto alle entrate, tendenti all'azzurro verso
l'area della celebrazione eucaristica.
I nuovi confessionali, su disegno dell'architetto, riprendono
il profilo a cuspidi dell'esterno della chiesa.
La pianta su cui si impostano i luoghi liturgici riprende
la geometria generale della chiesa, rievocando
nell'ottagono il significato religioso che vede nell'otto
il simbolo del giorno della resurrezione, figurazione
della vita eterna. |
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