| Tratto da: Chiesa Oggi 69 Architettura e Comunicazione |
Primo Premio Nazionale di Idee di Architettura "I Sagrati d'Italia" | ||
| Di Baio Editore | |||
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Testimonianze - Gli architetti italiani progettano il sagrato Conclusosi il Primo Premio Nazionale di Idee di Architettura "I Sagrati d'Italia", organizzato dal Consiglio Nazionale degli Architetti Paesaggisti Pianificatori e Conservatori (CNAPPC) e da Di Baio Editore tramite CHIESA OGGI architettura e comunicazione, con la partecipazione della Conferenza Episcopale Italiana, è tempo di tirare le somme e di annunciare i vincitori. Sul prossimo numero illustreremo i progetti. Sono stati invitati a partecipare al Premio tutti gli
Ordini professionali provinciali e hanno aderito
quasi tutti, con l’esclusione di un’esigua minoranza,
quindi si può dire che è stata un’iniziativa che per la
prima volta, su base volontaria, ha riscontrato un
successo di carattere globale. Come ha affermato il
Presidente del CNAPPC, Prof. Arch. Raffaele Sirica,"La diffusione nazionale del Premio poteva garantire
l’emersione delle specificità locali, vista la provenienza
dei partecipanti da contesti molto diversi tra
loro. Al di là di ogni possibile ipotesi sugli sviluppi di
una competizione, crediamo che il vero risultato sia
la partecipazione".
Una particolarità di questo Premio è quella di
essere stato il primo ad essere svolto interamente
attraverso mezzi telematici, infatti, come afferma il
vicepresidente del CNAPPC, Arch. Massimo
Gallione, "Ci siamo mossi secondo la Direttiva
Europea del Gennaio 2004 che consente, appunto,
l’uso di strumentazioni elettroniche per questo
genere di avvenimenti. Eravamo convinti in tal
modo di facilitare la partecipazione, l’organizzazione
e la gestione di tutta l’operazione. I risultati ci
hanno dato ragione. Hanno partecipato non solo
giovani, che si ritiene in genere abbiano maggiore
familiarità con questi mezzi, ma anche molti architetti
che già da molti anni sono sulla breccia".
Oltre al CNAPPC l’iniziativa ha visto la partecipazione
della Chiesa Cattolica Italiana, nella persona di
Mons. Giancarlo Santi (Direttore dell'Ufficio Beni
Culturali della Conferenza Episcopale Italiana) e
della DI BAIO Editore attraverso la rivista CHIESA
OGGI architettura e comunicazione.
Per diffondere l’iniziativa su tutto il territorio nazionale, e per creare una forte sinergia tra la Chiesa e gli Ordini professionali, sono state composte 96 giurie provinciali (tante quanti gli Ordini aderenti all’iniziativa), costituite ognuna da un referente esperto di architettura sacra nominato dalla rivista CHIESA OGGI architettura e comunicazione in sintonia con le diocesi italiane, e altri componenti scelti e nominati direttamente dai consigli degli Ordini provinciali: questo ha fatto si che attraverso il loro sostegno l’invito di partecipazione al Premio sia arrivato a moltissimi professionisti. Un’altra importante tappa per la diffusione del Premio è stata la presentazione del concorso al XIV Seminario e Premio Internazionale che si è svolto la prima settimana di agosto nella città di Camerino (MC). La partecipazione al Premio era aperta a tutti gli architetti iscritti agli Ordini provinciali d’Italia, e la scelta dell’area di intervento doveva essere proposta liberamente dai partecipanti ed essere riferita all’ambito territoriale della provincia di iscrizione del proprio Albo. Sono state ricevute oltre 140 proposte progettuali, trasmesse elettronicamente al sito ufficiale. Dopo una prima fase di controllo e verifica degli elaborati ricevuti, da parte della Commissione Tecnica del Premio, le proposte ritenute idonee sono state 10. Queste sono state trasmesse, in forma anonima, alle Giurie Provinciali costituite presso le sedi degli Ordini provinciali aderenti all’iniziativa, che ne hanno selezionato 65. I progetti scelti dalle Giurie Provinciali come meritevoli sono stati infine valutati dalla Giuria Nazionale che ha decretato i 10 progetti vincitori ex-aequo e i 15 progetti segnalati ex-aequo. Ogni partecipante al Premio, essendo libero di scegliere il Sagrato su cui intervenire, ha potuto affrontare il tema mettendo in luce le caratteristiche e le tradizioni tipiche della propria provincia o della propria regione. Così facendo, ogni architetto ha potuto proporre un’idea pensando al proprio contesto urbano, ai materiali della propria terra e alla storia e tradizione del proprio paese, pur partecipando ad un Premio di carattere nazionale. Il risultato è stato di ottenere una significativa campionatura di siti e condizioni ambientali oltre a una considerevole varietà di soluzioni architettoniche. La soddisfazione del gruppo che ha seguito l'iter del Premio, si riassume non solo nella piena riuscita di questo progetto, ma soprattutto nell’essere riusciti a creare un evento culturale che per la prima volta ha visto impegnati insieme gli organismi rappresentativi della Chiesa e degli Architetti italiani. Arch. Caterina Parrello, |
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