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Figuratività per la fede
La famiglia Perathoner Ferdinando crede all'importanza
dell’arte figurativa per la scultura: anche in
questo inizio del XXI secolo la figurazione ha senso,
soprattutto nell’arte sacra. Nel corso del XIX e XX
secolo l'avvicendarsi dell'impressionismo, del cubismo,
dell'astrattismo nelle sue varie declinazioni -
spesso esasperate e non prive di pessimismo - e
poi il simbolismo, il surrealismo, l'arte concettuale
ecc. ha cercato di avvicinarsi alla possibilità di esprimere
l'idea pura. Ma a volte ha portato al degrado
dell'abilità, della vera e propria manualità; e la sensibilità
antica per la forma si è andata riducendo.
La contrapposizione tra arte astratta e arte figurativa è stata esacerbata dal fatto che a volte i totalitarismi
non tolleravano l’arte astratta e forme
diverse di espressione. Finalmente al concludersi
del secolo ci si è resi conto che il grande filone dell'arte
figurativa può legittimamente convivere con
le avanguardie di tendenza astratta. Si accetta ormai
il fatto che entrambe le tendenze sono in grado di
rappresentare le idee e i sentimenti dell'uomo:
anche dell'uomo di oggi. E ci si è resi conto del fatto
che l'arte figurativa non è solo la copia delle creazioni
del passato o degli elementi naturali ma può
formare anch’essa una installazione.
Si pensi che persino l'arte cosiddetta profana del
XX secolo ha sempre annoverato tra le sue file
autori che hanno prodotto almeno alcune opere
figurative (per esempio Picasso, Marino Marini,
Lucien Freud e altri). Allora è legittimo domandarsi:
perché l'arte sacra non può continuare a esprimersi
sul terreno del figurativo?
In chiesa, il messaggio dell'arte sacra deve essere
leggibile per tutti, anche per la persona semplice, ed
arrivare a tutti senza distinzioni. L’arte sacra, creata
in funzione del culto e della devozione, ha lo scopo
di raggiungere questo obiettivo e di mantenere un
equilibrio tra le varie correnti artistiche. Deve costituire
un ponte verso i fedeli: adottando un linguaggio
che sia figurativo pur rifuggendo dal crudo realismo.
Ottiene questo scopo, e allo stesso tempo
riesce a mantenere il grande fascino del simbolico,
soprattutto utilizzando materiali nobili come il
legno e il bronzo.
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"Il lavoro eseguito a mano
e in modo figurativo può
rappresentare in modo degno,
non privo di accenti
di grande espressività,
la memoria
di Cristo e dei Vangeli" |
"Madonna con Gesù Bambino" cm 180, collocata
nella chiesa di Santa Maria Madre del Redentore,
quartiere Tor Bella Monaca a Roma, eseguita dai
Ferdinando Perathoner. |
Veniamo da più di ventimila anni di cultura dell’immagine
figurativa (ogni epoca ha avuto il suo realismo)
e non dobbiamo pensare che questa sia di
colpo finita: vero è, però, che l’arte sacra del XX
sec. ha perso molto del suo valore, a causa del
diffondersi del prodotto di serie realizzato con
materiali scadenti.
L’umiltà del lavoro eseguito a mano e con l’ausilio
dell’arte figurativa può rappresentare in modo
degno, non privo di accenti di grande espressività
del soggetto, la memoria di Cristo e dei Vangeli,
esprimendo sensibilità nelle forme e nella composizione
simbolica. La rappresentazione della morte di
Cristo, così come degli avvenimenti drammatici che
avvengono nel mondo, dovrà però contenere un
messaggio di speranza: la Resurrezione e non la
pura disperazione.
Il realismo dell’arte religiosa popolare esprime
profondità di pensiero e di valori simbolici tanto
quanto l’arte cosiddetta "colta" o "profana". Se
togliamo alla religiosità popolare i suoi simboli, dobbiamo
avere validi argomenti sostitutivi a reggere
l’opera artistica, altrimenti si corre il rischio di rimanere
solo nel vuoto. Le avanguardie del XXI sec.,
infatti, con le loro più svariate forme espressive
comunicano spesso un senso di disorientamento
nel panorama artistico mondiale. Proprio per questa
ragione, nell’arte sacra si può trovare la via per
la rinascita: purché sia un’arte sacra di "qualità" e
non di "consumo, o di serie o di stampo".
La Ferdinando Perathoner, famiglia di scultori, lavora
sempre con l’intento di avvicinarsi a questi ideali,
sostenuti dal mestiere tramandato da più di quattro
generazioni. Il "mestiere" richiede molto studio della
natura e delle forme esteriori, espresse attraverso
un’abilità che non si inventa, ma cresce con il continuo
lavoro fino a divenire espressione spontanea
dell’anima.
La grande arte è universale come il "Pater Noster",
una preghiera semplice. Questo chiede che un’opera
sia anche di qualità, dato che tutte le opere di
qualità del passato, nelle varie arti, restano in fondo
moderne.
La scultura figurativa può di nuovo trovare una
verità formale sensibile e libera con metafore
accessibili a tutti, perché ogni scultore ricerca un
suo "linguaggio" frutto di una cultura e di anni di
passione, frutto del suo credo. Egli infatti ritrova
nella scultura sacra il servizio dell'ideale: quasi come
le icone medioevali presentavano l’avvicinamento al
Divino Maestro Creatore. In modo simile oggi si
può con la scultura realizzare una sacra rappresentazione,
pur mantenendo fede ai propri principi
personali mentre si lascia puro spazio alla fantasia,
alla poesia e alla spontaneità.
Lo scultore di arte sacra crede al principio filosofico "Keine Gestalt ohne Gestalter" ovvero "non c’è
forma senza colui che dà forma".
La famiglia Ferdinando Perathoner lavora per progredire
sempre di più nell’eseguire queste sacre
rappresentazioni.
Bruno Perathoner
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