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Il CNAPPC e la rivista CHIESA OGGI architettura e comunicazione della Di Baio Editore, con il supporto degli ordini
provinciali degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, hanno indetto il concorso nazionale di idee online
a due fasi (provinciale-nazionale) avente per tema la riqualificazione del sagrato. Il concorso vuol proporre una vasta e articolata operazione culturale, che assomma in sé la liberazione di nuove energie creative insieme con un approfondito ripensamento sulla storia delle nostre città e dei nostri paesi. |
Arch. Massimo Gallione |
Le facciate delle chiese sono spesso precedute da un
ripiano abitualmente elevato dal livello stradale con
un sistema di gradonature che prende il nome di sagrato.
Questo ripiano ha la duplice funzione di creare
una zona di rispetto fra il luogo sacro e la pubblica
strada o piazza e di conferire, unitamente alla sua
scala d’accesso, una sorta di basamento alla facciata.
Il sagrato è un luogo di diretta pertinenza della chiesa;
nel suo stesso nome è difatti indicato che esso
deve considerarsi luogo dedicato al sacro. In esso
molto spesso durante l’Alto Medioevo e poi fino al
Rinascimento e, in qualche territorio anche più tardi
vennero scavate delle sepolture. Per usi e convenzioni
rispettati, in alcuni paesi fino a epoca relativamente
recente, il sagrato, come l’interno della chiesa,
ha goduto dell’immunità. Sul sagrato si svolgevano
durante il Medioevo le sacre rappresentazioni che in
qualche regione sono ancora oggi in uso; sul sagrato,
in determinate circostanze, appare il sacerdote, per
celebrare riti di accoglienza e sacramentali.
L’origine del sagrato va dunque essenzialmente ricercata
in ragioni di comodo, ma la sua origine strettamente
architettonica si può spiegare con una sorta
di semplificazione o trasformazione del portico. In
antico infatti lo spazio culturale era nelle migliori soluzioni
anticipato da un quadriportico.
Il sagrato può
anche essere accostato, specie per l’idea della scala d’accesso, al pronao che precede l’ingresso di molti
templi pagani, tanto da costituirne l’evoluzione nell’ambito
della diversa concezione religiosa cristiana.
Qualora non diversamente individuato, per consolidata
memoria storica documentata, ai fini del presente
concorso si individua come area di intervento
quella identificata dal ribaltamento della facciata del
fronte principale della chiesa, sia esso pubblico o privato.
Il progetto dovrà riferirsi a un contesto ambientale
reale, individuato e proposto dal concorrente. Le finalità
del concorso sono molteplici: progettare la riqualificazione
di sagrati ordinari, privilegiando quelli
di pertinenza di chiese di centri minori , risolvere il
problema dell’identità, proporre soluzioni per ampliarne
le funzioni, affrontare i problemi subentrati
nei processi di trasformazione urbana, affrontare
eventualmente i problemi in ordine alla proprietà,
possesso, uso, gestione onde individuare la possibile
committenza.
I° Premio Nazionale di Idee di Architettura
"I Sagrati d’Italia"
I componenti delle Giurie provinciali nominati
da CHIESA OGGI architettura e comunicazione |
ABRUZZO
Pescara
Teramo
L’Aquila
Chieti
BASILICATA
Potenza
Matera
CALABRIA
Catanzaro
Cosenza
Crotone
Reggio Calabria
Vibo Valentia
CAMPANIA
Napoli
Caserta
Benevento
Avellino
Salerno
EMILIA ROMAGNA
Bologna
Ferrara
Rimini
Ravenna
Forlì-Cesena
Modena
Reggio Emilia
Parma
Piacenza
FRIULI-VENEZIA GIULIA
Trieste
Udine
Pordenone
Gorizia
LAZIO
Roma
Viterbo
Rieti
Latina
Frosinone
LIGURIA
Genova
Imperia
La Spezia
Savona
LOMBARDIA
Milano
Pavia
Mantova
Sondrio
Varese
Lodi
Lecco
Cremona
Como
Brescia
Bergamo
MARCHE
Ancona
Ascoli Piceno |
Don Antonio De Grandis
Arch. Rita Cerino
Don Claudio Ranieri
Arch. Claudio Ciofani
Don Vito Tedesca
Don Michele Leone
Arch. Natale Proto
Arch. Fulvio Terzi
Arch. Antonio Romanò
Arch. Domenico Marfia
Arch. Rosario Bruni
Padre Edoardo Parlato
Don Ernesto Rascato
Don Sergio Ingegno
Mons.Tarcisio Gambalonga
Ing. Matteo Adinolfi
Arch. Roberto Terra
Arch. Chiara Montanari
Mons. Andrea Baiocchi
Mons. Guido Marchetti
Mons. Paolo Giuliani
Don Adriano Tollari
Mons.Tiziani Ghirelli
Don Alfredo Bianchi
Mons. Domenico Ponzini
Don Roberto Gherbaz
Don Sandro Piussi
Arch. Ugo Perut
Arch. Lino Visintin
Mons. Renzo Giuliano
Prof. Arch. Paolo Portoghesi
Arch. Giusto Puri Purini
Don Ugo Falesiedi
Prof.ssa Ileana Tozzi
Arch. Ferruccio Pantalfini
Don Fabio Fanisio
Arch. Guido Risicato
Mons. Fiorenzo Gerini
Don Paolo Cabano
Don Carlo Rebagliati
Mons. Luigi Crivelli
Arch. Luigi Leoni
Arch. Paolo Tacci
Arch. Stefano Tirinzoni
Mons. Gianfranco Poma
Arch. Giuseppe Cerutti
Arch. Graziano Tognini
Don Achille Bonazzi
Mons. Giuliano Signorelli
Arch. Fausto Simeoni
Don Arch. Diego Tiraboschi
Arch. Sandro Stoppa
Arch. Donatella Forconi |
MARCHE
Macerata
Pesaro-Urbino
MOLISE
Campobasso
Isernia
PIEMONTE
Torino
Asti
Biella
Cuneo
Vercelli
Novara
PUGLIA
Bari
Foggia
Taranto
Brindisi
Lecce
SARDEGNA
Cagliari
Nuoro
Oristano
Sassari
SICILIA
Agrigento
Caltanissetta
Catania
Enna
Messina
Palermo
Ragusa
Siracusa
Trapani
TOSCANA
Firenze
Arezzo
Grosseto
Livorno
Lucca
Massa-Carrara
Pisa
Pistoia
Prato
Siena
TRENTINO ALTO ADIGE
Bolzano
Trento
UMBRIA
Perugia
Terni
VALLE D’AOSTA
Aosta
VENETO
Venezia
Verona
Vicenza
Padova
Belluno
Rovigo
Treviso |
Mons. Prof. Germano Liberati
Prof. Giuseppe Cucco
Arch. Alberto Di Tommaso
Arch. Laura Pannoni
Don Luciano Vindrola
Don Luigi Cervellin
Prof. Giuseppe Varaldo
Prof. Luciano Orsini
Arch. Fabrizio Gagliardi
Arch. Olga Ronchetti
Don Giovanni Michele Gazzola
Don Gianluca Gonzino
Don Carlo Maria Scaciga
Arch. Ignazio Carabellese
Arch. Francesco Lepore
Don Giuseppe Russo
Prof. Giacomo Carito
Arch. Raffaele Parlangeli
Don Gianpietro Garau
Don Sebastiano Corrias
Arch. Giovanni Gallus
Padre Francesco Tamponi
Arch. Giuseppe Ingaglio
Arch. Giuseppe Di Vita
Arch. Ugo Cantone
Don Antonino Rivoli
Arch. Francesca Passalacqua
Mons. Giuseppe Randazzo
Giuseppe Antoci
Mons. Giovanni Accolla
Don Pietro Messana
Arch. Saverio Mariotti
Arch. Michele Liberatori
Ing. Arch. Mario Luzzetti
Arch.Vincenzo Greco
Arch. Pietro Carlo Pellegrini
Arch. Nicola Gallo
Mons.Waldo Dolfi
Don Luciano Tempestini
Arch. Don Daniele Scaccini
Don Walter Pala
Arch. Helmut Maurer
Don Ambrogio Malacarne
Arch. Fabio Palombaro
Arch. Angelo Zampolini
Don Paolo Curtaz
Arch. Ettore Vio
Arch. Don Tiziano Brusco
Mons.Virginio Sansun
Arch. Claudio Seno
Arch. Alberto De Biasio
Arch. Mario Nervanti
Don Rino Giacomazzi |
Il progetto dovrà proporre la riqualificazione del sagrato
tenendo conto delle diverse possibilità attribuibili:
ripristinare l’identità del sagrato specificandolo
nei confronti dello spazio esterno, prevedendo interventi
di arredo urbano e con la creazione di spazi
adatti a manifestazioni di diversa natura, quali per
esempio mostre all’aperto, incontri organizzati,
proiezioni multimediali. Inoltre, si dovrà riorganizzare
lo spazio in misura della sua funzione rituale e sociale,
prevedendo interventi finalizzati all’abbattimento
delle barriere architettoniche. Non solo, ma anche
restituire qualità architettonica alle periferie delle nostre
città; proporre alternative per le funzioni acquisite
in seguito e estranee al sagrato (per esempio
posteggio, passaggio, sito di bancarelle e altro) prevedendo
il riuso funzionale degli spazi interrati, eventualmente
con la collocazione di un parcheggio ipogeo
e con la definizione degli spazi per le attività della
comunità, quali per esempio luoghi di ritrovo per
giovani e anziani, laboratori per le attività culturali,
spazi attrezzati per il tempo libero. Infine, data la valenza
sociale, si dovranno connettere eventualmente
al sagrato, qualora sia significativo per il contesto, i
luoghi sotterranei o portici affiancati, onde ampliarne
le funzioni di accoglienza e di socializzazione.
A questi e altri significati che oggi può assumere il sagrato
i concorrenti potranno aggiungere qualsiasi
idea che le tecnologie attuali consentano di sviluppare,
nell’ambito della realistica e proponibile fattibilità
dell’idea progettuale, quand’anche queste non siano
verificate rispetto agli strumenti urbanistici vigenti.
Il premio nazionale di idee di architettura «I sagrati
d’Italia » non prevede l’attribuzione di premi in denaro
e non presuppone il conferimento di incarichi
di alcun tipo.
Il premio consiste nella pubblicizzazione delle idee
progettuali presentate, da attuare nelle seguenti forme:
alla conclusione del premio, con la proclamazione
dei vincitori, tutti gli elaborati dei progetti selezionati
da ciascun ordine provinciale aderente all’iniziativa
saranno inseriti nel sito internet ufficiale del premio;
i dieci progetti vincitori exaequo e i 15 progetti
segnalati exaequo, scaturiti dalla selezione nazionale,
andranno a far parte della pubblicazione monografica
che verrà messa a stampa dalla rivista Chiesa Oggi:
architettura e comunicazione della Di Baio Editore
e diffusa a livello nazionale in circa 110 mila copie;
gli stessi progetti saranno esposti in una o più mostre
multimediali, con evidenza del livello nazionale; gli enti
banditori si adopereranno altresì a diffondere, nelle
sedi e con le modalità che riterranno più opportune,
i progetti segnalati o ritenuti meritevoli.
Inoltre, a tutti i gruppi concorrenti o concorrenti singoli
verrà rilasciato un attestato di partecipazione all’iniziativa;
ai dieci progetti vincitori ex aequo e ai 15
progetti segnalati ex aequo verrà conferito da parte
del comitato scientifico il premio «I sagrati d’Italia»,
consistente nel «Tangram dell’architettura 2004» e
nel rilascio di uno specifico attestato. Con la partecipazione
al premio si intende concessa automaticamente
agli enti banditori l’autorizzazione all’utilizzo,
per le finalità sopra elencate, dell’elaborato presentato.
Il premio è aperto alla partecipazione degli iscritti,
alla data del 13 settembre 2004, agli ordini degli architetti,
pianificatori, paesaggisti e conservatori dello
stato italiano. La partecipazione può avvenire, nell’ambito
delle rispettive competenze, sia singolarmente
sia attraverso la formazione di un raggruppamento.
La partecipazione in forma singola o in qualità
di capogruppo può avvenire solo in riferimento a
un’area rientrante nell’ambito territoriale del proprio
ordine di appartenenza e solo nel caso quest’ultimo
abbia aderito all’iniziativa. Pertanto, gli interessati
ad aree presenti in ambiti territoriali diversi
da quello del proprio ordine di appartenenza e gli
iscritti agli ordini che non abbiano aderito all’iniziativa
possono partecipare al premio solo quali componenti
di un raggruppamento, avente come capogruppo
un iscritto all’ordine cui si riferisce l’area di
intervento prescelta.
Il comitato scientifico è composto dal professor don
Carlo Chenis (presidente) e dagli architetti Massimo
Gallione e Giuseppe Maria Jonghi Lavarini. Nella
commissione tecnica nazionale siedono gli architetti
Lauretta Musso e Caterina Parrello. Ogni ordine
provinciale aderente all’iniziativa nomina un proprio
referente o, nel caso di più soggetti, una propria
commissione tecnica. Presso ogni ordine provinciale
aderente all’iniziativa si costituirà una commissione
giudicatrice. Questa sarà composta da un numero
dispari di componenti e dovrà prevedere almeno il
presidente in carica dell’ordine (o suo delegato architetto
iscritto nel medesimo ordine) con funzioni
di presidente; uno o più architetti iscritti al medesimo
ordine, nominati dal consiglio, uno o più esperti
di architettura religiosa nominati da Chiesa Oggi: architettura
e comunicazione.
I lavori della commissione giudicatrice provinciale si
chiuderanno con la segnalazione alla comm ssione
tecnica nazionale presso il Cnappc dei progetti ritenuti
meritevoli, che dovrà avvenire entro il 15 ottobre
2004. La commissione giudicatrice della fase nazionale,
nominata dal comitato scientifico, è composta
da monsignor Giancarlo Santi (presidente, e dagli
architetti Sandro Benedetti, Maurizio Campo, Ferruccio
Favaron, Maria Carmela Frate. I lavori della
commissione giudicatrice nazionale (...) termineranno
entro il 29 ottobre 2004.
Arch. Massimo Gallione
Vicepresidente CNAPPC