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Una finestra di dialogo per i Beni Culturali
di ieri e di oggi
Sono moltissime le iniziative che vengono
intraprese nelle Diocesi italiane in merito alla
conservazione dei Beni Culturali Ecclesiastici,
alla edificazione di nuove chiese, alla
presentazione di nuove opere d'arte, alla
discussione su tematiche attinenti al rapporto
vivo tra architettura, arte e Chiesa. La nostra
rivista, CHIESA OGGI architettura e
comunicazione, nasce come strumento di
documentazione, di informazione e di servizio. Il
servizio consiste proprio nel mettere in
comunicazione le diverse realtà che si muovono
nel vasto mondo dell'architettura per la Chiesa,
con tutto quel che questo comporta, con tutte le
implicazioni nel campo progettuale, tecnologico,
artistico, liturgico, ecc. Gli Uffici diocesani che si
occupano dell'edificazione di nuove chiese e del
mantenimento dei Beni Culturali Ecclesiastici
sono l'interlocutore di tutti coloro che a diverso
titolo stanno partecipando o desiderano
partecipare al progetto della chiesa e al suo
rinnovamento.CHIESA OGGI architettura e
comunicazione è l'unica rivista specializzata
nell'architettura della chiesa in tutte le sue
articolazioni: l'unica rivista che raggiunge sia le
parrocchie italiane, sia chi nell'ambito
professionale o imprenditoriale ha fatto
dell'edificio chiesa una parte importante,
talvolta esclusiva, della propria specializzazione.
www.chiesaoggi.it
Queste pagine sono a disposizione delle Curie
diocesane: qui possono presentare le iniziative che
hanno intrapreso, che stanno realizzando o che
intendono concretizzare in futuro. Una iniziativa di
una singola diocesi può essere fonte di ispirazione
per altri, può essere motivo di dibattito, può essere
occasione per suggerire soluzioni nuove a problemi
specifici. Siamo sicuri che altri vorranno
comunicarci le loro iniziative e che il flusso di
informazioni, proposte, analisi, suggerimenti,
richieste che su queste pagine troveranno
ospitalità, sarà sempre più ricco e fecondo.
Inviate la Vostra comunicazione per posta elettronica:
chiesaoggi@dibaio.com
www.chiesaoggi.it
ARCIDIOCESI DI TORINO
Una Commissione al passo coi tempi
Il settore Arte e Beni Culturali dell'Ufficio Liturgico dell'Arcidiocesi torinese si è sempre giovato di una commissione
di esperti di grande valore. Il settore e la commissione furono costituiti dall' arcivescovo, card. Michele
Pellegrino nel 1967. E' stata la prima commissione a tutela del patrimonio ecclesiastico presieduta da un laico:
all'inizio dal prof. Federico Roggero e dal '74 al 2000 dal prof. Roberto Gabetti. Da tre anni responsabile è
diventato don Luigi Cervellin, che ha mantenuto invariato lo stile di lavoro. "Vi sono quindici laici che formano
parte della commissione - spiega don Cervellin - molti vi lavorano sin dall'inizio, alcuni si sono aggiunti recentemente.
Sono docenti universitari, professionisti ed esperti". Insomma, un gruppo altamente qualificato che si
riunisce periodicamente per valutare gli interventi da svolgere o l'andamento delle opere in corso nella diocesi.
Un'istituzione che è diventata punto di riferimento, non solo a livello locale, ma in tutto il paese.Al punto che
prima che venissero istituiti i corsi nazionali a Roma e Firenze, è proprio a Torino che la Conferenza Episcopale
Italiana affidò lo svolgimento dei corsi estivi per la specializzazione di architetti e artisti. Questo ha generato
una particolare attenzione verso i beni culturali ecclesiastici nel capoluogo piemontese e oggi ben due corsi sono
stati organizzati dalla Facoltà di architettura sull'adeguamento liturgico delle chiese. Il primo, curato dal prof.
Carlo Tosco, è giunto quest'anno alla seconda edizione. Ha durata semestrale. Lo scorso anno furono una settantina
i partecipanti e quest'anno quasi il doppio. Prendendo come esempio una chiesa del centro città, il corso
si è concluso con la presentazione di una concreta proposta progettuale da parte di ogni partecipante. Le
migliori tra queste saranno premiate con una borsa di studio che è stata messa a disposizione dalla CEI.
Un corso analogo, ma che ha preso in considerazione per le esercitazioni non una, bensì diverse chiese in tutto
il territorio diocesano, è stato tenuto quest'anno anche dalla prof.ssa Carla Bartolozzi, docente di restauro
architettonico. Anche a questo hanno preso parte un centinaio di studenti, e anch'esso si concluderà con un
elaborato.
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Entrambi i corsi sono stati organizzati in sintonia con il settore Arte e Beni Culturali diocesano, il cui responsabile ha preso parte agli insegnamenti e partecipa alla commissione che valuta gli elaborati finali. Esempio di come il settore Beni culturali diocesano costituisca un attivo punto di riferimento, è il fatto che il Comune di Venaria Reale abbia chiesto la sua consulenza, nel momento in cui si è trovato a dover ampliare il cimitero comunale. Su iniziativa del Comune, il Settore BCE ha organizzato una giornata di studio per i tecnici del Comune, così da prepararli sulle tematiche di fondo che sottostanno a interventi di questo genere. |
Vista aerea del Duomo di Torino. Dietro la cupola del Duomo, la cappella della Sindone. |
Il convegno,
dal titolo "Oltre la soglia" è stata l'occasione di una seria riflessione su un tipo di architettura spesso messa
in secondo piano.
Ma le attività spaziano anche sul versante della fruizione dei beni culturali. Nel '98 si costituì, con l'occasione
della prima ostensione della Sindone, una associazione per la promozione del patrimonio artistico e religioso.
Intitolata a Guarino Guarini, l'associazione cominciò l'opera di accompagnare i visitatori a conoscere le chiese
storiche del centro torinese. Al termine dell'ostensione ha continuato l'attività. Per la preparazione dei volontari
che la animano, l'associazione ha tenuto ogni anno un corso di approfondimento su temi di arte cristiana.
Il primo si è incentrato sul battistero, il secondo sull'altare, il terzo sull'archeologia cristiana in Piemonte. I più di
cento volontari operano col supporto dell'Ufficio per
la Pastorale del Turismo e del settore Arte e Beni
Culturali dell'Ufficio Liturgico.
Un'altra significativa iniziativa è stata la ricerca coordinata
dal prof. Andrea Longhi, sui battisteri. L'indagine
si è tradotta in un volume che esamina questo luogo
liturgico sotto il profilo storico, tipologico e liturgico.
Altre iniziative in corso, sono un convegno che la
Confartigianato del Piemonte organizza per il mese
di ottobre, sui beni culturali ecclesiastici, che si
accompagnerà all'iniziativa di restaurare alcune
chiese del centro storico di Torino. Lo scopo del
convegno è attirare l'attenzione delle amministrazioni
locali e dei cittadini su queste chiese, da conservare
e valorizzare.
Per le Olimpiadi invernali del 2006 si stanno preparando
diverse altre iniziative, in sintonia con le altre
diocesi interessate: Pinerolo e Susa.
DIOCESI DI TRIVENTO
L'autenticità del luogo
Molte diocesi italiane sono di dimensioni piccole:Trivento, con una popolazione
di 57.000 persone, è una di queste. Non avrebbe senso pensare di
accorparle per costituire unità amministrative di dimensioni maggiori? Ne
parliamo con don Gigino Moscufo, responsabile dell'Ufficio Beni Culturali
della Diocesi di Trivento. «Se il criterio è il numero di abitanti, quella di Trivento
verrebbe forse considerata eccessivamente piccola. Ma vi sono altre
questioni. Il nostro vasto territorio è per la quasi totalità montuoso e disagiato
con diversi centri non facilmente raggiungibili. Insiste su tre province
civili (Isernia, Chieti e Campobasso) con 40 comuni e e 60 parrocchie. Il
clero, tutto del luogo, unitamente al nostro Vescovo, Mons.Antonio Santucci,
pastore molto attento ai problemi del nostro territorio, costituisce un
punto di riferimento ben radicato tra la gente, che ha bisogno di una rappresentanza
ben consapevole delle caratteristiche, delle tradizioni, delle
problematiche specifiche. Alcuni paesi stanno scomparendo: la gente va
verso le città. Ma molti restano e si trovano a essere custodi di un territorio
che deve conservare una sua autenticità e peculiarità».
I beni culturali testimoniano le tradizioni locali. «L'artigianato ha prodotto,
nel corso dei secoli, elementi di arredo, pitture, sculture devozionali, argenterie...
Esiste una tradizione di un certo pregio, che fa riferimento alla scuola
barocca napoletana filtrata da quella abruzzese di Pescocostanzo e da
quella molisana dei Di Zinno. Nel '300, emula di quella Sulmonese, nacque
ad Agnone una scuola orafa che ha lasciato diverse testimonianze significative,
a partire da un ostensorio gotico attribuito a Giovanni di Agnone.
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La pietra è l'elemento fondamentale della nostra architettura. Anche se in epoca barocca molte chiese sono state rimaneggiate, si conservano intatti moltissimi portali gotici splendidamente scolpiti. E' in Agnone la chiesa interamente gotica di S. Emidio. La cripta della nostra Cattedrale, invece, e l'abbaziale di S. Maria di Canneto in Roccaviva sono esempi ben conservati del romanico bassomedievale».L'attività dell'Ufficio Beni Culturali: «Al momento è prevalentemente indirizzata alla catalogazione voluta dalla CEI. Una importante conseguenza di questa attività è stata la costituzione del nuovo Museo diocesano di arte sacra. Questo è ubicato nella chiesa sconsacrata della SS. Trinità a Trivento. |
Cripta di S. Casto, Cattedrale dei SS. Nazario, Celso e Vittore a Trivento. |
L'edificio del 1560 opportunamente restaurato, possiede un allestimento
museografico, curato dall'arch. Maria Vitiello, che consente l'esposizione
di alcuni pezzi di pregio: quali tre Madonne lignee del '300, quattro
busti argentei del '700 napoletano, e diversi paramenti ricamati in oro e
sete policrome, il più antico dei quali è una pianeta di fine '500. Sono in
prevalenza pezzi che provengono dal Tesoro della Cattedrale. Parallelamente
alla catalogazione stiamo
svolgendo un'opera di sensibilizzazione
verso i parroci: che acquisiscano
consapevolezza delle opere presenti
nelle loro chiese».
Tra le caratteristiche della zona è da
mettere in evidenza la vocazione
campanaria di Agnone, che data dall'anno
Mille. Continuatori di quest'arte
oggi sono i Marinelli, unici eredi di
tante famiglie di campanari quali i
Saia, i Camperchioli, i Desiata, ecc.,
operanti fino al 19° secolo».
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