All’associazione delle 16 Parrocchie del decanato
di Castano Primo, fondata appositamente
nell’ottica comunitaria di una crescita condivisa
religiosa e culturale e per la gestione del centro
decanale di Castelletto, è stato dato il nome
“La Scala di Giacobbe”, denominazione suggerita
e voluta dal Parroco di Castelletto Don
Carlo Venturin. Con il medesimo appellativo è
indicato anche il restaurato complesso monumentale
che diventa sede dell’associazione, in
sostituzione del precedente “ex-convento di
San Rocco”.
Il significato del nome è spiegato dallo stesso
Don Carlo. «Il patriarca (Giacobbe, n.d.r.), nomade
come tutti noi, riposa e sogna: si adagia
su un guanciale duro e freddo, solleva il capo
per vedere meglio l’orizzonte terreno. “Giacobbe
partì da Bersabea e si diresse verso
Carran.
Capitò così in un luogo, dove passò la notte,
perché il sole era tramontato; prese una pietra,
se la pose come guanciale e si coricò in quel
luogo. Fece un sogno: una scala poggiava sulla
terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo;
ed ecco gli Angeli di Dio salivano e scendevano
su di essa” (Gn 28,10-12).
E’ la parabola dell’Ascensione al cielo e della discesa
del Divino fra gli uomini. E’ una visione
onirica: sogno, utopia, estasi, incontro con Dio.
E’ una visione da oasi: riposo, sosta, ristoro, incontro
con la natura. E’ una visione da esperienza
forte: luogo di Dio (Betel) che parla attraverso
i suoi messaggeri. E’ una visione da risveglio:
riprendere il viaggio sulle strade del
mondo con nuovo slancio. E’ una visione da purificazione
e da protezione: Giacobbe si sente
un altro, comprende la sua missione “io sono
con te e ti proteggerò dovunque tu andrai”».
Il logo, ideato e disegnato da Luigi Paolino e
realizzato in un raffinato quadro con la tecnica
dell’intarsio dall’abile mano di don Carlo Venturin,
vuole essere una trasfigurazione simbolica
della iconografia tradizionale.
Esso raffigura un Giacobbe accomodato per la
notte ma non dormiente: il sogno viene effettuato
ad occhi aperti verso un mondo, il nostro
mondo, tanto agitato da mille e mille travagli
tali da non permettere il sonno. In questo nostro
mondo gli angeli senza volto simboleggiano
tutti gli angeli della terra: gli uomini di buona
volontà, i martiri delle ingiustizie di ogni sorta,
i bimbi innocenti.
1 - Parrocchia S. Eusebio ad Arconate, Parroco don Franco Quadri
2 - Parrocchia S. Bartolomeo a Bienate, Parroco don Lamberto Leva
3 - Parrocchia S. Mauro a Buscate, Parroco don Emilio Colombo
4 - Parrocchia SS. Giacomo e Filippo a Castelletto di Cuggiono, Parroco don Carlo Venturin
5 - Parrocchia S. Zenone a Castano Primo, Parroco don Giuseppe Monti
6 - Parrocchia Madonna dei Poveri a Castano Primo, Parroco don Emanuele Salvioni
7 - Parrocchia S. Giorgio a Cuggiono, Parroco don Franco Roggiani
8 - Parrocchia S. Genesio a Dairago, Parroco don Felice Noè
9 - Parrocchia S.ta Maria Nascente a Furato, Parroco don Dino Pessani
10 - Parrocchia S. Martino a Inveruno, Parroco don Francesco Rocchi
11 - Parrocchia S. Michele Arcangelo a Magnago, Parroco don Eugenio Rossotti
12 - Parrocchia S. Guniforte a Nosate, Parroco don Valerio Milani
13 - Parrocchia S.ta Maria delle Grazie a Robecchetto, Parroco don Francesco Cameroni
14 - Parrocchia S. Bernardo a Malvaglio, Parroco don Francesco Cameroni
15 - Parrocchia Beata Vergine Assunta a Turbigo, Parroco don Giampiero Baldi
16 - Parrocchia S.Ambrogio a Vanzaghello, Parroco don Armando Bosani
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