| Tratto da: Chiesa Oggi 64/65 Architettura e Comunicazione |
Master n° 3/2004 - I giovani per l'arte cultuale | ||||||||
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Diretto da: Carlo Chenis Laboratorio - Architetto Ivano Lodovico Dall'archetipo alle sue manifestazioni Cosa dire di un progettista che sa coinvolgerci così intimamente con la sua fantasia,
da consentirci di godere appieno del dipanarsi della narrazione, attraverso una serie
infinita di schizzi, che ne dimostrano il talento grafico e progettuale a prescindere dagli
esiti?
Un ambone che finalmente si fa luogo; la sede defilata fra i fedeli
che allude ad una Presidenza illuminata di chi si qualifica come "pastore" mischiato
al suo gregge. La realizzazione di diversi ambiti spaziali, a ciascuno dei quali corrisponde
un diverso volume ed una diversa giacitura planimetrica, sono gli altri elementi
che ci consentono di apprezzare il progetto di Lodovico. Diversa la questione
morfologica dove si sconta l’eccessiva enfasi posta sul disegno con una visione incompleta
dell’edificio chiesa che sembra un assemblaggio di parti diverse, prese in
prestito da un ipotetico catalogo, piuttosto che il frutto ponderato di un’idea.
Così al posto del bel bugnato rustico
(presumibilmente in blocchetti di tufo)
ci scontriamo col grigiore di un paramento
a faccia vista cementizio che poco si confà all’iconografia classica della campagna
romana. Interessante, ma poco approfondito, il tema della copertura leggermente
voltata, quasi una lente, che con doppia curvatura porta la luce all’interno dell’aula.
Poco chiaro l’inserimento nel lotto assegnato, quasi come se l’interesse fosse concentrato
soprattutto nella visione tumultuosa delle dinamiche tipologiche, piuttosto
che nella staticità dell’essere edificio vero in un quartiere periferico.
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