I° PREMIO NAZIONALE DI IDEE DI ARCHITETTURA “I SAGRATI D'ITALIA”
Consiglio Nazionale degli Architetti,
Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori
presso il Ministero della Giustizia
Chiesa Oggi - Architettura e Comunicazione
Dall'atrium della domus ecclesiae e dal quadriportico che precede la basilica romana: lo spazio dinanzi alla chiesa significa preparazione a un
luogo e un tempo "altro" da quanto si incontra nel mondo. Luogo processionale ricco di connotazioni. Le parole di Romano Guardini, sul
passaggio tra esterno e esterno della chiesa, offrono lo spunto per le considerazioni di Silvano Maggiani*.
Sia nel caso in cui si
privilegi la derivazione
dal modello della domus
ecclesiae, sia che si
guardi alla basilica latina,
ritroviamo indicazioni
specifiche sullo spazio
dedicato al "sagrato".
A quali finalità era preposto
tale spazio?
Seguendo l'evoluzione di tipo ispirativo della domus
ecclesiae, costatiamo che queste hanno, dopo l'hostium
di entrata, un atrium: qualcosa di previo, come si
vede nel caso di Dura Europos. L'atrium, luogo ove
normalmente si trova una fontana, è luogo di passaggio
che immette nella sala del
convivio e quindi all'eucaristia. Si
tratta di un modello forte, importante,
significativo. Una simile
progressione spaziale si ritrova
anche nella basilica latina, come
nella medievale basilica di
San Pietro dove il quadriportico,
con al centro una fontana,
accoglieva il fedele e il catecumeno.
La stessa situazione si vede
ancora oggi nella basilica di
S. Clemente, nei pressi del Colosseo.
Così possiamo dire, pur
nella differenza delle architetture, che lo stesso
"atrium" favoriva l'entrata nella domus. L'atrium, il quadriportico
coperto, non è un luogo meramente funzionale,
bensì è diventato luogo rituale. Esso fu usato
dai catecumeni, dai penitenti, fu usato per motivi processionali:
spazio liminare di passaggio dal tempo "del
mercante" al tempo qualitativo del celebrare cristiano.
Esso è un luogo previo alla domus/basilica ma in
intima correlazione con essa. Un luogo che assume a
volte il connotato di giardino del "paradiso", come a
San Paolo Fuori le mura, o diventa spazio per la sepoltura
dei battezzati, quindi luogo prossimo al luogo
santo.
|
"Il portale inteso in senso più ampio è il sagrato: un luogo
da rivalutare. Luogo in cui si rivive il processo dei tempi: da quello
qualitativo della chiesa a quello quotidiano, luogo di dialogo, e di
comunicazione" |
Rev. Prof. Silvano Maggiani |
E' da questo che deriva il termine "sagrato"?
Il Battaglia, usando il termine con la "g" invece che con
la "c" lo indica precisamente come luogo di sepoltura.
Anche oggi nel Trentino o in Francia troviamo il cimitero
là dove noi abbiamo il sagrato. Così il "sagrato" è il luogo dove i viventi e i trapassati si tengono
per mano. Il luogo dove il battezzato può riposare
dopo la morte ed è oggetto di presenza orante continua.
Vi è qualche assonanza con le catacombe?
Le catacombe servono per un uso preminentemente
cimiteriale. Rarissimamente sono state luogo di
culto. Piuttosto luogo di raccolta per la memoria del
martire, o memoria periodica del defunto.
Il quadriportico, con la nascita delle pievi, sembra trovare
un suo sviluppo, allargato ad area cimiteriale, come
già s'è detto, ma il suo uso processionale in senso
lato è stato determinante.
|
Quindi luogo processionale....
Andare al luogo dell'ascolto della Parola e della Eucaristia è presente già nei primi secoli. Si ricordino, per tutte, le indicazioni del giorno, luogo e ora che riporta Egeria nel suo diario sul pellegrinaggio da lei effettuato alla fine del IV secolo. La Chiesa Madre di Gerusalemme è diventata modello per le altre Chiese sparse nell'orbe. Anche
il processionare diventa motivo
per ravvivare la dimensione
escatologica della Chiesa pellegrina
nel tempo.Tuttavia nelle pievi
lo spazio aperto antistante la chiesa assume anche
connotazione da aia. Come questa era il luogo per la
battitura del grano, ma anche luogo dell'incontro e
della conversazione, il luogo antistante la chiesa era il luogo dell'incontro e della veglia. E credo che questo modello possa dare alcune indicazioni per l'oggi.
|
Il quadriportico della basilica di S.Ambrogio a Milano. |
Vediamo quindi l'uso del sagrato oggi...
Può avere diverse funzioni. E' lo spazio dove il popolo
dei fedeli passa e vive il tempo ultimo di trasformazione
verso la celebrazione. Non si entra nello
spazio rituale senza preparazione, e questa è facilitata
dal silenzio. Il passaggio che avviene all'ingresso nella
porta va preparato. Mi riferisco a Guardini, che non
parla del sagrato, ma si dilunga sull'analisi del portale
(cfr. "I santi segni"). Egli non traccia la separazione tra
sacro e profano, ma pone in evidenza il tema del passaggio,
del silenzio, del raccoglimento. E' uno spazio in cui si manifesta la nobilitazione dell'uomo. Dice Guardini: «"Alzatevi, chiusure! Apritevi, o porte eterne, che il
Re della gloria entri!" così s'invoca nella Sacra Scrittura
». Ma questo Re è l'uomo: «Il tempio del Dio vivente
- per citare ancora Guardini - sei proprio tu, il
tuo corpo e la tua anima. Rendilo ampio, rendilo limpido
e elevato!».
Guardini parla del portale.Ma il portale inteso in senso
più ampio è il sagrato: un luogo da rivalutare. Il luogo
in cui si rivive il processo dei tempi: da quello qualitativo
della chiesa a quello quotidiano. E' luogo di
dialogo, di comunicazione, dove maturano progetti e
si scambiano le idee: oggi lo si riscontra soprattutto
nei piccoli borghi, quando la gente si ferma a dialogare
davanti alla chiesa e si svolge una meditazione collettiva, quasi un riassimilare quel che la celebrazione ha dato per trasferirlo nella vita di ogni giorno.
Ma vi sono anche specifiche celebrazioni: per esempio
quella della Via Crucis...
Apprezzo che gli architetti rielaborino questo spazio
per un'estensione delle celebrazioni di riti. Certamente
vi si possono sistemare itinerari quali quello
della via crucis, oppure la statua del patrono. Guardini
sottolinea: «Tutto inizia nel silenzio». Non silenzio
formale, bensì momento in cui si ricerca l'armonia.
Anche questa è una finalità del sagrato.
L. Servadio
* Presidente, Associazione Professori e Cultori di Liturgia