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I tesori da salvare - Chiesa di S,Nicola di bari a Dercogna (GE) | ||||||
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a cura di Gjlla Giani Località: Dercogna (Genova) Dercogna, paesino dell'entroterra ligure, rimane nell'immediato entroterra di Genova, ancora nella Valbisagno (il cui torrente sfocia presso la Fiera del Mare di Genova). Sicuramente il più antico sito dell'alta valle, se ne parla come fonte battesimale addirittura prima del VI secolo. E' citata ufficialmente dai "Remondini" nel 978 d.C.. Crocevia per la via Ianua (antica via romana) che passava da Genova per Colle Capenardo e quindi Bobbio e Piacenza. L'antica denominazione era "d'Ercogna", termine che secondo alcuni significherebbe "posta in mezzo all'arco", probabilmente della vallata. Si sa, anche da scavi effettuati attorno agli anni '80 e '93, che il luogo su cui sorge la chiesa di S. Nicola era l'antico cimitero (risalente al V-VI secolo, prima della chiesa stessa); ovviamente l'edificio della chiesa, prima di Napoleone (1801) svolgeva la funzione di cimitero. Questa è stata sicuramente la prima chiesina della Valbisagno, essendo più antica della parrocchia di S. Siro di Struppa, chiesa romanica di notevole spessore artistico, risalente al secolo XII.
E' molto interessante vedere nella struttura della chiesa
i vari cambiamenti subiti durante questi 12 secoli.Vi è l'antica abside
accanto al campanile, che oggi rimane nel muro perimetrale nord, poiché
la chiesa fu girata di 90° e ingrandita in senso longitudinale, poi ancora
vi fu l'aggiunta di una parte per creare una pianta a forma di croce latina.
La facciata è ricoperta di calce idraulica e il tetto ormai fatiscente
è ricoperto di ardesia, materiale tipico della Valfontanabuona. Solo l'antica
abside, la nuova abside e il campanile sono in pietra a vista e denunciano
ancora la loro struttura originaria romanica. All'interno, secondo l'uso
barocco e rinascimentale, è stata trasformata e ricoperta di stucchi;
presso gli altari erano incorniciati quadri raffiguranti s. Nicola di
Bari, s. Anna e la Madonna del Rosario. I primi due sono stati trafugati
dai ladri negli anni '80, l'ultimo è in cattivo stato e prossimo al restauro.
In facciata vi era una trifora che successivamente è stata chiusa. L'intervento
di restauro è già stato programmato per l'esterno (tetto e muri perimetrali)
per un costo di 60.000,00 euro, con un contributo della Regione per il
70% del costo. Altri restauri sono necessari per la parte interna. |
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