| Tratto da: Chiesa Oggi 58 Architettura e Comunicazione |
Editoriale | ||
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Una missione internazionale C'è un aspetto fondamentale della nostra rivista, che la caratterizza sin dal primo numero. Grazie alla sensibilità di S.E. R. Mons. Francesco Marchisano, Presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, oltre che alla nostra rete di distribuzione, CHIESA OGGI architettura e comunicazione è posta all'attenzione delle diocesi più lontane: dall'Est europeo all'America Latina, dal Giappone al Canada. Questo ne fa un punto di riferimento internazionale: raccogliamo servizi da tutti questi luoghi lontani e proponiamo al pubblico italiano e internazionale i modi distinti, seppure coerenti, con cui l'edificio chiesa viene presentato nei luoghi più diversi nel mondo. Selezioniamo le realizzazioni più significative perché sappiamo che la loro pubblicazione torna utile perché chi lavora sulla chiesa possa, dal raffronto di proposte diverse, distillare suggerimenti critici per nuove creazioni o per interventi validi sulle chiese esistenti. Come mostra la lettera di P. Andrii Romankiv, dell'Eparchia di Ternopil-Zboriv, in Ucraina, là dove urge la ricostruzione di un tessuto di luoghi per il culto, si sente tanto più fortemente la necessità di riferimenti progettuali che possano ispirare la concezione di chiese rispettose delle tradizioni locali, ma anche al passo coi tempi e architettonicamente significative. Sappiamo come la realizzazione di una chiesa sempre sia un evento eccezionale, sempre richieda i massimi livelli qualitativi: che l'edificio sia degno della sua missione. Ecco che la nostra opera di documentazione, e il dibattito di cui ci facciamo tramite, rivestono un ruolo fondamentale. Di stimolo, di suggerimento, di dibattito aperto. Tutto questo è fondamentale per la formazione e l'informazione del personale ecclesiastico e laicale che si muove nell'ambito della progettazione delle nuove chiese nonché nella conservazione dei beni culturali esistenti. Come dimostra il caso del Museo diocesano "Adriano Bernareggi" di Bergamo, un approccio seriamente impegnato nel linguaggio architettonico contemporaneo riesce a ottenere risultati eccellenti nel riqualificare, per l'esposizione di oggetti di valore storico, ambienti austeri e antichi. Mons. Giancarlo Santi, Direttore dell'Ufficio Beni Culturali della Conferenza Episcopale Italiana, punta il dito su alcuni temi che necessitano di una importante riflessione.
Nelle foto: Due immagini della visita di Giovanni Paolo
II in Ucraina (23-27 giugno 2001). Foto archivio "L'Osservatore Romano".
Giuseppe Maria Jonghi Lavarini Ucraina: abbiamo bisogno di architetti Ternopil 10.03.2003 A.D. Sono poco più di dieci anni che la Chiesa Ucraina Greco-Cattolica
è uscita dalle catacombe. Le persecuzioni del regime ateo possono sembrare
un sogno lontano, ma l'eredità lasciataci dal comunismo continua a ricordarci
drammaticamente che non si è trattato di un sogno. Le conseguenze dei
lunghi anni del totalitarismo sono il vuoto spirituale e culturale che
è forse la causa principale di tutti gli altri problemi che ci si trova
oggi ad affrontare. Quel vuoto ha provocato, tra l'altro, la mirata distruzione
di gran parte del patrimonio artistico-culturale creato dal genio delle
diverse generazioni di un popolo che da più di mille anni ha scelto il
cammino cristiano. La Chiesa in Ucraina si ritrova oggi a confrontarsi
con una tradizione che è stata interrotta nel 1946, quando tutti i pastori
sono stati imprigionati, deportati, o uccisi, solo perché fedeli alla
fede professata e al successore di Pietro. E' urgente adoperarsi nel salvare
quel poco che è rimasto del patrimonio dell'arte sacra per ridargli vita
ristabilendo il legame sia religioso-spirituale, sia storico - culturale
interrotto. È quindi opportuno creare almeno un museo di arte sacra che
assolva anche alla funzione di centro culturale. Inoltre è importante
confrontarsi con le tradizioni che si sono sviluppate nei paesi liberi
per sviluppare nuovi modelli di architettura sacra al fine di offrire
ai fedeli spazi adeguati e dignitosi per le celebrazioni liturgiche e
per la formazione cristiana. Per riuscire, abbiamo bisogno di aiuto, sia
per reperire le risorse, data la nostra difficile situazione economica,
sia per condividere le esperienze con le Chiese dove si sono fatti passi
in avanti in questo campo. Pertanto possono tornarci utili i modelli di
nuove chiese che dovremo poi tradurre nella cultura e nella tradizione
ucraina. Infatti varie chiese costruite in questi ultimi decenni, a causa
della mancanza di architetti esperti in architettura sacra e a causa ell'insufficienza
di mezzi economici, presentano problemi non facili da risolvere. Si tratta
infatti di strutture che non sono adatte alle nostre rigide condizioni
climatiche, costruite con materiali acusticamente inidonei ad una partecipazione
assembleare, che presentano problemi di illuminazione e che, a motivo
dei materiali scadenti impiegati, sono di difficile e costosa manutenzione.
Nella diocesi per venire incontro a questa urgenza è stata fondata dal
Vescovo Ordinario Myhail Sabryga la Commissione dell'Arte Sacra che dal
1° giugno del 2002 sta facendo il possibile per raccogliere e catalogare
il patrimonio artistico-culturale diocesano, offrendo anche spiegazioni
al clero e ai fedeli sul significato delle opere d'arte sacra. Ma certamente
le nostre possibilità sono molto limitate e abbiamo bisogno di sostegno.
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