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III - L'elaborazione del progetto di adeguamento
B. Gli autori del progetto
47. Il progettista
Il compito del progettista68 per l’adeguamento degli spazi celebrativi
richiede una profonda preparazione professionale, una maturata
esperienza di lavoro, una corretta conoscenza dei principi basilari della
riforma liturgica e una buona capacità di collaborazione con altri
professionisti.
La scelta del progettista, può avvenire in vari modi: affidamento
diretto, concorso ad inviti, concorso con preselezione in base al curriculum.
L’incarico può essere conferito solo a un architetto o un ingegnere,
che sia esperto nel campo della progettazione e del restauro e dotato di
sensibilità nei riguardi delle esigenze liturgiche della storia e della cultura
del luogo.
L’incarico verrà affidato al progettista mediante lettera d’incarico e
comprenderà anche l’accordo sul preventivo di massima riferito alle
tariffe particolari previste per i lavori di restauro.
L’offerta di prestazione gratuita o la sola conoscenza personale
non si può considerare criterio sufficiente per l’affidamento dell’incarico.
48. I consulenti
Il progettista incaricato si terrà in costante contatto con il committente
e ricorrerà alla consulenza dei diversi specialisti del settore, quali
il teologo, il liturgista, lo storico dell’arte e dell’architettura, il
restauratore, il tecnico del suono, l’esperto in illuminazione, ecc. È
molto opportuno inoltre che i diversi consulenti siano chiamati a dare
il loro contributo all’intera elaborazione del progetto, anche mediante
momenti di lavoro comune onde evitare possibili disattenzioni o
disarmonie.
C. Le chiese da adeguare
49. Aspetti generali dell’adeguamento
Ogni chiesa da adeguare è dotata di specifica fisionomia che la
rende, in qualche modo, un caso unico. Essa tuttavia presenta molti elementi comuni ad altre chiese per cui si può legittimamente considerare
espressione singolare di una ben precisa tipologia architettonica.
Per identificare i diversi tipi di chiese si può far ricorso ad alcuni
criteri di cui alcuni sono particolarmente importanti in vista dell’adeguamento
liturgico, come la destinazione d’uso prevalente, la definizione
nel contesto storico originario in cui essa è sorta, la sua struttura
geometrico-spaziale fondamentale, il valore culturale (architettonico,
artistico, memoriale, ecc.) del luogo, nel suo insieme e nelle sue
singole parti.
In relazione a ognuno di tali aspetti il progettista analizzerà a fondo
gli specifici problemi, le difficoltà e le opportunità.
Ogni caso reale può essere illuminato dal confronto critico con casi
simili, ma deve essere risolto, mediante un autentico lavoro compositivo,
in termini originali.
Commento
progettista.
Più avanti sta scritto che ha da essere
o architetto o ingegnere. Ritengo che in moltissimi
casi possa essere un professionista anche
molto giovane, purché uomo di studio. Purché
disposto a trascorrere del tempo in Biblioteca,
prima
di fare proposte. Purché disposto ad una direzione
lavori accurata. Purché consapevole di non
dover “inventare”, ma di poter trarre insegnamenti
dai maestri del passato.
scelta del progettista.
Le modalità vanno tutte
bene. Ci sono però edifici per i quali forse è il concorso,
aperto o ad inviti, a dover essere privilegiato.
consulenza... il teologo.
Finalmente questo
documento cita il teologo. Benissimo il liturgista,
ma, come già scritto, è il teologo teoretico (docente
di teologia fondamentale, di cristologia, di ecclesiologia,
di sacramentaria) a poter dire una parola
fondante. L’Italia ha ormai una “teologia italiana”
. Non mancano i teologi in grado di svolgere una
consulenza. Per lo più sono membri dell’Associazione
Teologica Italiana e almeno da venticinque
anni cercano di lavorare insieme.
la definizione nel contesto storico originario.
Gli studi storici nel campo del’arte e dell’architettura
si stanno moltiplicando e rappresentano un
vanto della cultura italiana. Gli studiosi in questi
ambiti sono a disposizione e possono professionalmente
compiere ricerche.Anche questo ha un prezzo.
Solo così però si da un retroterra conoscitivo
adatto ali’adeguamento.
Le note 67 e 68 rinviano alla pag. 91,92 e alla
pag. 99.
Note
67 Cfr. Norme C.E.I. 1974, nn. 12.17-19; BCCI, n. 4;
PNC, n. 27.
68 Cfr. PNC, nn. 25.27. Torna a <<:45. Il committente <<
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