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II - L'adeguamento degli spazi celebrativi
25. Valorizzazione del fonte battesimale e del battistero esistenti
Nell’ambito di una chiesa, oltre agli spazi per la celebrazione
eucaristica, sono da valorizzare i “luoghi” destinati alle altre celebrazioni
sacramentali, ciascuno con i propri valori simbolici, la propria
carica di memoria, le proprie caratteristiche iconografiche. Fra tali “luoghi”, nelle chiese cattedrali e nelle chiese parrocchiali, delle
quali sono elementi qualificanti, vanno considerati il battistero e il
fonte battesimale43.
La valorizzazione del battistero, in sintonia con la tradizione
ecclesiale, è stata confermata dalla recente riforma liturgica, che
ripropone con forza come momento generatore dell’esperienza cristiana,
il cammino dell’iniziazione, articolato in varie tappe catechistiche
e celebrative.
In tale cammino la celebrazione del Battesimo viene riconosciuta
come la “porta della fede”, il cui valore essenziale può essere recuperato,
lungo la vita del cristiano, anche grazie alla costante visibilità del
battistero, vero “memoriale “del sacramento.
Con l’entrata in vigore del nuovo Rito del Battesimo dei bambini
(29 giugno 1970), molti battisteri esistenti sono stati giudicati - a torto
- non adatti alla celebrazione comunitaria.
Di conseguenza, in molti casi essi sono stati accantonati e sostituiti
con fonti battesimali mobili o situati in luoghi della chiesa diversi da
quelli originali.
Questa situazione deve essere superata con decisione, recuperando
i battisteri esistenti e quelli antichi non più in uso, senza escludere il
loro eventuale adeguamento. In assenza di tale possibilità, occorre
pensare a un nuovo battistero.
I battisteri e i fonti battesimali esistenti, nella maggior parte dei
casi, sono opere di grande importanza storica e artistica e comunque
sono segni di inestimabile significato religioso e affettivo, poiché hanno
contrassegnato l’esistenza di molte generazioni di cristiani. Gli
eventuali interventi di adeguamento, perciò, vanno studiati ed eseguiti
con grande rispetto e delicatezza, in modo da non alterare il patrimonio
d’arte e storia e non comprometterne il valore memoriale e il messaggio
spirituale.
In vista dell’adeguamento liturgico si prendano in attenta considerazione
anche le chiese di recente costruzione, dove talvolta le soluzioni
adottate per il battistero e per il fonte appaiono insufficienti o del tutto
discutibili.
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Vista interna del Duomo di Venzone in
Friuli. Distrutto dal terremoto del
1976, il Duomo è stato ricostruito e
riaperto al culto nell’agosto 1955. Il
Duomo risulta da un ampliamento
trecentesco della originaria
costruzione duecentesca. Lo spazio
dedicato alle celebrazioni è
individuato dall’intersezione di abside
e basamento rialzato del transetto.Qui
si trovano altare, ambone e sedi. La
custodia eucaristica è collocata sotto il
ciborio cinquecentesco completamente
restaurato (a sinistra nell’immagine).
In questo modo è stata ottenuta una
precisa individuazione del luogo del
tabernacolo, la diretta comunicazione
con lo spazio celebrativo, la visibilità
dell’assemblea, in un contesto di
armonizzazione con gli altri elementi
dello spazio liturgico. (Foto S. Pittini) |
Note
43 Cfr. PNC, n. 11.
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