| Tratto da: Chiesa Oggi 56 Architettura e Comunicazione |
Progettare la luce nelle chiese | |
La fruizione di una chiesa è condizionata da implicazioni
culturali ed emotive molto diverse tra loro. Spesso gli impianti illuminotecnici
installati nelle chiese non valorizzano né riproducono la varietà di messaggi
trasmessi dalla liturgia.Talvolta viene privilegiato l’aspetto conservativo
a scapito della funzionalità, in altri casi l’uso della luce è forzatamente
scenografico e non tiene conto del significato intrinseco e profondo di
una chiesa, simbolo della dimensione sacra. Una chiesa ha una funzione
primaria e costante: la celebrazione della funzione liturgica e il luogo
per la preghiera personale. Naturalmente anche la dimensione artistica/conservativa
risulta una variabile fondamentale quando si parla di chiese antiche e
monumentali, emblematiche della religione, della cultura e della storia.
La stesura di un progetto illuminotecnico di una chiesa dovrebbe quindi
considerare tutti questi aspetti, per valorizzare il luogo e il suo significato.
Il processo progettuale, naturalmente, non può seguire mai schemi predefiniti
ma dipende da diversi fattori quali le esigenze della committenza, gli
aspetti normativi, la valenza storica degli edifici, il contesto morfologico
in cui sono inseriti, la presenza di opere di valore artistico rilevante,
le tecnologie presenti sul mercato. Ipotizziamo qui una stesura logica
delle varie fasi di un progetto illuminotecnico che intende rappresentare
per il progettista e la committenza solo una “traccia” utile, da condividere
con tutte le figure coinvolte, dai progettisti dell’architettura ai parroci,
veri interpreti delle caratteristiche dei luoghi di culto.
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