| Tratto da: Chiesa Oggi 55 Architettura e Comunicazione |
Progetto Arte Poli Srl | ||||
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La scintilla rubata
Il genio artistico di un imprenditore veronese dona
all’Italia primati perduti. A Tokyo, nel Disney Sea, la Disneyland giapponese,
si trova la riproduzione, più grande del naturale, di Portofino, completa
degli ornamenti pittorici e degli stucchi tipici delle case della famosa
cittadina ligure. A Hollywood, le ville degli attori più importanti sono
abbellite da cupole in vetri variopinti, sostenuti da cornici di bronzo,
fatte a mano. Al Lido di Venezia, nella chiesa di San Camillo, i colori
di una grande abside in vetro fanno filtrare, in un sapiente e rispettoso
gioco, la luce del sole nascente, illuminando l’altare di splendore ieratico.
Tre tipi d’intervento artistico, per tre differenti esigenze, in tre punti
del globo agli antipodi uno dall’altro, uniti da una comune matrice: la
mente di Albano Poli, artista, maestro vetraio, modellatore, affrescatore,
mosaicista. Abbiamo intervistato Poli a Verona, alla Progetto Arte Poli,
l’azienda che conduce con l’aiuto del figlio Paolo. Ci fa accomodare in
ufficio e senza farsi pregare, ci racconta la sua storia. Sessantasettenne,
veronese di Borgo Venezia, aveva frequentato il Centro d’Arte Nani, condotto
allora da artisti, ormai entrati nell’iconografia mitologica veronese,
come Guido Trentini, Orazio Pigato e Pino Casarini. «Fu quest’ultimo -
ci narra il nostro interlocutore - ad infonderci l’amore per l’arte e
a darci la possibilità di lavorare nel settore, collegandoci alla realtà
delle chiese da restaurare, rifacendo vetrate o rimediando ai danni che
il tempo o il desiderio di distruzione degli uomini avevano causato. Anzi,
prima ci esortò a lavorare nella “bottega” del maestro vetraio Ballardini
e poi convinse me e Cavallini a creare un laboratorio, che allestimmo,
vicino a porta Leoni, davanti a san Fermo, nel seminterrato dietro il
monumento dove ora si trova un negozio che vende uccelli. Il posto, di
proprietà della Curia, ci fu affittato ad un prezzo conveniente, e lì
restammo fino a che ogni socio decise, senza litigare, di prendere la
sua strada. Oggi la mia azienda copre un’area di 4.000 metri quadri e
dentro di essa progettiamo, fondiamo il bronzo, lavoriamo il vetro, creiamo
affreschi e mosaici con l’ausilio di una quarantina di collaboratori usciti
dalle scuole del settore. Da tempo ci avvaliamo anche dell’opera dell’architetto
Maria Luisa Mazzola. Alcuni dei miei ex ragazzi di bottega hanno fatto
fortuna creando aziende che operano nel mio stesso settore. Abbiamo clienti
in Africa, America ed Asia e nessun lavoro è uguale ad un altro». La nostra
conversazione viene interrotta dall’arrivo di alcuni clienti e Poli ci
affida ad Andrea Mezzetti, un esperto d’arte e pubbliche relazioni, che
ci accompagna nel giro della fabbrica. La struttura, che rispecchia la
creatività razionale del suo proprietario, è suddivisa in zone dedicate
al disegno, alla composizione delle lastre di vetro per le chiese, ai
mosaici, alla pittura d’affreschi e alla realizzazione del ferro battuto.
Usciamo dalla fabbrica d’arte, coscienti di aver visto realizzata la formula
dell’azienda perfetta, dove la scintilla rubata dallo studente d’arte
Albano Poli, al genio del maestro veronese Pino Casarini, unita alla capacità
imprenditoriale, ha saputo riportare in Italia quei primati che il Rinascimento
ci aveva donati ed i cui prodotti ancora oggi fanno scuola nel mondo.
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