| Tratto da: Chiesa Oggi 55 Architettura e Comunicazione |
Beni culturali - La voce delle diocesi | ||
Una finestra di dialogo per i Beni Culturali di ieri e di oggi Sono moltissime le iniziative che vengono intraprese nelle Diocesi italiane in merito alla conservazione dei Beni Culturali Ecclesiastici, alla edificazione di nuove chiese, alla presentazione di nuove opere d'arte, alla discussione su tematiche attinenti al rapporto vivo tra architettura, arte e Chiesa. La nostra rivista, CHIESA OGGI architettura e comunicazione, nasce come strumento di documentazione, di informazione e di servizio. Il servizio consiste proprio nel mettere in comunicazione le diverse realtà che si muovono nel vasto mondo dell'architettura per la Chiesa, con tutto quel che questo comporta, con tutte le implicazioni nel campo progettuale, tecnologico, artistico, liturgico, ecc. Gli Uffici diocesani che si occupano dell'edificazione di nuove chiese e del mantenimento dei Beni Culturali Ecclesiastici sono l'interlocutore di tutti coloro che a diverso titolo stanno partecipando o desiderano partecipare al progetto della chiesa e al suo rinnovamento. CHIESA OGGI architettura e comunicazione è l'unica rivista specializzata nell'architettura della chiesa in tutte le sue articolazioni: l'unica rivista che raggiunge sia le parrocchie italiane, sia chi nell'ambito professionale o imprenditoriale ha fatto dell'edificio chiesa una parte importante, talvolta esclusiva, della propria specializzazione. Queste pagine sono a disposizione delle Curie diocesane:
qui possono presentare le iniziative che hanno intrapreso, che stanno
realizzando o che intendono concretizzare in futuro. Una iniziativa di
una singola diocesi può essere fonte di ispirazione per altri, può essere
motivo di dibattito, può essere occasione per suggerire soluzioni nuove
a problemi specifici. Siamo sicuri che altri vorranno comunicarci le loro
iniziative e che il flusso di informazioni, proposte, analisi, suggerimenti,
richieste che su queste pagine troveranno ospitalità, sarà sempre più
ricco e fecondo. Inviate la Vostra comunicazione per posta elettronica:
DIOCESI DI VICENZA Nel giro di un anno dovrebbe essere completata la preparazione del nuovo Museo Diocesano di Vicenza, entro il palazzo episcopale. Chi coordina l'opera è Mons. Giulio Cattin, già docente di Storia della musica e responsabile dei Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi. Il Museo disporrà di una sezione dedicata a beni culturali etnologici raccolti dal Vescovo, S.E.Mons. Pietro Giacomo Nonis. A Mons. Cattin chiediamo: a che punto è la raccolta degli oggetti che costituiranno il patrimonio del museo? «La collezione è da tempo definitiva: le parrocchie oggi sono consapevoli dell'importanza dei beni culturali e questo consente che essi vengano mantenuti e valorizzati nelle loro sedi originarie. I beni che costituiranno il patrimonio del Museo Diocesano provengono dal Tesoro della Cattedrale, da donazioni effettuate in passato da alcune parrocchie, oltre che dalla collezione etnografica del Vescovo attuale. Quindi entro il Museo avremo una raccolta di quadri, di oggetti liturgici, di paramenti (particolarmente importante il piviale "dei pappagalli", del XIII secolo, donato da Luigi IX al vescovo Beato Bartolomeo da Breganze), notevole importanza avrà anche la collezione dei corali nonché la raccolta di pezzi archeologici reperiti sotto o attorno al Duomo». Quale il criterio che seguirete nell'organizzare il percorso espositivo? «Il racconto storico dell'evoluzione del cristianesimo in questa terra. Gli scavi archeologici hanno individuato tre basiliche cristiane preesistenti al Duomo, che risale al XIV secolo; di particolare rilevanza sono i resti di un mosaico teodosiano nella prima chiesa paleocristiana. Altre testimonianze antiche derivano dalla chiesa di San Felice, coeva della cattedrale, ove sono ospitate le reliquie dei SS. Felice e Fortunato, martiri le cui spoglie condividiamo con Aquileia. Un pezzo di particolare importanza, che s’incontra lungo il percorso museale, è la "loggetta Zeno" (risalente al 1503 -1504, prende il nome dal card. Zeno) in pietra traforata, che si affaccia sul giardino dell'episcopio. Nella loggetta verranno collocati diversi manufatti a essa coevi. Altre sale ospiteranno gli oggetti del XVII e del XVIII secolo. Il salone maggiore sarà tenuto prevalentemente libero dall'esposizione permanente, per ospitare mostre temporanee di oggetti provenienti dalle parrocchie. Questo infatti è il secondo aspetto importante del Museo Diocesano: esso costituirà il punto di riferimento centrale per conoscere i beni esistenti su tutto il territorio.Vi saranno anche riproduzioni di alcuni degli oggetti più significativi, come il Reliquiario della Spina presso la chiesa della Santa Corona. In questo modo chi visiterà il Museo sarà informato su tutto quanto di più artisticamente prezioso c'è nella Diocesi e potrà approfondirne la conoscenza». Come si è venuta costituendo la collezione etnografica che Mons. Nonis lascia al Museo? «Nel corso delle sue numerose visite ai sacerdoti diocesani inviati come fidei donum nelle più diverse parti del mondo, Mons. Nonis ha raccolto oggetti d'arte locale: una serie di maschere africane, icone bulgare, rumene, albanesi, mediorientali, statue provenienti dall'America Latina.... Questa collezione sarà esposta nello spazio che un tempo ospitava l’archivio storico della Curia, trasferito nell'edificio del Seminario. Testimonierà anche la proiezione missionaria della Diocesi vicentina..» Sarà un museo di dimensioni ragguardevoli.... «Eppure lo spazio disponibile non sarà sufficiente per ospitare tutto il materiale. Dovremo costituire un deposito ed esporre a rotazione un buon numero di oggetti: anche questo contribuirà a fare del museo un organismo vivo. Il percorso museale comincerà con un'aula didattica, ove il pubblico troverà, oltre agli apparati didascalici, anche le guide pronte a introdurre il visitatore alle tematiche presenti nel museo. In particolare qui verrà chiarito, al pubblico che per motivi anagrafici non ne ha esperienza diretta, il passaggio cruciale dall'epoca tridentina al Concilio Vaticano II.» Chi si occupa della realizzazione architettonica, e come riuscite a finanziarla? «L'architetto Gianna Gaudini, della Soprintendenza ai Beni Monumentali e Ambientali di Verona, ha profuso impegno e competenza nel restauro delle sale dell'episcopio, mentre l'architetto Giovanni Tortelli, che ha già operato per il Museo bresciano di Santa Giulia, sta organizzando l'allestimento. Il Museo si articolerà su tre livelli. Il primo piano sarà pronto a gennaio; per il piano terra e il piano interrato dovremo attendere ancora circa un anno. La realizzazione del Museo è possibile grazie al contributo finanziario della Fondazione Cariverona e dall’aiuto delle Soprintendenze ai Beni Monumentali e Ambientali, oltre che a quello della Soprintendenza Archeologica e ai Beni Demoetnoantropologici, le quali si sono fatte carico di selezionare il patrimonio espositivo, non senza un congruo impegno di forze e di tempo». ARCIDIOCESI DI CAMERINO Si attende il completamento del ripristino del Museo Diocesano
Il Museo Diocesano di Camerino subì notevoli danni a seguito degli eventi
sismici del 1997.Tutti ricorderanno come il terremoto distrusse porzioni
intere di città e villaggi in Umbria e nelle Marche, causando danni in
gran parte irrimediabili. L'attenzione dei mass media è stata incentrata
in particolare sugli effetti del terremoto, e sulla successiva opera di
ricostruzione, di luoghi di particolare rinomanza, come Assisi. Tuttavia
meritano altrettanto interesse moltissime altre realtà di carattere storico
e artistico presenti nella zona interessata dal terremoto. Camerino è
una cittadina depositaria di un patrimonio forse meno noto di quello di
Assisi, ma certamente di enorme valore storico, artistico e religioso.
Oggi il Museo Diocesano di Camerino è ancora inagibile, ma i lavori di
ripristino strutturale sono in fase avanzata, mentre resta tuttora da
definire il nuovo assetto dell'apparato espositivo. Il Museo Diocesano
di Camerino è sorto nel 1968: erano gli anni dell'emigrazione pedemontana.
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