| Tratto da: Chiesa Oggi 45 Architettura e Comunicazione |
Le aziende informano | |
|
Aspetto elegante, facilità di posa e manutenzione,
eccezionale resistenza: sono questi i principali vantaggi di Nomad e Enhance,
barriere antisporco di elevata qualità. Le caratteristiche tecniche di
Nomad e Enhance permettono qualunque realizzazione di marchi e scritte.
In questo modo il tappeto diventa un complemento d'arredo fondamentale.
La personalizzazione dei tappeti Nomad e Enhance viene realizzata con
una esclusiva e accurata tecnica a intarsio che garantisce ottimi risultati
estetici e una lunga durata. In genere gli espositori o teche sono caratterizzati
da un certo distacco dal luogo espositivo, come se fossero dei contenitori
estranei, ingombranti, quasi di disturbo al contesto architettonico. Considerato
ciò, si è cercato di dare un senso a quelli che sono semplici contenitori.
La soluzione è stata quella di dare loro un'anima relazionandoli con il
contesto. Il progetto vuole essere parte integrante del luogo dove andrà
a posizionarsi attraverso una "mimetizzazione espositiva" che stabilisce
un rapporto di rispetto e nello stesso tempo propositivo nel concepire
lo spazio come luogo sempre fruibile dove le teche rappresentano l'elemento
integrato e la riproduzione fotografica l'elemento di lettura. Il progetto
presuppone un sopralluogo e una attenta cura nella disposizione delle
teche determinanti ai fini della prospettiva ottica. Una volta conosciuto
il luogo per l'eventuale allestimento, andranno individuati i punti dove
alloggiare le teche che sono concepite come elementi autoportanti a quattro
prospetti rettangolari su cui verranno riprodotte le stesse immagini che
si vedrebbero in loro assenza. E' come se la teca costituisse il tassello
visivo mancante alla completezza scenografica dell'intorno. La comunicazione
attraverso le immagini sarà la forma di lettura che legherà gli espositori
al contesto, mentre il materiale contenuto apparirà "galleggiante" nello
spazio. La teca prevede una custodia di dimensioni variabili. Il progetto
così concepito è in grado di ospitare l'esposizione di diversi oggetti. Il recentissimo progetto di restauro dell'ex
Oratorio dei Filippini, di Bologna ora divenuto un prestigioso auditorium,
nel contesto del rispetto e del recupero delle strutture esistenti, ha
volutamente portato in piena luce la splendida struttura delle volte dell'edificio
sacro rendendolo ancora più affascinante e suggestivo. L'obiettivo di
sottolineare e portare piena attenzione alla copertura a volta ha richiesto
un progetto illuminotecnico specifico che esaltasse le strut-ture dei
soffitti lasciando però una luce adeguata, più soffusa nella parte bassa
dell'edificio sacro. Alla base delle due volte, fissate sui cornicioni,
speciali corpi illuminanti Dura realizzati espressamente per questo tipo
di esigenza evi-denziano le volte, rimanendo invisibili alla vista del
visitatore e lasciando i volumi inferiori dell'edificio nella penombra.
L'apparecchio Dura può montare lampade ad induzione a lunga durata (60.000
ore) caratterizzate inoltre da un elevato flusso luminoso, una ottima
resa dei colori e da una accensione immediata senza sfarfallio. La scelta
di Cubo per gli altri spazi dell'edificio è stata guidata dalla volontà
di inserire nel contesto di un ambiente ricco di decorazioni un corpo
illuminante dell'alto rigore formale che si integrasse senza imitare o
appesantire il preesistente. Sono quindi stati utilizzati, per ottenere
una illuminazione diffusa di base, due corpi illuminanti Cubo 30 montati
a plafone sulle pareti e speciali apparecchi Cubo 30 Bandiera con emissione
luminosa su entrambe le facce e pittogrammi adesivi per le segnalazioni
dei percorsi di emergenza. Gli apparecchi sono stati cablati con kit fluorescenza+emergenza
che garantiscono, se manca la tensione di rete, un'autonomia di 1,30 h
con lampada da 18 W. |
||