| Tratto da: Chiesa Oggi 45 Architettura e Comunicazione |
DOVE RINASCONO LE PIETRE | |||||||
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CAPPELLA DI S. ANDREA PRESSO IL DUOMO DI VENZONE Due successive scosse di terremoto, nel maggio e nel settembre del 1976, prima lesionano seriamente e poi radono al suolo quasi interamente l'abitato di Venzone (Udine). Col villaggio, il suo Duomo e l'attigua cappella. E' grazie alla cura della cittadinanza, all'Associazione "Amici di Venzone", al sapiente intervento delle Soprintendenze, che tutto il villaggio potrà essere ricostruito. Già presentammo la ricostruzione per anastilosi del Duomo (CHIESA OGGI architettura e comunicazione n° 29). Qui presentiamo la ricostruzione e l'adeguamento della Cappella di S. Michele. Il progetto di restauro e di ricostruzione della Cappella
di san Michele si pone in continuità con il più ampio e complesso progetto
di restauro e ricomposizione del Duomo di S. Andrea apostolo. La cappella,
trovandosi nell’ambito dell’area del sagrato, di fronte alla facciata
principale del Duomo, fa parte dello stesso sistema monumentale. Il restauro
ha comportato il ripristino delle murature superstiti e la ricostruzione
filologica delle parti crollate con ricomposizione per anastilosi di alcune
parti architettoniche. Si è fondato sui principi del “Progetto culturale
per la ricostruzione del Duomo di Venzone” (1980). Il restauro è stato
preceduto da uno studio che si è sviluppato in due fasi: la prima ha riguardato
il rilievo descrittivo dello stato attuale, la seconda ha riguardato il
rilievo della situazione virtuale dello stato del manufatto antecedente
al sisma. Si noti che la cappella di S. Michele è posta in posizione isolata
davanti alla facciata principale del Duomo di Venzone ma non in asse con
l'ingresso , è a pianta circolare con una piccola abside addossata di
forma semicircolare. Si compone sostanzialmente di due ambiti: quello
superstite ed interrato della cripta, quello non più esistente della cappella
(ex battistero), leggermente rialzato rispetto al piano del sagrato (+107
cm). Le parti superstiti si presentavano con una parte fuori terra costituita
dai muri perimetrali di altezza variabile, da un massimo di 185 cm ad
un minimo coincidente con la quota del pavimento della cappella, e da
una interrata (la cripta) in discreto sta-to di conservazione. L'edificio
risale alla metà del XIII secolo: probabilmente in origine fu usato come
battistero anche se la dedicazione a San Michele fa supporre un uso legato
all'area cimiteriale antistante. Durante il trecento vennero eseguite
alcune modifiche riguardanti l'innalzamento dei muri perimetrali e la
costruzione dell'abside semicircolare. Nel 1842 la cappella venne adibita
a Museo delle Mummie: infatti questo è il periodo in cui viene murato
l'in-gresso principale posto a ovest e in cui viene ricavata una nuova
apertura nell'abside a est. Il sisma del 6 maggio 1976 ha provocato il
crollo dell'ambiente superiore della cappella, mentre un successivo incendio
doloso nel 1982 ha contribuito a disgregare ulteriormente le già precarie
murature del tratto superstite fuori terra. La ricostruzione della cappella
di S. Michele si è articolata in tre distinti tipi di intervento: - consolidamento
e restauro delle murature superstiti della cripta e del tratto fuori terra;
- ricostruzione in parte filologica e in parte per anastilosi delle murature
crollate (l'anastilosi ha interessato solo le aperture e alcune parti
dell'avancorpo semicircolare); - sistemazioni interne degli arredi liturgici
e degli apparati espositivi e sistemazione dello spazio esterno in vista
di uso della cappella come luogo di culto (cappella feriale) e come luogo
espositivo (la cripta). Il restauro ha riproposto l'originario ingresso
della cappella chiudendo l'apertura ottocentesca. Si è così recuparato
lo spazio semicircolare dell'abside ristabilendone anche l'uso come ambito
pre-sbiteriale. A tal fine si è inserita una nuova struttura completamente
in legno, leggermente rialzata e articolata at-torno alla figura centrale
dell'altare, il quale riprende le dimensioni e la collocazione di quello
precedente rinvenuto sotto l'attuale pavimento. Campeggia al centro della
nuova parete a doghe lignee un crocifisso seicentesco collocato all'interno
di un "foro" quadrato a fondo scarlatto. Nel complesso l'interno è volutamente
scarno ma allo stesso tempo accogliente, anche grazie al parsimonioso
uso del legno di larice impiegato sia per gli arredi liturgici sia per
la realizzazione del sedilepanca che corre lungo 62 tutto il perimetro
della piccola aula circolare e della bussola interna. Le tavole sono state
precedentemente trattate vigorosamente con spazzole di ferro per togliere
la parte più tenera del legno, rendendo in questo modo più evidenti le
venature sia alla luce sia al tatto. Ne è risultata una superficie lignea
che appare come corrosa dal tempo, sulla quale sono state stese due mani
di cera di api. Esternamente si è realizzata una nuova scaletta in acciaio
e conci di pietra d'Istria ad andamento circolare, composta da due rampe
simmetriche, per collegare le due distinte quote dell'interno e dell'esterno.
Nell'area antistante il nuovo ingresso della cappella, lungo il limite
di una piccola superficie erbosa, si sono collocate, ai piedi di un enorme
masso di roccia affiorante dal suolo, alcune lastre tombali databili tra
il XIV e il XVI secolo, appartenenti ai "camerari" della fabbrica del
Duomo, rinvenute a seguito dei recenti lavori lungo il perimetro esterno
del Duomo. All'interno della cripta verranno esposte le Mummie di Venzone,
che costituiscono un'importante quanto singolare curiosità scientifica,
tanto che attrassero l'interesse di illustri perso-naggi quali ad esempio
Napoleone I.
Cappella di S.Michele presso il Duomo di Venzone.
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