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La facciata della ex chiesa parrocchiale di S. Anna
a Bosisio Parini
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L'obiettivo della
Carta del Rischio è quello di determinare, sulla base della rilevazione
dello stato di conservazione del manufatto, la sua "vulnerabilità", ovvero
la suscettibilità che esso possiede di degradarsi nel tempo, in modo tale
da stabilire priorità d'intervento e avviare sistematiche azioni di prevenzione
e manutenzione del patrimonio edilizio storico.
I fattori di rischio per il patrimonio
storico, artistico e monumentale non sono limitati solo a cause ambientali
o al degrado di sistemi e componenti edilizi in assenza di interventi
di manutenzione e restauro; spesso, infatti, il vero rischio si verifica
al momento dell'intervento e, in molti casi, carenze progettuali, scarse
conoscenze dei materiali, realizzazioni poco accurate e frettolose, portano
a profonde quanto dannose trasformazioni del manufatto. In questo quadro
il progetto della Carta del Rischio del Patrimonio Culturale può diventare
l'occasione per promuovere un'adeguata e consapevole cultura del restauro
e della conservazione programmata. L'iniziativa, nata dall'esigenza di
individuare sistemi e procedure che consentano di programmare gli interventi
di manutenzione e restauro sui beni culturali architettonici, archeologici
e storico - artistici in funzione del loro stato di conservazione e della
pericolosità dell'ambiente in cui sorgono, si è concretizzata con la L.84/90
che ne ha parzialmente finanziato la realizzazione, attribuendo all'Istituto
Centrale del Restauro (organo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali)
il coordinamento tecnico-scientifico. Il progetto vede il diretto coinvolgimento
della Regione Lombardia, attualmente impegnata nella costituzione del
Polo Regionale della Carta del Rischio. La Regione, infatti, ha approvato
il piano Sistema Informativo Regionale Beni Culturali: Carta del Rischio
del patrimonio culturale allo scopo di predisporre un sistema informativo
che gestisca le informazioni relative al patrimonio culturale regionale
e al suo stato di conservazione, nonché i dati inerenti, la pericolosità
territoriale.
Come chiarito dall'Arch. Ninfa Cannada Bartoli, Responsabile del Gruppo
di lavoro regionale, "il progetto rappresenterà il primo sistema completo
e razionale per la gestione della conservazione di manufatti storici e
architettonici, inteso a fornire ai responsabili dell'attività di tutela
nuovi strumenti di conoscenza e nuove procedure d'analisi per facilitare
la sorveglianza sullo stato di conservazione dei monumenti". Per ogni
monumento sottoposto all'indagine è prevista una schedatura informatizzata
secondo un tracciato predisposto dall'Istituto Centrale del Restauro al
fine di garantire una metodologia unitaria di rilevamento, nonché la confrontabilità
dei dati raccolti, come puntualizzato dalla Dott.ssa Michela Palazzo,
membro del Gruppo di consulenza dell'I.C.R. presso la Regione Lombardia.
Il tracciato schedografico risulta composto da due sezioni: la prima contenente
le informazioni di carattere anagrafico - descrittivo sull'edificio, la
seconda attinente, al suo stato di conservazione.
Relativamente a quest'ultimo aspetto è inoltre prevista la possibilità
di articolare la schedatura su due livelli di approfondimento: uno più
sintetico e volto ad individuare rapidamente la vulnerabilità di tutto
il monumento, l'altro da utilizzarsi per dettagliare e puntualizzare i
dati emersi dal precedente livello, con la possibilità di focalizzare
l'analisi solo sulle parti più significativamente degradate del manufatto.
È importante evidenziare come alla costruzione dell'indice di rischio
concorrano, oltre ai dati sullo stato di conservazione del singolo bene,
anche degli indicatori relativi alla pericolosità del contesto in cui
esso è inserito, valutata in rapporto alle tre principali categorie di
rischio. Pertanto la correlazione tra l'edificio e l'ambito territoriale
(georeferenziazione) consente di associare ai dati sulla vulnerabilità
del manufatto i fattori di pericolosità ambientale che gli sono pertinenti,
arrivando ad una qualificazione individuale e "personalizzata" del livello
di rischio cui ogni monumento è soggetto.
Attualmente è in corso di elaborazione la fase iniziale di costituzione
del Polo Regionale della Carta del Rischio e le iniziative intraprese
si sviluppano in molteplici direzioni: entro il 2000 si prevede di realizzare
la schedatura di circa 450 edifici di interesse storico - artistico e
architettonico localizzati in contesti territoriali diversificati sotto
il profilo ambientale, quali la zona prealpina (Varese), l'area montana
(Valtellina e Val Camonica), la pianura alluvionale (Lodi); inoltre, poiché
la diffusione della cultura sottesa alla Carta del Rischio implica paralleli
interventi di qualificazione - riqualificazione delle professionalità
che operano nel campo della conservazione, sono in fase di svolgimento
dei corsi di formazione per tecnici esperti in diagnosi di edifici monumentali
da impiegarsi per le attività di schedatura, e sono stati promossi convegni
e cicli di seminari rivolti ai diversi operatori culturali (tecnici di
enti locali, professionisti, ricercatori) coinvolti nella gestione e manutenzione
del patrimonio storico - artistico e monumentale. Affinché la Carta possa
diventare a breve termine un vero e proprio strumento di supporto decisionale,
si stanno studiando già in questa prima fase le modalità per una sua utilizzazione
all'interno del F.R.I.S.L. (Fondo per la Ricostruzione Infrastrutturale
e Sociale della Lombardia) e di altre leggi di finanziamento regionali.
Senza attendere il completamento della relativa banca dati, la Carta del
Rischio sarà a breve termine utilizzata come strumento di supporto alle
decisioni per gli interventi di conservazione, valorizzazione e riuso
del patrimonio storico-architettonico. Il progetto prevede di rendere
obbligatori, a partire dal 2000, i rilevamenti previsti dalla Carta del
Rischio per tutti gli interventi regionali sul patrimonio e di studiare
nel contempo le modalità per estendere tale vincolo al complesso degli
interventi sul territorio, mettendo a punto indirizzi e incentivi in questa
direzione.
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