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Un cubo perfetto diventa, nel progetto di Raffaele
Cavadini, un prisma capace di proporre le variegate valenze intrinseche
alla forma, alla materia, alla struttura, secondo una scansione ordinata
e graduale. La disposizione degli spazi genera un percorso autoriflessivo.
Il piccolo
nucleo abitato di Porta, di origine medievale, è posto su un terrazzo
naturale che domina il lago Maggiore, appena sopra il comune di Brissago.
Esso fa parte di un sistema di agglomerati urbani aggrappati ai due versanti
delle montagne che contengono il bacino del lago. Ogni nucleo era caratterizzato,
già dal basso medioevo, dalla presenza di una piccola chiesa. Porta aveva
il suo oratorio, collocato secondo la tradizione in posizione privilegiata,
su uno zoccolo murario aggettante sul lago, quasi a voler significare
il dialogo con le chiese principali di Brissago.
Queste sono entrambe opera dell'architetto Beretta e rappresentano il
miglior Rinascimento realizzato in Ticino nel Cinquecento. Nella seconda
metà del XX secolo la piccola chiesa restò abbandonata e fatiscente: di
qui la decisione di erigere un nuovo edificio, concepito dal progettista
come parte del suo preciso contesto storico e culturale. Il telaio strutturale
risolve il progetto disegnando un cubo diviso in due: metà aperto, metà
chiuso; metà portico, metà chiesa. Ma la divisione in settori (travi e
colonne scindono ogni lato in quattro, definendo così otto cubi; la copertura
del porticato in vetrocemento mostra una pluralità di unità quadrate)
dà un'idea della gemmazione dello spazio da un singolo elemento primordiale.
Gli assi cartesiani si pongono come contrapposti all'obliquità cangiante
della luce solare: col loro rigido ordine essi rivelano l'eterea plasticità
di questa. Se all'esterno copertura e struttura insinuano l'ombra nella
luce, all'interno è questa che irrompe nell'ombra attraverso ben studiate
fenditure zenitali e laterali. Se all'esterno i muri sono coperti di pietra,
così da richiamare la tradizione locale, all'interno il cemento si presenta
nella sua nuda scabrosità: ma non uniforme, perché il telaio strutturale
è in evidenza grazie al differenziato trattamento di superficie. Una semplice
panca si allinea lungo la parete: può accogliere una ventina di persone.
La conformazione dello spazio celebrativo accentua la dimensione longitudinale,
verso l'altare, e quella verticale, verso la luce.
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| Oratorio di
Porta presso Brissago, Canton Ticino (Svizzera) |
Due parti di
affresco provenienti dal preesistente oratorio medievale |
Lo spazio interno
è denso di ombra |
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| I tagli verticali
consentono alla luce di vibrare sulle pareti |
All'interno
della chiesa si ritrovano forme elementari |
Al grigio chiaro
delle pareti fa riscontro la pavimentazione scura |
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