|

Lavorazione artistica del vetro
|

 |
Un laboratorio per la lirica dei
colori
Il laboratorio artistico Gibo nasce negli
anni Settanta, coinvolto fin dall'inizio in un momento di profonda trasformazione
dei canoni del gusto. La società si evolve, le esigenze estetiche mutano,
l'arte intraprende nuove strade. Nel campo dell'arte vetraria fanno il
loro ingresso nuovi intendimenti e nuovi materiali. Il Laboratorio veronese
avverte l'urgenza di questi mutamenti e apre un settore per la ricerca,
cui partecipano i migliori artisti italiani e stranieri. Si intensificano
gli sforzi per un approfondimento tecnico e di "mestiere" nel campo del
restauro. In questo ambito vanno ricordati i lavori eseguiti dalla vetreria
artistica per la Basilica di S. Marco a Venezia e per tante altre cattedrali
e tanti santuari disseminati lungo la penisola.
Idee e soluzioni innovative
Nel campo specifico della vetrata istoriata a fuoco entrano nuove idee
e altrettante nuove soluzioni che, in parte, si distaccano dalla tradizione
e si impongono per un loro linguaggio, destinato a interessare tanto gli
artisti contemporanei quanto la committenza. Si hanno così tredici grandi
vetrate per la Chiesa di St. Nicholas a Montecarlo, inaugurate da S.E.
l'Arcivescovo Chardou e dal Principe Ranieri, eseguite dal laboratorio
artigiano grazie all'opera del maestro Lino Dinetto di Treviso. Venti
vetrate per il santuario di S. Antonio di Gemona del Friuli (UD) sono
realizzate su "cartoni" del maestro A. Poz.
Ne seguono altre per la cappella di Casa Perez a Negrar (VR) e per la
chiesa di Dossolbuono (VR) e per l'arredo privato in generale, eseguite
dal maestro Federico Bellomi di Verona. Dodici grandi vetrate in vetro
soffiato per la chiesa Your Lady of the Light Chapel di New York (Stati
Uniti), opera del maestro sudamericano Prat's Vendos, inaugurate dal Vescovo,
S.E. Cardinal O'Connor. Tanti altri maestri hanno lavorato con la vetreria
Gibo, onorandola ed elevandone il livello professionale e qualitativo.
La tecnica musiva
Un settore che si è imposto in questi ultimi anni è quello della produzione
artistica musiva, presente in un modo altamente qualificato nei vari stand
fieristici d'Italia: litostrato per pavimenti, vetro-mosaico, tecniche
musive miste su temi d'arte sacra e per arredo. Accanto a questa attività
musiva se ne sono affermate altre grazie all'opera dei maestri pittori,
scultori, architetti e di un'equipe qualificata di collaboratori che ha
reso possibile il sogno degli artisti e le aspettative della committenza.
Si è così operato nel campo del vetrocemento, dei collages di vetro soffiato
senza piombo, nell'elaborazione di una suppellettile in metallo e alabastrini
di vario tipo e di tante altre forme espressive che hanno visto l'avvicendarsi
di sempre nuove intuizioni artistiche, destinate a rivelare ruoli che
il vetro non aveva mai avuto lungo i secoli.
Così che, meditando sui criteri di corrispondenza operativa ed estetica
interagenti, ciascuno secondo la propria natura, all'adempimento dell'opera
d'arte, viene spontaneo di pensare a quanto Marc Eigeldinger dice nella
sua introduzione a un'opera di Balzac: "... l'opera, più che ogni altro
genere musicale, testimonia il fenomeno delle corrispondenze delle arti,
perché sintetizza la relazione che esiste tra musica, poesia e pittura.
Trattasi di una vera analogia, poiché il suono, la parola, la luce e il
colore sono generati da un'unica sostanza, partecipano di una medesima
armonia..." La vetrata è, nella sua multiforme identità operativa, come
l'opera lirica, anch'essa frutto di corrispondenze tra le varie attività
che la compongono.
|