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Loreto: la Santa Casa
Il complesso monumentale, prima chiesa e poi anche fortezza, fu costruito
attorno alla Santa Casa dell'Annunciazione, secondo la tradizione trasportata
in volo dagli angeli. Per l'anno giubilare è stato restaurato su progetto
di Alessandro Del Bufalo.
Tre
muri di chiara fattura nazaretana: nel luogo di origine, in Palestina,
un lato restava aperto verso una grotta. Nel 1294 questa piccola casa
fatta di mattoni e pietre palestinesi, con finiture proprie dei Nabatei,
si ritrova - trasportata dagli angeli, secondo la tradizione dopo un lungo
itinerario - sulla collina presso Loreto. Vicina al monte Conero, che
la ripara dei venti del Nord, la splendida collina marchigiana domina
il mare Adriatico da un lato e dall'altro l'ampio scenario di campi coltivati
che si perdono a vista d'occhio.
Divenne subito luogo di devozione, presero a visitarla i pellegrini. La
basilica, il cui impianto a geometria antropomorfa è ben leggibile dai
livelli di fondazione, nasce subito dopo l'arrivo della Santa Casa, nei
primi 30 anni del XIV secolo. Successivamente la basilica venne trasformata
in castello dalle forme rinascimentali, con camminamenti di ronda e con
le quattro torri che si impostano all'incrocio del transetto con la navata
e col coro. La costruzione rinascimentale fu promossa da Niccolò delle
Aste, vescovo di Recanati a metà del XV secolo, e dai papi Paolo II e
Sisto IV che ne curarono il completamento. In varie riprese vi lavorarono
grandi architetti come Giuliano da Maiano, Baccio Pontelli e Giuliano
da Sangallo. Quest'ultimo ne completò la cupola nel 1500.
L'imponente complesso sorge sulla cima della collina, con l'abside sul
pendio, mentre davanti al fronte si apre la piazza definita da due palazzi:
quello Apostolico e quello del Collegio Illirico. Tra gli architetti succedutisi
per completare le diverse opere che si sono aggiunte nel corso degli anni:
Bramante, Andrea Sansovino, Giovanni Battista Ghiolfi, Lattanzio Ventura,
il Vanvitelli... A più riprese, a causa del terreno argilloso, si sono
rese necessarie opere di consolidamento delle strutture.
Anche l'intervento appena concluso è stato volto anzitutto a consolidare
le fondazioni, a rendere la basilica ancora più sicura e capace di accogliere
i sempre più numerosi gruppi di pellegrini. Spiega il prof. arch. Alessandro
Del Bufalo: "Il restauro è stato condotto secondo un criterio filologico.
Le strutture sono state adeguate, sono state abbattute le barriere architettoniche
e l'impiantistica è stata aggiornata. L'opera principale è stata senz'altro
il consolidamento delle fondazioni sotto il tamburo e nella parte absidale
della basilica".
Qui è stata data una continuità statica alla complessa struttura interrata,
che include un sistema di cripte e di tunnel di collegamento. Una grande
cripta si apre sotto la navata della basilica. Altre cripte si trovano
sotto l'abside e sotto i transetti; rese agibili con facilità e in sicurezza
come aule di culto. I restauri hanno reso accessibili e praticabili anche
i sottotetti. "Potremmo pensare di collocare qui il museo della fabbrica
della basilica" afferma Del Bufalo. Sono infatti numerose e importantissime
le testimonianze (pitture, disegni, progetti, ecc.) accumulatesi negli
anni: costituiscono un patrimonio che può dare al visitatore un senso
della profondità storica di questa basilica preziosa, antica e sempre
viva.
Gli interventi realizzati:
Corpo cupola:
E/1 E/2 D/2 consolidamento e restauro dei piombi, delle facciate e pulitura
delle facciate interne della struttura di base. Corpo sottotetti e
copertura: H/1 H/3 bonifica restauro e valorizzazione degli ambienti
del sottotetto e delle strutture portanti e delle coperture delle absidi.
H/2 H/4 consolidamento e restauro delle coperture delle navate e delle
absidi. H/5 impianti tecnologici e di sicurezza degli ambienti del sottotetto.
Corpo interno basilica: B/1 consolidamento e restauro dei finestroni
istoriati posti sulle absidi. D/1 completamento dei restauri delle superfici
interne delle absidi. D/3 adeguamento degli impianti di sicurezza ed opere
di finitura delle superfici interne. Corpi cripta: I/4 I/2 I/3
bonifica e recupero funzionale degli ambienti posti al piano seminterrato
nella zona absidale. I/1 bonifica e valorizzazione dell'ambiente sottostante
la navata centrale. Corpo campanile: A/1 consolidamento e restauro
del campanile. Corpo Palazzo Apostolico e museo: C/2 C/6 recupero
funzionale degli ambienti destinati a museo e servizio per l'accoglienza.
Corpo Pomarancio: C/1 C/3 restauro delle coperture. Corpo Clero
Francescano e Sacrestia: F/1 completamento dei restauri e consolidamenti
delle facciate e delle coperture. Corpo Illirico: L/1 L/2 consolidamento,
restauro e recupero funzionale degli ambienti del sottotetto da destinarsi
ad attività di accoglienza e relativi impianti tecnologici e di sicurezza.
Imprese: Edilizia Breccia s.r.l.(AN). GER-SO s.r.l. (RI). Pratoverde
s.r.l. (GR). Cioci Geom.Luciano Canzano (TE). Rinaldo Fracassa (TE). Edil
GE.O.S. s.a.s. Parabita (LE). Geom. Antonio Conti (AQ). Euro Impianti
s.r.l.Todi (PG). Carli s.r.l. Piobbico (PS). CIS s.n.c. Todi (PG). Immobilverde
s.r.l. Apecchio (PS). Corit s.p.a. (NA). Travaglini s.r.l. (AP). Giampieri
Giuseppe Loreto (AN). Del Bianco Giustino & C.s.n.c.Cingoli (MC). I.CO.R.S.R.L.
Piobbico (PS). I.C.I.E.T. s.n.c. Castelli (TE). RAREM s.r.l. Roma. Fiordigigli
Sabatino & Figli s.a.s. Paganica (AQ). Troiani R. & Ciarocchi R.s.n.c.
Monteprandone (AP). L.D.E. s.n.c. (AQ).
Il progetto di restauro.
Considerate le notevolissime peculiarità storico-artistiche
nonché devozionali del complesso lauretano, il progetto di intervento
è stato improntato ai più aggiornati criteri di restauro conservativo.
Le metodologie di intervento sono state definite dopo un accurato rilievo
grafico e fotografico, tenendo conto dell'obiettivo di ottenere spazi
adeguati all'ospitalità nei palazzi vicini alla basilica e alle celebrazioni
entro la basilica. Il complesso del Santuraio di Loreto risulta costituito
dai seguenti corpi di fabbrica: basilica (che include campanile e cripte),
palazzo Apostolico, corpo del "Pomarancio", corpo del clero francescano,
sacrestia e palazzo Illirico. Le direttrici principali dell'intervento
di restauro possono essere così sintetizzate: a) consolidamento delle
parti che presentavano un dissesto statico; b) intervento di restauro
dalle fondazioni ai tetti; c) adeguamento alle norme di sicurezza; d)
mantenimento e miglioramento della fruibilità del complesso; e) recupero
degli ambienti sottostanti alla basilica: tre cripte inferiori nelle zone
absidali con collegamenti tra le stesse attraverso gallerie in cemento
armato che hanno anche permesso di consolidare le fondamenta, e riqualificazione
della cripta sotto la navata.
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S.E. Mons.
Angelo Comastri
con il Prof. Alessandro Del Bufalo |
La Basilica |
La Basilica |
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| La Basilica |
Camminamento
di gronda sulla basilica fortificata |
La pavimentazione |
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