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Ing. Rafaelle
Pisani
Nel 1992 si concretizzò l’idea di intervenire
all’interno della chiesa per migliorarne l’acustica. Furono allora effettuate
le prime prove e furono elaborate le soluzioni tradizionali per rendere
intelligibile la voce. Il progetto allora elaborato fu tenuto sempre presente
in attesa di por man ad un’opera integrata con altre esigenze che via
via dovevano essere soddisfatte quali ad esempio il riscaldamento, l’illuminazione,
eccetera. Nell’ottobre del 1998 si realizzarono le condizioni per attuare
il progetto originario o per ridefinirlo in base alle ultime conquiste
della tecnica in materia di acustica delle sale. Il progetto di acustica
fu completamente rivisto e fu meglio integrato con un’idea architettonica
nuova. Nacque in questo modo un progetto più globale, comprendente anche
l’impianto di trattamento aria, l’impianto elettrico e l’impianto di diffusione
sonora. Fu successivamente deciso di realizzare un organo esplicitamente
progettato per le nuove condizioni di acustica e per le funzioni liturgiche
della Chiesa Superiore. In primo luogo si è voluto conciliare l’esigenza
della musica per organo con quella della voce umana. L’idea fondamentale
è stata quella di realizzare un compromesso tra l’esigenza della musica
d’organo e quella della voce. Si è migliorata ulteriormente l’intelligibilità
del parlato utilizzando un impianto elettroacustico sofisticato che realizza
le condizioni di ascolto migliori. La Chiesa prima dell’intervento era
caratterizzata da una struttura in cemento armato, le pareti interne presentavano
in parte una finitura ad intonaco ed in parte cemento a vista. In tali
condizioni l’acustica della Chiesa risultava critica per la comprensione
del parlato.
Nel grafico si riporta l’andamento del tempo di riverberazione rilevato
prima dell’intervento e si confronta questo con il tempo di riverberazione
ideale per un buon compromesso tra voce e musica d’organo. È stato messo
a punto un modello specifico al calcolatore per poter seguire e dare risposte
rapide alle richieste degli architetti man mano che essi definivano il
progetto d’insieme. Il modello elaborato al calcolatore parte dal disegno
tridimensionale riportato nell'immagine centrale a destra.
Questo modello ha fornito le risposte di acustica mediante la tecnica
del tracciamento dei raggi sonori illustrata nell'immagine in basso a
destra. Le inclinazioni delle pareti e la forma della volta producono,
nell’area occupata dai fedeli, riflessioni del suono che possono essere
di natura costruttiva o distruttiva. Con l’aiuto del modello sono state
correttamente orientate le pareti laterali, gli anelli della cupola e
la volta, per conseguire le migliori condizioni di ascolto. Con il calcolatore
poi, non solo sono state tracciate delle mappe relative alla qualità di
ascolto nell’area occupata dai fedeli, ma è anche stato possibile ricostruire
il campo acustico virtuale che ha consentito all’operatore di ascoltare
il suono in cuffia come reso dall’acustica che via via veniva modellata.
Ottimizzata così l’acustica si è passati alla progettazione dell’impianto
elettroacustico per l’amplificazione della voce.
In un ambiente così vasto quale il Tempio di Don Bosco sono stati utilizzati
solo due sistemi di altoparlanti. In questo modo l’assemblea dei fedeli
riceve il suono proveniente esclusivamente dal posto in cui si pone l’oratore.
La tecnica di amplificazione è all’avanguardia, basti pensare che ogni
colonna del sistema è formata da 16 altoparlanti, ciascuno dei quali comandato
da un suo microcalcolatore.
Si riduce così il numero di riflessioni della volta, delle pareti e della
cupola. Limitando il numero di raggi sonori che investono le superfici
si consegue un tempo di riverberazione breve decisamente più indicato
per la comprensione della parola senza penalizzare l’apprezzamento della
voce dell’organo per il quale, ovviamente, non si utilizza l’impianto
di amplificazione.
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