FARE PENSARE

Chiesa Santa Caterina in Almenno San Bartolomeo (BG)

Scheda 20061

Località: Almenno San Bartolomeo (BG)
Nome della Chiesa: S. Caterina
Oggetto segnalato: la chiesa stessa e in particolare gli affreschi
Caratteristiche: Edificio cinquecentesco recenti numerosi affreschi, superfici in forte degrado
Nome del Parroco: Don Dante Cortinovis
Progetto di restauro: Arch. Marco Agazzi, Almenno San Bartolomeo (BG)
Segnalato da: Arch. Marco Agazzi

Nel libro Lemine alla chiesa di S. Caterina ed all’attiguo monastero sono dedicate le pagine 202-203 e 236; vi sono anche pubblicate alcune fotografie di affreschi in essa conservati (pagg. 161 e 237). Al momento della pubblicazione, nel lontano 1988, si pensava che i pochi ma importanti accenni fatti alla chiesetta sarebbero serviti per suscitare l’interesse della popolazione di Almenno San Bartolomeo per questo suo monumento.

Vista esterna della chiesa;

Invece non ci sono stati riscontri, tanto che diverse persone del paese ammettono candidamente di non saperne niente. E ciò è spiegabile se si considera che il piccolo oratorio, situato in via Castello Rescanzi poco lontano dalla chiesa parrocchiale di Almenno San Bartolomeo, non presenta all’esterno alcun elemento visibile che lo faccia notare. Eppure questo edificio cela tesori nascosti: anzitutto la sua storia interessante ed intrigante, poi i numerosi affreschi che coprono gran parte delle pareti interne.

Nelle foto: alcuni scorci interni degli affreschi di pregio presenti.

Il monastero di S. Caterina prese vita negli anni 1512-13 (la chiesa fu costruita nel 1515), quando un gruppo di ragazze di Almenno San Bartolomeo decise di dedicarsi alla vita religiosa. Il padre di una di esse donò loro alcuni beni immobili nella contrada Ca’Vermei (via Castello Rescanzi) affinché vi andassero a vivere secondo la regola benedettina. Una vita breve e travagliata che si concluse nel 1562. Di quelle vicende tuttavia non tutto è stato cancellato. Restano soprattutto i dipinti che tuttora in buon numero coprono le pareti interne del piccolo oratorio: sull’arco trionfale si trova una splendida Crocifissione e, a destra di questa, lo sposalizio di S. Caterina con le committenti suor Caterina e suor Monica, fondatrici del convento; sulla parete destra in sei scene, tre sopra e tre sotto, è narrata la vita di S. Caterina vergine e martire, patrona della chiesa; sulla medesima parete, a destra delle immagini precedenti, in basso si vedono S. Monica e S. Nicola da Tolentino.Tutti databili al terzo-quarto decennio del cinquecento. Evidentementeè necessario strappare S. Caterina dall’oblio e dalla trascuratezza in cui è rimasta per tanti secoli. Serve una valorizzazione, che inserisca la chiesetta nel “circolo virtuoso” del Parco del Romanico degli Almenno.

Marco Agazzi, architetto

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