ARCHITETTURA FARE

Chiesa Regina Pacis a Fornacette (PI)

La tenda capriata in lamellare

Un ampio manto si distende dall’alto di un bianco portale di luce. La chiesa Regina Pacis ritrova nella forma architettonica una espressione quasi scultorea che dà il senso dell’aprirsi all’accoglienza e del proteggere materno. Un disegno architettonico che unisce nitore e capacità di significare e di simboleggiare.

La cittadina di Fornacette (PI) ha conosciuto una notevole espansione nel corso degli anni ’90. In particolare la località “Case Bianche”, in cui è ubicato il nuovo complesso parrocchiale dedicato alla “Regina Pacis”, progettato dall’architetto Mons. Simone Giusti, è oggetto di un piano di sviluppo che include un complesso abitativo, una biblioteca, un ufficio postale, spazi verdi e parcheggio: il tutto pensato come un assieme integrato, dotato di percorsi pedonali atti a ospitare eventi pubblici, lo svolgersi della vita di comunità all’aria aperta. Il disegno del nuovo complesso è stato studiato in relazione all’ambiente circostante. I materiali scelti sono quelli della tradizione toscana. La committenza richiedeva un’aula capace di 700 persone, delle quali la metà sedute, con servizi annessi, un salone polivalente con aule per catechismo e un laboratorio, la casa canonica e spazi di aggregazione per i giovani. L’ampio sagrato è stato arricchito con la collocazione di alberi che individuano spazi e percorsi: è limitato da ulivi, la cui funzione è di carattere simbolico (il ramoscello, simbolo di pace, accoglie chi si approssima al luogo di culto dedicato alla Regina della pace), mentre i cipressi, quali vigili pennacchi segnano il vialetto di accesso che trova nella verticalità del campanile la meta e il richiamo. Sul lato nord del sagrato son posti alcuni ombrosi pini marittimi. Quando saranno cresciuti, gli alberi costituiranno uno scenario naturale nel quale emergeranno con armonica evidenza i profili della croce, svettante al culmine della copertura a “tenda” dell’aula e del campanile. La vetrata e la porta si sovrappongono entro un modulo che ricorda il disegno della vela, o delle lettere greche “delta” o “lambda”, e comunica leggerezza e slancio.

Nelle foto: Vista del complesso parrocchiale da sud.Tra corpo della chiesa e opere parrocchiali si apre un passaggio. Prospetto interno dell’aula verso la cappella del tabernacolo. La copertura dell’aula è retta da una struttura in legno lamellare che culmina sopra il portone d’ingresso. Due viste dell’aula.

Nell’immagine: prospetti dai vari punti cardinali.

Chiesa Regina Pacis, Fornacette (PI)

Progetto: Arch. Simone Giusti, Cascine Buti (PI)
Calcoli strutt.: Ing. Loriano Crecchi
Impresa:
Braccianti Edilizia Spa,Vicopisano (PI)
Vetrate artistiche: Tocchi di Colore Snc, Crema (CR)
Panche: Caloi Industria Srl, Susegana (TV)
Legno lamellare e tetto ventilato: Holzbau Spa, Bressanone (BZ)
Campane: OES, Signa (FI)

La pianta dell’edifico di culto è trapezoidale: un ventaglio aperto che raccoglie i fedeli entro un angolo di 90° incentrato sull’altare. Il muro in cotto, il cui profilo superiore s’alza e s’abbassa dolcemente, delimita assieme la chiesa e i servizi parrocchiali. L’ingresso principale e la vetrata restano inquadrati entro un profilo in cemento bianco che si stacca nettamente dalla copertura in rame. Assieme costituiscono un portale magniloquente (portale di luce nella parte alta, portale di accesso nella parte bassa) che ben s’innesta nella figura del tetto e che diventa automaticamente il simbolo della chiesa. Un segnale di chiara leggibilità ma allo stesso tempo assai originale, un’apertura che rende leggero il manto di copertura ed è capace di caratterizzare e di imperniare tutto l’edificio. La grande vetrata si volge a occidente (la chiesa è orientata secondo la tradizione) e in essa si sviluppa il tema della Trinità secondo il linguaggio dell’astrattismo. Diverse altre vetrate caratterizzano l’aula: un occhio posto al centro dell’abside a est, ove è raffigurata Maria stella del mattino, mentre a sudest si apre una grande vetrata che raffigura il sole nascente. E il presbiterio riceve luce anche da una vetrata verso nord. I poli liturgici sono disposti lungo la parete nord la penitenzieria si trova sulla destra dell’ingresso. Su questo lato si apre anche la cappella del Santissimo, usata per le celebrazioni nei giorni feriali.

Nelle foto: l’aula vista dalla penitenzieria. Lungo le pareti si allineano formelle di bronzo narranti la via dolorosa di Gesù e la Via Crucis. La croce absidale è opera dell’artista Grigò.
Una delle vetrate.

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