ARCHITETTURA

Chiesa di vetro a Baranzate

L’opera Angelo Mangiarotti, Bruno Moras¬sutti e Aldo Favini, la chiesa che venne realizzata sperimentando una copertura in cemento armato prefabbricato precompresso, con un rivestimento in vetro e materiale isolante traslucido, è stata recentemente restaurata dopo un decennale lavoro a cura di Giulio Barazzetta (coordinamento e progetto) e SBG architetti (direzione lavori).  
La chiesa di Nostra Signora della Misericordia di Baranzate (Mi), (nota anche come “chiesa di vetro”) era stata realizzata con sistemi costruttivi innovativi e tecnologie sperimentali. 
Con il passare degli anni gli aspetti di degrado avevano finito col prevalere sulla purezza dei materiali e della luminosità dell’ambiente elogiata dallo stesso Cardinale Montini che ebbe a dire all’inaugurazione: “…scorgo un profondo simbolismo che richiama l’essenza della casa del Signore, questa chiesa di vetro infatti ha un suo linguaggio che può essere ricavato dall’Apocalisse dove è detto: vidi la città santa che discendeva dal cielo, le sue pareti erano cristalli.”  
L’aula, un volume prismatico rivestito in vetro alto 9 metri a pianta rettangolare di 14 metri per 28 coperto in cemento armato, ha la dimensione di una cappella o un oratorio piuttosto che di una parrocchiale, ed è appoggiata a due metri dal piano di campagna su un rilievo raccordato con il suolo da un pendio circondato da un recinto in cemento armato e ciottoli contenente la Via Crucis.  
Il restauro del complesso, progettato con la supervisione degli stessi autori dell’opera, è il risultato di un lavoro che si è proposto l’obbiettivo di adeguarne gli spazi alle esigenze e comfort richiesti dalla comunità parrocchiale e al con-tempo di ristabilire l’aspetto originale.  
Si è trattato della “riscrittura” di una stessa opera, necessariamente accoppiato ai termini della “conservazione” di un bene architettonico (vincolato dal Ministero dei Beni Culturali nel 2003) e dell’adeguamento di un edificio vissuto dalla comunità parrocchiale come «inutilizzabile» in piena stagione invernale e estiva. 
Il rivestimento originale della chiesa era talmente degradato e inadeguato all’uso dell’edificio da non consentire altro che una attenta sostituzione attraverso un lungo lavoro di campionamento alla ricerca dell’aspetto necessario ad evocare il gioco della luce della facciata originale.  
La nuova facciata vetrata è stata progettata con apposite stratigrafie interne con lo scopo di riprodurre l’aspetto esteriore e le trasparenze delle facciate originali che contenevano isolante in polistirene.  
Per quanto riguarda i pannelli vetrati l’obiettivo era raggiungere l’effetto originario determinato da un vetro rigatino esterno e da un pannello di polistirolo interno, al quale era necessario aggiungere caratteristiche prestazionali sia termiche, estetiche che di durata nel tempo richieste dalla committenza.
Dopo una lunga e specifica ricerca si è arrivati ad una soluzione che prevede un triplo vetrocamera con quattro vetri di composizione e con caratteristiche diverse i quali combinati permettono di ottenere l’effetto desiderato. Al rivestimento in vetro prodotto da Progetto Arte Poli di Verona è affidata la qualità di isolamento termico e di protezione dall’irraggiamento. 
È un pannello basato sulla tecnologia dei filtri basso-emissivi, composto dalla giustapposizione di camere e dalla sommatoria degli strati e trattamenti superficiali dei vetri, varie volte campionato e testato successivamente, alla fine prodotto e posato in opera grazie ad una nuova struttura in acciaio inox pallinato.  
Oltre alla sostituzione della facciata e all’aggiunta di coibentazioni ove possibile, ovvero sulla copertura, nei nuovi vespai e nei muri contro terra, sono stati realizzati nuovi impianti di riscaldamento e condizionamento di tipo geotermico sia ad aria che di tipo radiante.  L’intervento edilizio e impiantistico è stato realizzato da Seregni Costruzioni di Milano.  
Per il nuovo pavimento è stata necessaria la ricerca di una pavimentazione di misura identica – 14 x 28 cm con la stessa proporzione dell’aula assembleare – ottenuta con materiali di produzione corrente, ma di finitura simile nell’aspetto, soprattutto per la sua vibrazione cromatica, al pavimento originale in cotto rosso mattone utilizzato da più di cinquant’anni. 
In particolare ricercando con attenzione una tinta non omogenea, che equilibrasse la predominante azzurro verde della luce filtrata dal rivestimento in vetro.  
La posa è stata eseguita in modo da incrementare questo effetto. 
L’inserimento di nuovi elementi tecnologici sotto pavimento quali isolanti e pavimenti radianti ha comportato il rialzo del piano di calpestio dell’aula assembleare e la contestuale rimodulazione della facciata in vetro.  
Al piano seminterrato agli spazi della Cripta, del Battistero, Sacrestia è stata aggiunta una Cappella Feriale, in ambienti in precedenza destinati a deposito, aperta sull’esterno grazie a nuove aperture realizzate nel terrapieno in analogia con quella già esistente di accesso alla sacrestia. Nell’Aula Assembleare è stata restaurata la cantoria in legno. 
All’esterno è stata realizzata una rampa a superamento del dislivello esistente in collaborazione con l’arch. Giovanni Del Zanna.  
Per il necessario adeguamento illuminotecnico dell’aula assembleare si è scelto di affiancare oltre alla sostituzione dei corpi illuminanti esistenti a pavimento, l’introduzione di una nuova illuminazione perimetrale in nicchia nella sommità della facciata vetrata, evitando di applicare nuove lampade nel soffitto a travi e copponi in cemento armato a vista. La buona riuscita dell’illuminazione perimetrale, il cui effetto si estende fino al centro dell’aula, è stata frutto anche dell’accurato posizionamento dello strato decorativo interno del vetro che ha aumentato la capacità diffusiva delle pareti senza perderne la trasparenza.      
Al termine del restauro, dopo oltre dieci anni di impegnativo lavoro, la comunità parrocchiale può finalmente utilizzare la Chiesa e il suo complesso nel modo originariamente inteso dagli autori, grazie alla rimessa in funzione di materiali e tecniche al tempo del tutto sperimentali, ottenuta ai giorni nostri con le più avanzate soluzioni e tecnologie.  

committente: Parrocchia di Nostra Signora della Misericordia, Baranzate (Don Carlo Chiesa) 

finanziamento: Parrocchia di Nostra Signora della Misericordia, Fondazione Cariplo, Fondazione Lambriana, eredi Peduzzi 

progetto, coordinamento, direzione artistica: Arch. Giulio Barazzetta – SBG architetti 

direzione lavori: Arch. Sergio Gianoli – SBG architetti 

supervisione: Bruno Morassutti , Angelo Mangiarotti, Aldo Favini

tecnologia: Arch. Anna Mangiarotti, Arch. Ingrid Paoletti

strutture: Ing. Tito Negri impianti: Ing. Giancarlo Chiesa, Ing. Mario Maistrello

sicurezza: Studio Zani

accessibilità: Arch. Giovanni Del Zanna

impresa general contractor: Seregni Costru-zioni Srl, Milano

facciate: Progetto Arte Poli Srl, Verona

pavimenti: Casalgrande Padana

corpi illuminanti: iGuzzini

foto: Marco Introini

 

SBG Architetti 

SBG Architetti, studio associato di Massimo Sacchi, Giulio Barazzetta e Sergio Gianoli, si occupa dal 1985 di progettazione di edifici, spazi pubblici e trasformazione urbana. Il lavoro dello studio SBG è basato sull’attività dei soci e dei collaboratori integrati da specialisti qualificati, si sviluppa dal programma del committente, dal rilievo dello stato dei luoghi ed è svolto coordinando consulenti, costruttori, utenti, finanziatori, enti e istituzioni. La qualità della costruzione è assicurata dalla stretta integrazione di architettura e ingegneria nella forma costruita, insieme al controllo dei costi e tempi di esecuzione, attraverso la direzione lavori sino alla consegna dell’opera conclusa.  

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