ARCHITETTURA FARE PENSARE

Chiesa di San Marco a Parma

Seguendo la logica del quadrato

Il senso della misura immediatamente traspare dall’impianto architettonico e dalla scelta dei materiali, tali da far sì che questa chiesa, progettata da Ortensia Banzola e Roberto Tarasconi, sia un luogo di esemplare equilibrio. Gli interventi artistici di Gianantonio Cristalli completano armoniosamente l’insieme.

La storia di questa chiesa è simile a quella di tante altre. La periferia in continua espansione porta alla necessità di costituire una nuova parrocchia, il parroco, Don Roberto Dattaro, si rimbocca le maniche e comincia l’attività pastorale in un prefabbricato, attorno al quale si sviluppano anche le attività sportive dell’oratorio. Pian piano si viene a configurare la possibilità di realizzare un edificio solido, permanente per la chiesa. Qui si innesta il dialogo tra le parti che porterà alla costruzione di una chiesa non sgargiante ma che diventa particolare, individualizzata, unica. L’armonia che si legge nelle mura costruite è l’evidente frutto della collaborazione sorta tra le diverse persone che hanno contribuito alla edificazione. Il progetto infatti è frutto della capacità degli architetti ma anche del dialogo innescato con la comunità parrocchiale e dell’interpretazione delle sue richieste. La scelta è stata quella di non spingersi in simbolismi forzati, ma di lasciar trasparire la tradizione costruttiva locale nelle forme e nei materiali.

Chiesa di S. Marco Evangelista a Parma

Indirizzo: Via Confalonieri Casati, 4, Parma
Progetto: Arch. M. Ortensia Banzola, Arch. Roberto Tarasconi, Parma Calcoli Strutture: Ing. Bruno Morini
Opere edili
: Beccanti Costruzioni Srl, Parma
Opere artistiche
: Antonio Cristalli, scultore
Travi lamellari: Interholz Italia, Erbusco (BS)
Panche
: Genuflex, Maser (TV)
Cotto
: Impruneta Spa, Impruneta (FI)

Nelle foto: Vista laterale, in primo piano, il corpo della sacrestia. Le due cuspidi, il campanile e la “lanterna”, sono segno visibile della presenza della chiesa.

L’impianto dell’edificio è stato elaborato a partire dal quadrato di base entro il quale si sviluppano i due assi ortogonali che uniscono l’ingresso all’altare e il battistero alla cappella feriale con la Via Crucis. All’esterno i bracci della croce si prolungano in emergenze che sono quelle che poi definiscono le caratteristiche dell’edificio: un nartece che precede l’entrata, due absidiole che corrispondono agli spazi dell’altare e del battistero e il raccordo con un corpo oblungo, specie di basilichetta aggiunta sul lato, che ospita la cappella feriale e, al lato di questo, la sacrestia. Dall’impianto solido del quadrato centrale germinano altri elementi che, col loro accostarsi al centro, esaltano la supremazia del luogo dell’assemblea. Questo è ulteriormente evidenziato da una grande lanterna centrale quadrata ma ruotata di 45° rispetto alla base dell’aula: al di sopra di questa, con la sua rotazione realizza un movimento ascendente che alleggerisce l’insieme. Il campanile è posto sulla facciata verso il sagrato, a lato della chiesa, incastonato tra i due accessi al corpo della cappella feriale.

Nelle foto: La pianta della chiesa, che è disposta sull’asse nord-sud.
I diversi prospetti della chiesa.

Nelle foto: l’aquila-leggio dell’ambone; l’altare, il simbolo di s. Marco evangelista, il simbolo di s. Matteo evangelista, l’ambone nel suo complesso. il portacero pasquale, in forma di fascio di spighe di grano.

I mattoni di due tonalità diverse, disegnano corsi orizzontali sulle facciate, con evidente richiamo alla tradizione costruttiva locale. La cura del dettaglio si legge nella elaborazione degli archi, degli spigoli, dei frontoni che articolano il disegno. L’interno è vissuto entro un ordine plastico di grande sobrietà. I quattro lati del quadrato sono aperti da archi: quello maggiore corona lo spazio dell’altare, che è costituito da un basamento in forma di semicerchio rivolto verso l’alto, talché tra altare e arco sovrastante si realizza un concorso di circolarità, quasi a indicare un dialogo tra due mondi diversi ma coincidenti: la terra che si protende verso l’alto aprendosi verso il cielo, e la volta celeste che si china accogliente.

Nelle foto:L’aula vista sull’asse cappella feriale – battistero. Si nota come sia dominata dalla grande lanterna centrale. La prospettiva verso l’altare.

I timpani nell’alto delle pareti racchiudono oculi rotondi di luce a coronamento di un ordine spaziale di intensità geometrica. L’ordine è dettato dalla disposizione di elementi e luoghi: dalla bicromia delle piastrelle di pavimentazione (che disegnano i percorsi e i settori dell’assemblea), dalle capriate e dalle assi lignee di copertura, dalle colonne che a coppie inquadrano i passaggi al battistero e alla cappella feriale, dalle altre colonne angolari che reggono le travi e allo stesso tempo schermano i tagli di luce verticali agli spigoli. In tale ordine spaziale i luoghi liturgici, realizzati in due pietre diverse, grigia di Sarnico e pietra di S. Germano dalla zona di Vicenza, si inseriscono con discrezione cromatica e apportano un messaggio scultoreo simbolico. Il fonte battesimale, di forma cilindrica, impreziosito da una diversa finitura della pietra, è stato pensato come una vera da pozzo, con allusione all’acqua vivificante dell’episodio dell’incontro tra Gesù e la samaritana.

Nelle foto: Il fronte della chiesa.
Prospettiva interna verso la porta d’entrata.

L’ambone ha forma di recinto dal perimetro ottagonale aperto verso l’altare. Sulle sue tre specchiature maggiori compaiono i simboli di tre evangelisti: il leone alato di s. Marco, il toro alato di s. Luca, l’angelo che porge il libro di s. Matteo, mentre l’aquila con le ali aperte, simbolo di s. Giovanni, si eleva come leggio. Una simbologia sintetica ma di chiara lettura, entro uno spazio che appare, per cromatismi e forme, sobrio e misurato.

(Ringraziamo il Prof. Romano Perusini che ha reso possibile questo servizio).

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