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Chiesa di Gesù Redentore a Melissano (Lecce)


Il segno ha capacità evocative, al punto di diventare simbolo, momento di incontro importante sia sul piano intellettuale, sia sul piano emotivo. Spesso è posto sull’architettura, talvolta diventa esso stesso architettura: come nel caso di questo progetto dello Studio Ozza, che fa del triangolo un aspetto di alta espressività.

Nel corso della lunga storia della Chiesa, molti segni sono stati assunti come elementi dotati di forza evocativa, soprattutto in antichità capaci di parlare alle coscienze con forza di testimonianza, per comprendere la quale si richiede una sensibilità oggi piuttosto sopita. La nave, il delfino, il chrismon, la colomba: sono figurazioni che oggi non
hanno una leggibilità immediata ma secoli addietro ancora parlavano alla cultura comune indicando la Chiesa, il suo Fondatore e lo Spirito. A volte questi segni erano usati non solo nell’iconografia, ma nell’architettura stessa. La pianta di molte chiese romaniche è intesa come figura del Crocifisso, con l’abside leggermente piegata rispetto all’asse
centrale, a significare il capo reclinato del Figlio sulla croce. Anche oggi, talvolta tali figurazioni sono recuperate per tentare di offrire una maggiore potenzialità di significato alle nuove chiese. ll triangolo è raffigurazione trinitaria, molto diffusa. Nella profonda e chiara sussistenza / dell’alto lume parvemi tre giri / di tre colori e d’una contenenza: alla fine
del tragitto iniziatico della sua “Commedia”, Dante così descrive la Trinità, ricorrendo a un’immagine da tempo praticata.

Dall’alto: pianta del complesso. La chiesa è originata dalla sovrapposizione di due quadrati ruotati; a destra di questa si nota il volume della cappella
eucaristica e oltre questa un ambiente ad anfiteatro. Dal presbiterio si accede alle retrostanti aule per il catechismo. Il campanile segna il centro del complesso. Sotto, la sezione longitudinale mostra l’innalzarsi del volume sopra l’altare.
Vista dell’aula. Struttura del soffitto con travi
che partono dal vertice del portale a triangolo.

Come richiamo del mistero trinitario, il triangolo è per solito equilatero; la figura isoscele potrebbe interpretarsi
come visione gerarchica della Trinità.
Inoltre la figura del triangolo è una delle più diffuse tra le immagini simboliche: tre è cifra di perfezione anche in espressioni precristiane o non cristiane. In quanto tale è difficile da usare, in un contesto che dia forte valore ai simboli. Tale non è l’epoca nostra, né d’altro canto è intenzione dei progettisti attribuire significati simbolici profondi alla figurazione triangolare, che costituisce l’impronta più evidente di questa chiesa.
Il richiamo semmai è alle cuspidi gotiche: come se si fosse preso un elemento cuspidato, dall’alto di una chiesa medievale e lo si fosse portato al livello del suolo, tracciando così un ideale collegamento attraverso i secoli, accompagnato da una ristilizzazione di quel che, un tempo pietra lavorata, a mano, diventa superficie omogenea.
Nel fronte esterno si riconosce un equilibrio di masse attorno al profilo triangolare centrale. La geometrizzazione del disegno offre una riconoscibilità che trova compimento nella croce e nel campanile che si eleva in asse all’altro lato del volume. Poi, dalla semplicità della forma geometrica si passa a un grado maggiore di complicazione con l’aggiunta
di altre forme: sotto la strombatura del portale compare la cornice del portone quadrato con pensilina aggettante a semicerchio, mentre all’interno dell’aula la pianta manifesta il proprio dinamismo nella rotazione di due quadrati sovrapposti e ruotati di 45 gradi, così da suggerire una stella a otto punte che resta tronca sul lato del prospetto
principale. Altra corrente dinamica si manifesta nella pendenza del tetto che va crescendo verso l’altare, così da mettere in luce la preminenza del luogo liturgico nello spazio, mentre le vetrate triangolari sono ripetute agli spigoli e sui lati. Dalla sovrapposizione e rotazione dei due quadrati si origina l’asse principale della chiesa che ascende sopra l’altare, mentre il quadrato più basso consente di aprire ai lati di questo due ambiti, dei quali quello verso destra funge da raccordo con la cappella eucaristica. Le vetrate, elaborate secondo modalità figurative, rimandano anch’esse alle iconografie di tipo tradizionale. Così, nella chiesa nuova si sommano diverse suggestioni, contemporanee e antiche, dando vita a uno spazio non semplice, ma articolato per sommatorie. L’altare ha una presenza forte per la sua stessa natura materica (è marmoreo con una grande croce sul lato frontale), e per collocazione (la vetrata verticale a nastro non gli contende il protagonismo, mentre la parete a strisce orizzontali lo evidenzia con garbo).

Chiesa di Gesù Redentore a Melissano (Lecce)

Progetto architettonico: Studio tecnico F.lli Ozza (Arch. Rocco Ozza, Ing. Vincenzo Ozza, Ing. Fernando Ozza)
Superficie complessiva della zona: mq 3444
Superficie coperta: mq 1069
Volume: mc 7.64
Mosaico absidale: Prof. A. Ranocchi
Realizzazione vetrate artistiche e mosaico absidale: Domusdei Sud, Cecchina di Albano Laziale (Roma)

Prospetti esterni. Il campanile impernia
il complesso. La conformazione stellare in
pianta dà origine ai triangoli che emergono
come cuspidi agli spigoli e in mezzo
al fronte principale.
Vista dal presbiterio. Le vetrate rappresentano
per simboli la storia della salvezza, dalla creazione
fino alla Redenzione.

E forte appare anche la presenza dell’ambone, col leggio in evidenza, come da tradizione. Così la pluralità
di accenti e segni, il dispiegarsi e sovrapporsi di forme geometriche, viene ricondotto a unitarietà dal fatto che la chiesa mantiene il suo orientamento sul polo dell’altare.

Dall’alto: il volume della chiesa, lo spigolo vetrato. La
stessa vetrata dall’interno, accanto sta la penitenzieria.

Una chiesa che in nessuno dei suoi aspetti, esterni o interni, perde la capacità di rappresentarsi per quel che è. Aulica nell’esterno cuspidato (può persino ricordare una grande corona regale), molto mossa da un complicato dinamismo interno in cui l’altare prevale come elemento di ordine.

 

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