ARCHITETTURA FARE

Chiesa della Grazia a Aschheim, Monaco di Baviera (Germania)

La guglia di legno

La tradizione cristiana locale risale ai piccoli aggregati di commercianti e soldati romani convertiti. La congregazione evangelica celebrava la domenica nella chiesa cattolica; la crescita del numero dei fedeli richiese l’erezione di un nuovo edificio: la Segenkirche o Chiesa della Grazia, opera di Friedrich Kurrent.

La donazione di un terreno con la prescrizione che si costruisse una chiesa entro il 1995, portò ad indire un concorso per la scelta di un architetto. Nel novembre del 1992, il Prof. Friedrich Kurrent venne incaricato del progetto che fu portato a termine nel maggio 1996. La chiesa, che essendo ai margini dell’agglomerato urbano si contraddistingue in un paesaggio tipico rurale bavarese, oltre a svolgere funzioni religiose, possiede anche funzioni sociali, legate all’assistenza di giovani, bambini e anziani. E’ un centro di comunicazione evangelico-luterano in cui si svolgono manifestazioni, proiezioni e feste. L’architettura si ispira alla tradizione costruttiva delle chiese evangeliche di nuova generazione create da architetti del calibro di Theodor Fischer e Otto Bartning; l’idea poi che la comunità chiedesse espressamente un ambiente con forte centralità, ha portato alla concezione di un’aula liturgica unica che si abbassa con gradini seguendo il perimetro poligonale ed enfatizzando l’idea di proiezione verso l’alto data dalla struttura in legno lamellare a fiamma che sostiene tutto il complesso.

Segenkirche di Aschheim, Monaco di Baviera (Germania)

Progetto:
Prof. Arch. Friedrich Kurrent, Monaco
Statica:
Wilfried Reinecke, Monaco D. lavori: Archh.W. e P. Lederer-Piloty, Monaco
Artisti:
Hermann Junger (poli liturgici), Andreas Bindl (decorazione scultorea)
Lamellare:
Achberger and Deuter, Bobingen
Riscaldamento:
RS Heiztechnik Robert Summer, Monaco
Campane:
A. Bachert, Heilbronn

Nelle foto: La chiesa nel contesto campestre.
La guglia che sormonta la copertura.

La struttura converge nella lanterna e nel campanile. L’aula, orientata verso Est, ha una forma quadrata con lato di 11 metri nei cui angoli si innestano pilastri in lamellare che confluiscono nella lanterna centrale, dove nel punto più alto si raggiungono gli 11 metri. Tutto il complesso è stato costruito su una maglia strutturale, ai cui vertici lungo il perimetro corrispondono montanti strutturali in legno ogni metro. La dimensione della maglia strutturale in elevato corrisponde invece a 12,5 cm. La struttura totale, la suddivisione degli spazi, le finestre e la distanza dei travetti di copertura rispettano questa maglia.Anche la facciata risponde a questo modulo di un metro ed è caratterizzata da un rivestimento orizzontale in tavole di larice non trattate, che proteggono una struttura coibentata in montanti di legno fissata con una guida in acciaio ad uno zoccolo in calcestruzzo.

Nelle foto: Pianta del complesso.
Vista verso il lato sud.

Nella chiesa sono state utilizzate diverse essenze di legno: abete rosso per tutti gli elementi portanti, larice per gli elementi esterni come finestre e rivestimenti, frassino per le superfici interne, pero per gli allestimenti interni sacri. Si è introdotto anche molto colore nelle sale comunitarie: per la sala mamme/bambini, la sacrestia e la cucina è stato usato il blu, per la sala giovani il rosso, per le zone di passaggio e il foyer il verde. L’interno della chiesa è stato attentamente studiato sia dal punto di vista acustico che dal punto di vista dell’illuminazione, che doveva essere per lo più naturale. Un’illuminazione supplementare è data da luci a sospensione alogene e proiettori. Il campanile della chiesa è il prolungamento della struttura in lamellare ed è dotato di tre campane di diverse dimensioni.

Arch. Rossella Mombelli

Nelle foto: Le varie fasi del montaggio della struttura portante. A sinistra, dall’alto: modellazione dei listoni in lamellare e trasporto sul luogo di montaggio.A destra: l’assemblaggio di più strati per formare i costoloni.
Due gru mettono in opera gli elementi in legno lamellare che costituiscono la struttura centrale dell’edificio e la svettante guglia.

Nelle foto:La sezione individua col colore rosso i due livelli della chiesa: il piano dell’aula e il matroneo.
– Analisi della penetrazione della luce naturale nell’aula dalle finestre.
– Analisi dell’illuminazione artificiale, col lampadario che proietta la luce in alto e in basso.
– I punti di contatto tra la struttura a guglia e l’edificio. A destra: al punto E, connessione dei quattro elementi al vertice, a quota 26 m; punto C, a 10,8 m, passaggio attraverso la copertura; punto B, a quota 3,4 m, livello del matroneo; punto A, base della struttura.

Gli arredi sacri

Nelle chiese evangeliche non ci sono prescrizioni per quanto riguarda gli altari. Si è scelto quindi di realizzare un tavolo nero alto circa 1 metro, quadrato. L’altare è mobile, come voluto dalla comunità e si trova al centro di uno spazio ottagonale; anche il leggio è un semplice appoggio in legno.

Nelle foto: Vista diagonale dell’aula. I quattro pannelli scuri che chiudono gli spigoli dell’aula in alto sono lavorati a intaglio e raffigurano i quattro evangelisti.
L’aula liturgica vista dal “matroneo”. L’altare è un tavolo in legno nero.
La croce

Il tabernacolo è conservato in una delle due nicchie a lato dell’ingresso principale all’aula liturgica ed è concepito come una vetrina, dove è contenuta l’oggettistica sacra per la celebrazione realizzata in argento. Nell’altra nicchia si trova il fonte battesimale.

Nelle foto: Il portacero
Il calice.
L’armadio che contiene gli oggetti liturgici, il cui disegno è stato studiato insieme con quello della chiesa.

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