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problemi di inquinamento, derivanti anche dall’uso di combustibili
fossili per riscaldamento, rendono sempre più attuale l’uso
della legna, che è una risorsa rinnovabile, basta adottare un’adeguata
politica di rimboschimento.
Camini e stufe, infatti, sono la risposta ecologica alla crisi energetica.
Servizio di Roberto Summer, architetto
I mutamenti climatici, probabilmente dovuti alle forti
emissioni nell’atmosfera di gas serra, primo fra tutti l’anidride
carbonica (CO2), e il conseguente protocollo di Kyoto, che ha stabilito
la loro riduzione, costringono tutti i Paesi, più o meno industrializzati,
a ripensare le loro politiche energetiche, soprattutto aumentando la quota
di energie da fonti rinnovabili: tra queste la legna è una delle
più indicate e più ecologiche. A tale proposito, si è
svolto a Bruxelles un workshop organizzato da AEBIOM (The European Biomass
Association) e intitolato “Proposte per incoraggiare l’utilizzo
delle biomasse nel settore del riscaldamento in Europa”, al quale
hanno partecipato, come unici invitati fra i produttori europei di stufe
e caminetti, Ruben e Marco Palazzetti della Palazzetti Lelio S.p.A.
AEBIOM è un’organizzazione internazionale senza scopo di
lucro con sede a Bruxelles, che rappresenta oltre 4000 membri impegnati
sul fronte della bioenergia, tra cui: associazioni nazionali, aziende,
istituti di ricerca e sviluppo. L’obiettivo del workshop era offrire
ai membri presenti una piattaforma di lavoro comune con la Commissione
Europea preposta alle politiche energetiche.
Realizzazione: Palazzetti
Lo stabilimento austriaco Binder a Fügen è uno dei più
grandi in Europa e fabbrica i pellet per Palazzetti: in alto vediamo le
enormi cataste di tronchi, pronti per essere segati, e sopra di loro il
nastro trasportatore che porta la segatura ai silos di stoccaggio, dove
è essiccata; da qui passa alle presse (a sinistra) dove a circa
80° C viene pressata e trafilata,
diventando pellet; questi, raffreddati, vengono posti in altri silos e
ancora asciugati; infine sono confezionati in sacchi e spediti (a sinistra).
A fronte di una drammatica crisi energetica di portata
mondiale, che da anni ormai tiene sotto scacco l’Occidente, la Comunità
Europea ha identificato nel 2020 il limite ultimo per raggiungere un obiettivo
imprescindibile: coprire il 20% del fabbisogno energetico totale negli
usi finali con fonti energetiche alternative e rinnovabili (attualmente
tale percentuale
si aggira attorno al 7%). Paesi come la Svezia dipendono già oggi
in minima parte dal petrolio, mentre soddisfano oltre il 90% del loro
fabbisogno energetico sfruttando fonti energetiche rinnovabili.
Per il perseguimento di tale obiettivo la Commissione Europea ha adottato
un piano di azione per le principali sfide energetiche che l’Europa
deve affrontare. Nello specifico ha previsto che l’obiettivo del
20% entro il 2020 va perseguito
operando in modo sinergico su tutti e tre i settori di impiego energetico
finale, ovvero: trasporti, elettricità e riscaldamento. Ricordiamo
che quest’ultimo assorbe da solo il 49% del fabbisogno energetico
totale: un dato che secondo fonti ufficiali risulta essere largamente
sottostimato.
Proiezioni della Commissione Europea per le politiche in materia di energia
rinnovabile mettono in luce come il ruolo delle biomasse nel settore del
riscaldamento sia destinato a crescere in modo esponenziale. Nello specifico
per il 2020 si prevede un’incidenza delle biomasse per la produzione
di energia termica da fonti rinnovabili pari a circa il 90%.
In tale contesto Ruben e Marco Palazzetti, in qualità di titolari
di una realtà aziendale nel settore del riscaldamento a legna e
derivati, sono stati chiamati a Bruxelles per riferire della particolare
situazione italiana.
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Nella pagina accanto:
Ecofire® Gaja di Palazzetti è una stufa in acciaio, rivestita
in maiolica colorata, dalle dimensioni ridotte.
Nella nuova versione canalizzabile un raccordo, posizionato al di
sopra del serbatoio pellet, permette di convogliare e distribuire
uniformemente l'aria calda.
Grazie alla tecnologia Ecofire ed al ventilatore centrifugo da 270
m3/h, Gaja è in grado di produrre calore per scaldare più
ambienti fino a 120 mq. Attraverso il pannello digitale LCD si possono
creare programmi personalizzati per la gestione delle fasce orarie
di funzionamento, sia su base giornaliera che settimanale. |
Sotto: Rotterdam (Studio Design Palazzetti) è
un moderno rivestimento realizzato in acciaio verniciato grigio con
fianchi e pianetto superiore in ceramica. È disponibile anche
nelle versioni beige e giallo sahara.
Viene fornito completo di focolare Ecofire® nelle versioni aria
o idro. |
Con oltre 10 milioni di impianti di riscaldamento a legna
e a pellet presenti sul territorio nazionale, l’Italia si conferma
infatti il primo paese al mondo nel settore del riscaldamento domestico
e di piccola scala a biomassa legnosa, con soluzioni caratterizzate da
un elevatissimo standard tecnologico. In particolare in Italia stanno
acquisendo sempre
più importanza gli impianti di piccole e medie dimensioni alimentati
a pellet (oltre 500 mila impianti di riscaldamento a pellet di ultima
generazione prodotti sul suolo nazionale dal 2005 e oltre 700 mila attualmente
attivi sul territorio italiano).
Da sempre il gruppo Palazzetti crede nella biomassa legnosa come alternativa
reale ai combustibili fossili per il riscaldamento e come soluzione alla
crisi energetica (come testimoniano anche le numerose inserzioni pubblicitarie
realizzate negli ultimi anni). Negli anni Novanta del secolo scorso il
marchio Palazzetti fu il primo a promuovere
in modo coerente e massiccio la penetrazione sul territorio nazionale
italiano di un combustibile innovativo quale il pellet. Forti di questa
esperienza, Ruben e Marco Palazzetti hanno portato a Bruxelles una testimonianza
profondamente italiana, mettendo in evidenza in particolare due aspetti
sui quali è urgente operare a livello nazionale
ed internazionale:
1. arrivare a considerare il pellet come un combustibile a tutti gli effetti,
regolato da precise normative in materia di qualità e prezzo. In
tal senso si è richiesta, in accordo con i colleghi europei di
AEBIOM, la costituzione di uno specifico osservatorio europeo.
2. chiarire i pregiudizi ed i fraintendimenti delle normative in materia
di qualità dell’aria che si riscontrano nel caso delle biomasse
legnose.
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