| Tratto da: Case di montagna n°74 |
Vivere in una casa Walser Living in a Walser home |
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| Di Baio Editore | ||||||||||||||||||||||
| Ad Alagna, tra i ricordi, un’architettura vernacolare rinata Progetto di Maria Elena Papini, architetto Un drammatico incrocio di travi lignee, consistenti come
i tronchi da cui sono state ricavate secoli addietro. Una ripida scala
rustica, che non sfigurerebbe in un fienile; le superfici che recano i
segni dell’accetta, il colorito scuro dei
Dall’alto: la cucina al piano superiore, con cucina
classica Lacunza. La loggia con intelaiatura esterna, elemento tipico
della casa walser; il camino in muratura, dal disegno arborescente. Una delle caratteristiche delle
case walser è la notevole dimensione dei volumi interni,
The recent interior renovation of this house shows wooden
beams, as thick as the trunks they were made from centuries ago, that
interlock dramatically, a steep rustic staircase that would not look out
of place in a barn, surfaces that still show axe markings, and the dark
brown colour of the wood. Using the original structure, the distribution
of space is true to its historical origins yet it also reflects contemporary
needs; the tilt-action skylight, for instance, is a modern feature. Yet
renovation has managed to preserve the original values of this house with
the date 1742 engraved La trama lignea che contraddistingue la casa walser presenta un disegno di sorprendente modernità. La struttura tipica della casa walser si basava su uno zoccolo in pietra, in genere di dimensioni ridotte rispetto alla sovrastruttura lignea. Nella parte bassa erano ospitati gli animali, al livello superiore i locali per l’abitazione e al livello più alto si trovavano il fienile e la dispensa. La logica che presiedeva a questa organizzazione discendeva dalle condizioni di necessità. La pietra in basso isolava dall’umidità, analogamente il fienile in alto permetteva di conservare gli alimenti per l’inverno in atmosfera, più asciutti. Il telaio di assicelle orizzontali dei loggiati serviva per l’essiccatura del raccolto, anche in condizioni di maltempo; grano, segale, avena appesi alle travicelle restavano infatti protetti dallo sporto del tetto. La casa di Alagna è stata recuperata nel rispetto di questa distribuzione spaziale e organizzazione strutturale. L’originale settecentesco è già moderno nel disegno, nella regolarità dell’impianto, negli allineamenti murari. La ristrutturazione accentua tale regolarità riutilizzando tutti gli elementi esistenti. L’unica differenza è stata l’apertura di finestre di maggiori dimensioni. E’ rimasta la divisione in tre livelli. Si tratta di un recupero di valore storico e paesaggistico, che offre un contributo importante all’identità culturale di Alagna.
A sinistra: vista esterna dell’edificio; risaltano le dimensioni
del tetto, la cui percezione risulta accentuata dalla leggera
In alto: vista dal livello superiore; qui sopra: l’angolo con la
stufa Scan, importata in Italia da Oekotherm. This house has been refurbished in style. The outside maintains
its original appearance, while the inside keeps the original distribution
of space. Walser houses typically had a stone base usually smaller than
the structure of the house itself. Animals were placed in the lower part
of the house, with living quarters above and the hayloft and storeroom
at the top. This type of organisation was needs driven. The stone base
provided insulation against humidity, while the drier hayloft at the top
was used to preserve food during winter. A framework of small horizontal
planks for the open galleries was used for drying the harvest even in
bad weather: wheat, rye, and oats hanging from small beams would La Valsesia: Alagna, Varallo e il popolo walser La valsesia presenta panorami molto cangianti. Nella sua parte più bassa si presenta come una ridente spianata, ubertosa nell'agricoltura e nella natura, ricca di attività industriali sorte sulla scorta di un’operosità antica, favorita nella storia anche dallo scorrere impetuoso del sesia, che un tempo muoveva i mulini e oggi ne fa uno dei corsi d’acqua preferiti dagli amanti del rafting. Varallo, principale centro della valle, sta nella parte bassa, al confluire del fiume mastellone nel sesia. Il sacro monte di varallo è forse il più importante del piemonte. La felice posizione orografica del rilievo su cui sorge (nella foto varallo visto dal sacro monte) lo rende particolarmente significativo: si erge imponente a lato del corso Fluviale, coi fianchi coperti dagli alberi. A varallo, attualmente, vi si svolgono corsi di lingua walser, in omaggio alla tradizione che dal xiii secolo ha visto i walser insediarsi nelle parti più alte della valle.
Perché il walser è il “popolo della montagna” che, giunto dal nord, ha trovato il suo ambiente preferito sulle brevi spianate sui fianchi dei monti, sulle balze; ha aperto spiazzi tra gli alberi dove le pendenze erano minori e ha preparato così zone adatte al pascolo e alle colture: sempre in quota. Le sue architetture caratteristiche sono diffuse nella valle, e trovano in alagna, il principale centro della parte alta, il loro luogo più caratteristico. Non a caso ad alagna è stato aperto nel 1976 il museo walser, in un antico edificio del ‘600. E ad alagna si ritrovano ogni tre anni, a settembre, i discendenti dei walser, provenienti dalle valli che hanno conosciuto i loro principali insediamenti in svizzera, francia, austria, liechtenstein e italia. I “walser treffen” (incontri walser, v. Foto a lato) consentono di rivivere le feste, di esibire i costumi, di riassaporare i cibi (v. In alto l’insegna di una bottega di alagna con i prodotti tipici) di questo popolo che ha saputo trovare zone abitabili dove il clima avrebbe consigliato di migrare verso più ridenti pianure. Gli edifici antichi insegnano come
economizzare lo spazio Cuore walser: il primo film documentario che diventa lo specchio di un popolo Nasce il primo film documentario sul popolo walser, diretto da alberto cicala, con il patrocinio, tra gli altri, della regione piemonte e la città di varallo sesia. “...si narra la storia di una donna, magdalena, l'ultima di una civiltà, quella dei walser che vive sui monti delle alpi da metà del 1200.
Una camera da letto, progettata in coerenza con l’architettura
vernacolare; ogni angolo è sfruttato per armadi, cassetti Il sistema a “blockbau” è usato anche
per i divisori interni: assi sovrapposte con sistemi a incastro, che definiscono
gli ambienti e danno solidità all’insieme.
L’interno della casa è frutto di un lavoro
di ricostruzione e contaminazione. Alcuni aspetti, quali la divisione
in tre livelli, rispecchiano l’impianto originale. Altri, quali
gli sfondati che aprono gli spazi in verticale, alcune pareti intonacate,
il sistema impiantistico, ecc. consentono un vivere confortevole con tecnologie
contemporanee. Il delicato equilibrio che si realizza tra eredità
storica e necessità attuali è esempio significativo dell’unico
sistema che consente di vivere il passato nel presente. Oltre agli infissi
e agli elementi del bagno, decisamente attuali, vi sono anche elementi
ricostruiti con The house in Alagna has been restored so that it maintains
this spatial distribution and structural organisation. |
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