| RISTRUTTURARE
CON I PANNELLI FOTOVOLTAICI:
COMPONENTI, STRUMENTI E CASI DI STUDIO ALLA LUCE DEL NUOVO CONTO ENERGIA
L’emergenza climatica provocata dal riscaldamento globale della
Terra (causato dall’accumulo di anidride carbonica da combustibili
fossili) e le conseguenti nuove normative energetiche impongono di adottare
tutti gli accorgimenti per il risparmio energetico, primo fra tutti il
solare fotovoltaico.
Servizio di: Caterina Parrello
INTRODUZIONE
L'adesione Italiana al protocollo di Kyoto impone al nostro Paese una
drastica riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera, principalmente
generate dall'utilizzo di combustibili fossili per la produzione di energia.
Si parla dunque
sempre più di efficienza energetica dei sistemi produttivi nonché
di utilizzo delle fonti rinnovabili per l'approvvigionamento energetico.
In questo contesto un ruolo fondamentale viene giocato dal settore dell'edilizia:
gli edifici fino ad oggi progettati e costruiti in Italia sono fortemente
“energivori”, ovvero a fronte di grandi dispersioni
hanno bisogno di elevate quantità di energia per alimentarsi. Tutto
il settore necessita dunque di una nuova spinta verso l'innovazione, che
porti a realizzare edifici più eco-efficienti, capaci di ridurre
il consumo di energia e di termo-regolarsi con il clima circostante. La
normativa italiana ha recepito in realtà con notevole ritardo rispetto
al resto d'Europa questa fondamentale necessità, aggiornando recentemente
il quadro legislativo. Parliamo nello specifico delle leggi 192/05 e 311/06,
che introducono finalmente anche nel nostro Paese la certificazione energetica
dell'edificio.
Queste leggi indicano, di fatto, a progettisti e costruttori molti strumenti
tecnici per l'ottenimento di sistemi edilizi energeticamente più
sostenibili.Tra questi sicuramente gli impianti solari fotovoltaici, capaci
di convertire, attraverso il
così detto effetto fotovoltaico, la radiazione solare in energia
elettrica. Dunque un sistema pulito di produzione di energia che sfrutta
la fonte rinnovabile per eccellenza: il sole. Questi sistemi utilizzano
appositi pannelli realizzati
con materiali semiconduttori, che possono essere integrati sulle superfici
degli edifici, trasformandole, di fatto, in piccole centrali elettriche.
Nell’immagine sopra vediamo un impianto fotovoltaico
totalmente integrato, di potenza installata 8,6 kWp, progettato dallo
Studio tecnico associato Di Fabio, Boccolini, Leoni. L'integrazione architettonica
dei pannelli sulle falde di copertura in sostituzione dello strato di
coppi è una delle applicazioni più diffuse e corrette ai
sensi del nuovo conto energia.
Significativo è anche il caso della fornace di Serra Dei Conti
in provincia di Ancona, ristrutturata nel 2000 dall'Arch. Nazzareno Petrini
(nell’immagine accanto). Questo opificio. ora adibito a centro culturale
polifunzionale, ospita un piccolo
impianto fotovoltaico in cui i pannelli sono integrati sia alla copertura
in sostituzione dei coppi, sia in alcuni elementi di chiusura verticale
ed orizzontale, in cui sono montati su telai d'acciaio al posto dei classici
vetri.
In chiusura vediamo un impianto parzialmente integrato(tale soluzione
è leggermente meno incentivata economicamente), di potenza installata
1,26 kW, dello Studio tecnico associato Di Fabio, Boccolini, Leoni.
NORMATIVA SUL FOTOVOLTAICO
Purtroppo il costo delle celle di silicio, il materiale maggiormente utilizzato
per i pannelli, è ancora molto elevato e non ne ha permesso fino
ad ora un utilizzo su larga scala. Sono così necessarie specifiche
politiche di incentivazione, già da tempo diffuse in molti paesi
europei e solo da pochi anni attive in Italia: facciamo riferimento al
DM 19 febbraio 2007, meglio conosciuto come “nuovo conto energia”.
In base a questa legge, chi decide di dotarsi di questi sistemi, oltre
ad avere la possibilità di consumare o vendere in rete l'energia
prodotta, riceve dal Gestore del Sistema Elettrico (GSE) un incentivo
economico in funzione dei kWh prodotti dall'impianto.
L'incentivo così erogato per un periodo di 20 anni dà la
possibilità di rientrare dei costi di investimento in circa 10-12
anni. Ciò permette all'investitore di avere un guadagno netto per
gli anni successivi, che rende conveniente l'investimento iniziale del
capitale.
Dunque, più l'impianto produce, minore sarà il tempo di
ritorno dell'investimento, e maggiori i guadagni netti per il
proprietario dell'impianto. In realtà il valore della tariffa incentivante
varia sia in funzione della potenza installata sia del livello di integrazione
architettonica dei pannelli: il legislatore ha deciso di premiare con
un incentivo più alto impianti maggiormente integrati in architettura
perché risultano più efficienti e a minor impatto ambientale.
Le basse potenze dei singoli pannelli rendono,infatti,necessarie ampie
superfici di installazione per raggiungere
produzioni di energia significative. Parliamo all'incirca di 10-8 mq di
pannelli per avere 1kW di potenza installata,
capaci di produrre, se correttamente orientati a sud, dai 950 ai 1300
kWh, in funzione della latitudine del sito di installazione. Installare
i pannelli sulle coperture degli edifici significa dunque utilizzare superfici
esistenti evitando
di invadere ampi spazi di territorio, ma anche impedire eventuali manomissioni
e danneggiamenti dei pannelli, collocandoli in posizioni difficilmente
raggiungibili.
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Laureato con lode in ingegneria edile
presso la facoltà di Ingegneria dell'Università Politecnica
delle Marche, con la tesi dal titolo “Architettura e comfort
ambientale: progettazione di componenti in edilizia industriale
nautica”, frequenta con borsa di studio il terzo anno del
corso di Dottorato di ricerca in ingegneria edile-architettura presso
il Dipartimento Architettura Rilievo Disegno Urbanistica e Storia
dell'Università Politecnica delle Marche. Collaboratore del
Prof. Fausto Pugnaloni, svolge principalmente attività di
ricerca sui temi dell'architettura sostenibile e dell'edilizia solare
anche nell'ambito di progetti di cooperazione allo sviluppo con
l'area indocinese. Correlatore di tesi di laurea, è assistente
al laboratorio di progettazione del corso di architettura e composizione
architettonica III. Svolge anche attività di libero professionista
nel campo della progettazione bioclimatica, del risparmio energetico
in edilizia e dell'impiantistica solare termica e fotovoltaica. |
| Ing. Davide Di Fabio |
Tra le pubblicazioni:
D. Di Fabio, Una nuova architettura e possibile: il senso dell'architettura
sostenibile tra globalizzazione e cooperazione allo sviluppo, in “Percorsi
di ricerca - Contributi di dottorato”, a cura di F. Leoni e F. Fiori,
Gennaio 2008, Giancarlo Ripesi Editore, Falconara Marittima (An);
F. Pugnaloni,P. Principi,D. Di Fabio,N.Dangh Minh,Il progetto di edifici
a basso costo in Vietnam: problematiche e tecnologie per la costruzione
di involucri sostenibili, in Atti del Convegno Artec 2007 “L'involucro
edilizio. Una progettazione complessa” a cura di A. Greco e E. Quagliarini,Ancona,Novembre
2007,Alinea editrice, Firenze.
F. Pugnaloni,D. Di Fabio,G. Issini, N. Dangh Minh,The didactic case of
the teaching in Architecture and Architectural Composition III at the
Faculty of Engineering of the Polytecnic University of Marche, in Atti
del TIA Conference 2007 “Teaching Sustainability - Theory, Methods,
Best Practice, Krems,Austria, Settembre 2007;
F. Pugnaloni, D. Di Fabio, G. Issini, N. Dang Minh, P. Principi, C. Di
Perna, Bioclimatic and ecosustainable passive models for building low
cost typologies in Vietnam, in Atti del 11th International conference
on passive house, Breghenz (Austria),Aprile 2007.
D. Di Fabio, F. Leoni, F. Fiorillo,The DM 28/07/05 “Criteria for
the development of the electrical Energy Production through Photovoltaic
Conversion”: a Law Serving Eco-sustainable building or a speculative
financial instrument?, in Atti del XXXIV
IAHS World Congress, Napoli, Settembre 2006, Luciano Editore.
D. Di Fabio,Aspetti tecnico progettuali dell'integrazione di sistemi solari
fotovoltaici nelle coperture, in Atti del convegno “Architettura
e tecnica delle coperture”, Ancona, marzo 2006, BE-MA editrice.
ASPETTI
TECNICO-PROGETTUALI
È chiaro che, così come per le innovazioni finalizzate ad
aumentare l'efficienza energetica degli involucri, anche per i sistemi
fotovoltaici è più semplice essere utilizzati in edifici
di nuova costruzione, in cui i progettisti possono effettuare sin dall'inizio
scelte progettuali efficaci finalizzate alla corretta installazione dei
pannelli. Più difficoltoso è invece intervenire su processi
di ristrutturazione di edifici esistenti. In tale contesto si opera, infatti,
in condizioni più restrittive, in cui le variabili del progetto
che influenzano la capacità di produzione del sistema sono nella
maggior parte dei casi già fissate. Prendiamo ad esempio un edificio
residenziale esistente caratterizzato da un tetto a doppia falda su cui
si vorrebbe installare un impianto fotovoltaico: l'angolo di azimut (angolo
di scostamento della superficie rispetto al sud),
l'angolo di tilt (inclinazione della superficie rispetto al piano orizzontale)
e la superficie disponibile, che sono le variabili che influiscono sulla
resa del sistema,sono, di fatto, già fissate. Resta dunque al progettista
da verificarne l'accettabilità rispetto alle caratteristiche di
producibilità di un impianto che viene installato in quelle condizioni.
In linea generale possiamo dire che se la falda è orientata tra
Sud-Ovest e Sud-est con inclinazione che va dai 45 ai 20 gradi, l'impianto
avrà una producibilità accettabile ai fini dei meccanismi
di incentivazione, ovvero l'investimento rientrerà all'interno
dei tempi canonici per avere inalterata la sua convenienza.Per ciò
che riguarda invece il dimensionamento dell'impianto, la potenza installata
per unità abitativa si attesta nella maggior parte dei casi dai
2 ai 4 kWp, necessari per coprire il
consumo annuo di una famiglia di medie dimensioni.Va quindi verificata
la superficie della falda che in questo caso dovrà ospitare circa
20- 30 mq di pannelli. È inoltre raccomandabile che su tale superficie
non insistano elementi in elevazione: l'ombra di alberi, comignoli, fili
elettrici o di altri fabbricati sui pannelli andrebbe, infatti, a ridurre
l'efficienza complessiva del sistema. Come già anticipato, il valore
della tariffa incentivante varia anche in funzione del grado di integrazione
architettonica dell'impianto.
In linea di massima si considera un impianto architettonicamente
integrato quando i pannelli fotovoltaici sostituiscono componenti edili
specifiche: nel nostro esempio, se il tetto fosse coperto con coppi o
tegole, il pannello dovrebbe
sostituirle ed essere dunque incassato all'interno della superficie di
copertura.
In questo caso comunque la tariffa si attesterebbe per impianti fino a
3 kWp a 0,49 euro/kWh prodotto.
È ammissibile anche che i pannelli siano fissati su appositi binari
di alluminio a loro volta ancorati tramite ganci sottocoppo alla struttura
portante del tetto, senza dunque intaccarne lo strato di finitura esistente.
In questo caso però la legge prevede il riconoscimento di una parziale
integrazione architettonica e abbassa la tariffa a 0,44 euro/kWh prodotto.
Se paradossalmente i pannelli fossero installati in maniera non complanare
con la superficie di copertura oppure fossero installati a terra in prossimità
dell’edificio, l’impianto sarebbe riconosciuto come non integrato
e percepirebbe 0,40 euro/kWh prodotto.Dal punto di vista prettamente tecnico
dobbiamo sottolineare che l'integrazione
del pannello deve essere effettuata in modo da permettere la ventilazione
del lato posteriore dello stesso. Questo
per evitare il surriscaldamento del silicio e il relativo abbattimento
di producibilità di tutto il sistema. Chiaramente
il problema non si pone per sistemi non integrati, mentre deve essere
risolto in fase di progettazione ed esecuzione del lavoro soprattutto
per quelli totalmente integrati. Nel nostro esempio specifico si deve
dunque evitare che la superficie del pannello aderisca completamente al
solaio di copertura realizzando tra di loro un'intercapedine il più
possibile areata.
Ad oggi sul mercato esistono appositi sistemi a vasca che permettono facilmente
tale applicazione senza mettere comunque in pericolo la tenuta all'acqua
del tetto stesso. Per ciò che riguarda i costi, possiamo genericamente
affermare che un impianto integrato costa più di uno non integrato:
i primi, infatti, necessitano di componenti edili per il fissaggio più
complesse rispetto a quelle necessarie per quelli non integrati. È
pur vero che la tariffa incentivante maggiorata copre abbondantemente
questo extracosto, rendendo comuncomunque conveniente ed auspicabile questa
applicazione. Altro fattore incidente è sicuramente la cantierizzazione
dell'opera: se l'installazione del sistema avviene singolarmente, sarà
necessario allestire il cantiere aumentando così tempi e costi
di installazione.
Se invece sono in corso interventi di ristrutturazione dell'edificio che
prevedono ad esempio l'allestimento di ponteggi verticali, questo costo
aggiuntivo non deve essere conteggiato.
In linea di massima un impianto da 1 kWp con pannelli in silicio cristallino
fornito e posto in opera si attesta intorno a 7.000 €, con variazione
del prezzo in funzione principalmente del costo dei pannelli e appunto
degli oneri di cantierizzazione.
CASI DI STUDIO
In realtà pensare le applicazioni fotovoltaiche su edifici esistenti
solamente come semplici interventi integrati alle falde di copertura,
è sicuramente atteggiamento riduttivo. Sebbene questa rimanga probabilmente
la più adatta proprio nei casi di ristrutturazione di edifici residenziali
anche di un certo pregio architettonico, esistono altre applicazioni molto
interessanti che vanno opportunamente valutate. Le potenzialità
di questi sistemi e le prospettive di finanziamento fornite dall'incentivo
in conto energia li rendono, infatti, applicabili in contesti progettuali
e costruttivi molto più complessi. Portiamo allora alcuni esempi
estremamente diversi tra di loro,ma sicuramente significativi proprio
della versatilità di queste applicazioni. Il primo è la
ristrutturazione dell'ex deposito tranviario del comune di Roma trasformato
nel 2001 in museo dei bambini (nella foto accanto). In questa costruzione
considerata un'archeologia
industriale sono stati integrati dallo studio di architettura Abbate e
Vigevano due impianti fotovoltaici dimensionati per soddisfare il fabbisogno
elettrico dell'edificio. I pannelli dell'impianto da 8,2 kWp sono stati
integrati sulla copertura,
mentre quelli dell'impianto da 7 kWp in elementi bris-soleil posizionali
sulla facciata sud dell'edificio. Nello specifico il primo impianto utilizza
pannelli semi trasparenti capaci di far filtrare parte della luce incidente,
in modo da permettere un illuminamento parziale degli spazi sottostanti.
Dunque, un edificio storico, di un certo pregio architettonico, in cui
i pannelli fotovoltaici hanno la duplice funzione di elemento tecnologico-
impiantistico e di componente edile. Significativo è anche il caso
della fornace di Serra Dei
Conti in provincia di Ancona, ristrutturata nel 2000 dall'Arch. Nazzareno
Petrini. Questo opificio, ora adibito a centro culturale polifunzionale,
ospita un piccolo impianto fotovoltaico in cui i pannelli sono integrati
sia alla copertura in sostituzione dei coppi, sia in alcuni elementi di
chiusura verticale ed orizzontale, in cui sono montati su telai d'acciaio
al posto dei classici vetri. Molto diverso è invece il caso del
capannone industriale per lo stoccaggio del caolino situato
nel porto di Ancona. Mentre gli esempi precedenti riguardavano impianti
finanziati a fondo perduto attraverso bandi di concorso ministeriali,
l'impianto realizzato su questo edificio sfrutta i finanziamenti del DM
19 febbraio 2007, ed esprime al meglio le grandi possibilità che
questo meccanismo tecnico - finanziario offre oggi a tutto il settore
dell'edilizia. L'edificio doveva sostituire la copertura ormai usurata
e contenente amianto con una nuova copertura bonificata. La ditta appaltatrice
ha quindi pensato di sostituire la vecchia con una che integrasse nelle
falde ben esposte a sud un impianto fotovoltaico da 237 kWp, capace di
produrre circa 260.000 kWh/a. In questo modo, sfruttando il meccanismo
di
incentivazione in conto energia, l'intervento, che sarebbe gravato completamente
sulla proprietà, è stato effettuato a costo zero, assorbito
all'interno dei finanziamenti ottenuti per la produzione di energia elettrica.
In realtà, in questo caso, vista la grande potenza installata,
i finanziamenti complessivamente ottenibili sono ben superiori al costo
del semplice intervento di smaltimento e bonifica della copertura esistente,
e producono da sé un buon rendimento finanziario.Viste le superfici
in gioco e le potenze installabili, è chiaro che applicazioni come
queste risultano auspicabili: oltre all'efficacia tecnica e finanziaria
dell'operazione, infatti, questi interventi permettono di produrre quantità
significative di energia pulita, facendo aumentare significativamente
il peso delle fonti rinnovabili all'interno del quadro energetico nazionale.
CONCLUSIONI
Questo ultimo caso di studio, sebbene appartenente al campo delle applicazioni
industriali, in realtà ci da alcuni spunti
di riflessione utili per applicazioni anche di scala inferiore. L'idea
di base è che i pannelli fotovoltaici, se fortemente integrati
a componenti edili specifiche, attraverso i meccanismi di incentivazione,
possono finanziarne totalmente o in parte la realizzazione.
Per rifarci al tema specifico di questa rivista, se si volesse nell'ambito
di una ristrutturazione, dotare un casale ad esempio di una tettoia esterna,
di una pensilina per il parcheggio delle auto, o più semplicemente
sistemare un tetto, realizzando il manto di copertura con i pannelli fotovoltaici
si potrebbero ridurre i costi dell'opera se non annullarli. Chiaramente
questo dipenderà dal pregio e della consistenza dell'elemento stesso
che si va a realizzare: minore sarà il costo ad esempio delle strutture
portanti e delle finiture, maggiore sarà l'incidenza del contributo
in conto energia ottenuto dal sistema fotovoltaico. Tutto questo sempre
assorbendo l'energia prodotta e riducendo se non annullando i costi della
bolletta elettrica. Questo meccanismo è stato recepito dai produttori
che hanno già messo sul mercato componenti edili prefabbricate
che integrano i sistemi fotovoltaici soprattutto negli elementi di copertura.
Concludiamo questo intervento con una riflessione.È chiaro che
dal punto di vista tecnico risulta sicuramente più semplice adottare
sistemi edilizi energeticamente efficienti nonché impianti fotovoltaici
integrati all'interno di edifici di nuova costruzione.Tuttavia pensare
di limitare interventi di ecoefficienza solo nelle nuove edificazioni,
significa limitare
enormemente il contributo del comparto dell'edilizia alla salvaguardia
ambientale.
La riqualificazione anche energetica del grande parco di edifici esistenti
rappresenta, infatti, la sfida più importante
e difficile che architetti, ingegneri, costruttori, proprietari ed enti
locali sono chiamati oggi a raccogliere, nel bene
delle generazioni presenti ma anche e soprattutto di quelle future.
Dott. Ing. Davide Di Fabio, Phd student Dipartimento di Architettura Rilievo
Disegno Urbanistica Storia Università Politecnica delle Marche
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