Tratto da:
Ristrutturare la casa di campagna
Approfondimenti
Di Baio Editore

Il progetto del colore nella casa di campagna

Massimo Caiazzo (1966) è consulente di importanti aziende Swatch, Alessi, Gruppo Fiat e Lancia, AMT Verona) e docente di cromatologia presso l’Accademia Cignaroli di Verona. I suoi studi su una nuova percezione del suono e
del colore sono il filo conduttore del suo lavoro. Sue opere sono esposte nelle collezioni del Museum fur Kunst und Gewerbe di Amburgo e del Museé de la publicité del Louvre di Parigi. Dal 1991 collabora con l’Atelier Mendini. Vive e lavora a Milano.

Nella mia attività di consulente del colore ho sviluppato alcuni progetti incentrati sul recupero del patrimonio cromatico di antichi edifici rurali. In linea generale prevalgono due atteggiamenti progettuali, con esiti radicalmente differenti. Da un lato, veri e propri interventi di restauro volti al recupero filologico dei colori e delle tecniche applicative originali, che sono attuabili solo in casi in cui sia effettivamente possibile risalire con certezza ai colori originari. Dall'altro invece, soluzioni che prevedono la formulazione di una palette di colori e di materiali che, in assenza di indizi materici e cromatici certi,
sappia reinterpretare in chiave contemporanea le suggestioni del territorio e la memoria dei luoghi, rinnovandone la tradizione.
Alla base di un buon progetto colore vi è senz'altro una attenta valutazione delle polarità degli spazi interni e esterni in relazione al paesaggio (analisi delle peculiarità cromatiche, luminose e funzionali). Infatti le informazioni acquisite in questa fase, sono utilissime per identificare il clima cromatico più adatto alle attività e alle funzioni che si svolgeranno nei
vari ambienti. Il colore è strettamente legato alle funzioni, alle dimensioni e alla successione degli spazi: la stessa
combinazione produce effetti diversi se usata in soggiorno, in cucina, nel corridoio, in camera da letto o in bagno. Ovviamente anche il tempo di permanenza in ciascun ambiente, la sua temperatura e il suo grado di rumorosità incidono sull'efficacia del contesto cromatico. Proprio da qualche mese ho completato il progetto colore per una tipica casa irpina, che Rosita, designer di gioielli, ha voluto destinare a laboratorio - studio per la propria attività. Il progetto di ristrutturazione è stato curato dall'architetto Teresa Caiazzo* ed ha rappresentato la nuova base spaziale e funzionale su cui intervenire per il progetto colore. Siamo a Mirabella Eclano, cittadina irpina immersa tra verdi distese di vigneti, uliveti e frutteti, in prossimità del Palazzo Ciani, uno dei più belli del paese e tra i pochi conservati nella sua veste
settecentesca. Mirabella Eclano fu uno dei comuni maggiormente danneggiati dal terremoto che colpì la Campania nell'Ottanta. Il Palazzo Ciani deve la sua sopravvivenza alla determinazione e alla ferrea volontà del nobile proprietario, l'avvocato Mario, che da generazioni vi dimora. In adiacenza alla proprietà Ciani, sorge la piccola tipica casa in
argomento. Si tratta di una delle poche costruzioni superstiti dell'antico borgo, abitazione e nel contempo servizio per le attività collaterali all'economia della vicina campagna. Inserita nella cortina che fiancheggia una ripida e
stretta strada, l'edificio è articolato su tre livelli: la tradizionale cantina, con vasche in pietra per la lavorazione del vino e dell'olio; il “sottano”, luogo di stoccaggio, una sorta di ambiente di servizio e di passaggio al piano terra, direttamente collegato alla strada; il primo piano, accessibile imboccando un piccolo portale in pietra e poi una ripida scala, anch'essa in pietra, destinato alla vera e propria abitazione. La struttura originaria dell'edificio, con muratura portante e solai in
legno, è stata integrata o sostituita per gli interventi post-sisma, ma la casa conserva sostanzialmente i caratteri tradizionali nei vari elementi costruttivi e nei motivi architettonici tuttora presenti. Proprio il primo piano della casa,
confinante con il giardino pensile di casa Ciani, è stato oggetto della ristrutturazione che lo ha trasformato nell'atelier di Rosita. Rendere gli spazi funzionali alla nuova destinazione, ha comportato anche la creazione di un secondo ingresso all'atelier, direttamente dal giardino dei Ciani.
Qui il cambio di prospettiva per chi entra ha permesso una diversa e più congrua articolazione degli spazi ed ha richiesto un progetto colore che supportasse al massimo le attività svolte negli spazi espositivi e nel laboratorio, in relazione anche alla loro successione sul percorso dal nuovo ingresso, interagendo con gli elementi tipici dell'architettura locale.
Il progetto colore, restituisce nuova vitalità ai colori della tradizione sapientemente usati e rivisitati. Il rapporto tra toni caldi e freddi risulta accuratamente bilanciato e risponde efficacemente all'idea di progettare un clima cromatico luminoso e rilassante.
La tavolozza cromatica è formulata secondo criteri basati sul concetto di sinestesia, l'eteropercettività del colore, che non è solo percepibile con la vista ma investe anche gli altri sensi, udito, tatto, gusto, olfatto.
La scala in pietra, il camino in mattoni, il tavolato in legno di ciliegio per le nuove pavimentazioni, i colori delle pareti e dei soffitti ricordano ancora a chi entra l'antico focolare, presenza che sublima e rievoca la particolare suggestione della
campagna, con la sua luce e le sue tinte.

CONSIGLI PRATICI:
La luminosità degli ambienti è fondamentale per un utilizzo armonioso del colore: una favorevole esposizione alla luce
naturale garantisce un clima cromatico ideale.
In condizioni di luce ottimali il colore agevola la percezione dello spazio migliorando anche il nostro senso dell'orientamento.
In genere il clima cromatico di una stanza risulta più equilibrato se il colore del pavimento (che ci sostiene) è più scuro di quello delle pareti (che ci limitano). Il piano orizzontale del soffitto deve essere sempre luminosissimo, (anche bianco) salvo casi in cui si intende correggere l'eccessivo sviluppo in altezza di un ambiente.
Per ottenere spazi luminosi e rilassanti è necessario bilanciare accuratamente toni caldi e freddi applicando i principi fondamentali della teoria del colore (rapporti di complementarietà, contrasto simultaneo, variazioni della saturazione etc). La rifrazione della luce è direttamente proporzionale al grado di opacità o lucidità delle superfici: la scelta dei materiali e della loro finitura (piastrelle, parquet, resina, cotto, mosaico, tempera, laccatura, carta da parati, tappezzeria in stoffa etc.) è determinante per calibrare il contrasto di superficie che, interagendo con la sorgente luminosa (naturale e artificiale) esalta i diversi gradi di matericità del colore. La scelta degli apparecchi per l'lluminazione artificiale è
fondamentale nella percezione del volume di un ambiente: luci diffuse lo ampliano, mentre luci fioche lo riducono.
Se gli spazi a vostra disposizione sono poco luminosi, la scelta di colori scuri non è appropriata poichè essi assorbono molta luce e il clima cromatico risulterebbe "ipostimolante" e quindi pesante. Ovviamente se siete alla ricerca di un'atmosfera particolare, con l'ausilio di un'illuminazione artificiale ben strutturata, anche i toni più scuri e freddi possono
essere armonizzati. Impiegando toni chiari e brillanti si può ottenere l'atmosfera più adatta ad ogni momento della giornata, mentre nelle ore serali va progettato un adeguato sistema di illuminazione. Anche in questo caso però, contrasti e saturazioni devono essere tra loro ben assortite, infatti gli ambienti "iperstimolanti" hanno effetti
fastidiosissimi sulla nostra concentrazione.

BREVI CONSIDERAZIONI SU CIASCUN COLORE
Se il rosso viene associato al sangue, alla guerra, a Marte che è proprio un pianeta rosso, si può costatare come talvolta risulti fastidioso dando un senso di incombenza e aggressività catalizzando tutta l'attenzione. Per mettere a fuoco il rosso, il nostro cristallino è costretto a modificarsi per cogliere la lunghezza d'onda di queso colore poiché il punto focale del nostro occhio, naturalmente situato dietro la retina, in questo caso si sposta avanti, creando l'illusione che gli
oggetti rossi siano più vicini a noi. Il dinamismo del rosso saturo aumenta notevolmente la complessità visiva dell'ambiente, è quindi opportuno apportare al rosso puro delle modifiche. Il rosa considerato come femminile ed usato tradizionalmente per gli spazi legati alla sfera della donna, va usato con cautela. Difatti il rosa esprime delicatezza e comodità, ma può trasmettere aggressività inibente (rosso più bianco) e sdolcinatezza se non viene corretto con del grigio. L'arancione, energetico e vivace come soffitto può essere stimolante ma rischia di diventare chiassoso, è molto luminoso, caldo e stimola l'attività e il movimento, ben si presta ad accordarsi con la carnagione. Il marrone, colore non presente nello spettro solare è costante invece in natura poiché abbraccia tutte le sfumature cromatiche della terra e del legno. Il marrone genera altresì associazioni legate al gusto essendo infatti il colore del caffé e della cioccolata, come
impressione di consistenza trasmette stabilità e solidità. Riflettente e luminoso il giallo è il più felice dei colori, è un colore
espansivo e comunicativo, ricco sotto forma di oro, ma come viene descritto da Kandinsky è un colore egocentrico e quando è troppo intenso ci ricorda "la risata del folle". Resta comunque un colore chiaro e quando perde la sua luminosità cessa di essere giallo.
Il verde, colore secondario, è una mescolanza tra l'allegria del giallo e la dignità del blu. Nelle associazioni positive legate al verde, questo colore appare tranquillo, rilassante, quieto e naturale, e, poiché l'occhio lo focalizza esattamente sulla retina, il verde è il colore più riposante per la vista. Considerato il colore della vita, è riferito alla natura rigogliosa,
ma al tempo stesso della morte, della muffa, può dunque essere caldo o freddo, è un colore ambivalente.
Il blu è il conciliatore di tutti i colori, non sono molte infatti le persone a cui questo colore non piaccia. Positivo come calma e tranquillità negativo quando è troppo freddo, il blu è il colore del cielo e del mare. Nella pubblicità le tonalità scure sono spesso ulilizzate per ispirare la massima fiducia. Blu è il colore della regalità, della sobrietà. Fresco, soprattutto se chiaro, incombente se scuro, i toni del blu danno un senso di incoraggiamento e di maggior profondità, ma se applicato a superfici troppo ampie è freddo e lugubre.
Il viola riunisce due colori fisicamente e psicologicamente opposti l'un l'altro. Il viola è considerato fortemente spirituale,
in quanto colore clericale, solenne, ma il suo lato negativo ne suggerisce il senso di lutto. Raramente viene impiegato per spazi interni, fatta eccezione come colore di contorno o per creare atmosfere particolari. Dal punto di vista psicologico può comunicare una sensazione di sconcerto e sottomissione.

*Teresa Caiazzo (1959) laureata a Napoli in Progettazione architettonica nell’87 con Nicola Pagliara e specializzata nel’93 in Disegno industriale, ha sempre operato nell’ambito della progettazione, occupandosi di ristrutturazioni del patrimonio edilizio esistente, di arredamenti di interni, di allestimenti museali, di allestimenti bancari e di esposizioni varie. Ha collaborato con Ezio De Felice e Michele Capobianco. Vive e lavora a Napoli.