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arredi arborei assurgono a un’eloquenza straordinaria, in cui forme,
aromi, colori si sommano per dar vita a espressioni sorprendenti e affascinanti.
La sensibilità per le piante si esprime con creatività.
Nel giardino reale della Graja, fattoria non lontana da
Guadalajara, in Spagna, c’è un labirinto le cui pareti sono
costituite da siepi: così fitte che effettivamente, a perdervisi,
c’è di che darsi d’attorno per uscirne. È uno
dei tantissimi
esempi di arte topiaria. Come in molte altre discipline, l’etimologia
aiuta alla comprensione del fenomeno: il vocabolo viene dal latino “topiarius”
(giardiniere) a sua volta derivato dal greco “topos” (luogo):
quindi il topiariius è il “creatore di luoghi”, ovvero
l’architetto del paesaggio.
Vi sono piante che possono essere conformate in modo definito, tramite
opportuni interventi: il mirto, il lauro, il bosso, la tuia. Gli antichi
Romani appresero dai Greci quest’arte e diedero vita a giardini
organizzati secondo forme geometriche, con alternanze di colori.
A sinistra dall’alto: imponente fuga di pareti a
cuspidi e archi acuti che lasciano intravvedere fontane fiorite e cespugli
policromi; la siepe diventa un arredo maestoso. Nel nome della semplicità:
due bossi a “lecca lecca” rallegrano il portone, i vasi permettono
di cambiare l’arredo floreale con rapidità.
A destra: doppio filare di cipressi per costeggiare il vialetto (una soluzione
tipicamente mediterranea, frequente in Toscana) acquista importanza grazie
alla siepe a “greca”.
Ditelo con le foglie
Stupire, divertire, incantare: dall’arredo
floreale di un banchetto a una chioma d’albero geometrizzata,
l’arte topiaria richiede passione ma anche studio. “Ultimate
Topiaries” di Elizabeth Buckley (ColinGower Enterprises
Ltd), racconta - con l'efficienza e la capacità di sintesi
caratteristica degli studiosi statunitensi - sia la storia, sia
le potenzialità attuali di questa quintessenza del giardinaggio.
Per arrivare a suggerire soluzioni pratiche per l’arredo
nelle condizioni più diverse: sia nei giardini, sia in
interni.
Insomma, un manuale completo sullo “stato dell’arte”.
Idee semplici ed efficaci che aiuteranno a liberare la fantasia
di chi desidera applicarsi a questa disciplina antica e sempre
giovane.
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A sinistra, la spirale si arrampica accanto alla casupole
del giardiniere, associandosi nell’ascesa ai rampicanti. Sotto:
in altro contesto, la spirale diventa più ardita ed espressiva,
forse allusiva. A destra, il giardino di Levens Hall, presso Kendal in
Gran Bretagna, ricco di geometriche presenze.
Con scultorea sagacia i giardini dell’epoca divennero
opere d’arte. L'arte plastica, applicata alle piante, si stabilì
come tradizione colta che, ripresa nel Rinascimento, si estese a Francia,
Inghilterra, Olanda.
Oggi si conservano ancora testimonianze preziose di questa lunga storia:
da Versailles al giardino Tudor di Southampton alle ville romane. Né
mancano esempi contemporanei: perché quella topiaria è un’arte
viva. La raffinatezza del giardino, portata alla sua manifestazione più
avanzata, in cui natura e architettura, paesaggio e artificio si fondono
nel segno di un’eleganza senza tempo.
(L. Servadio)
Strumenti ed effetti
Cesoie, pazienza, mano ferma e un buon occhio: sono gli
strumenti fondamentali per l’arte topiaria - un’arte “povera”
si potrebbe dire - il resto lo mette la natura. Nell’antichità
le cesoie erano un poco diverse, si usavano coltelli e falcetti.
Oggi, un po’ come un parrucchiere che non riesce ad abbandonare
l’uso delle sue amate forbici, l’artista topiario opererà
prevalentemente di cesoie. Taglierà piccoli ciuffi, un poco per
volta, senza mai azzardarsi a rischiare di sottrarre
troppo fogliame, bensì avvicinandosi poco a poco alla figura ricercata,
per sottrazioni minime.
Una volta ottenuta la forma voluta, interverrà periodicamente (la
frequenza è imposta dalla stagione e dal grado di discrepanza che
si è disposti a tollerare a seguito della crescita continua della
pianta).
Per ottenere forme particolari (animali, lettere, volti... ) negli Stati
Uniti hanno cominciato (poi la tendenza si è diffusa ovunque) a
utilizzare strutture metalliche (in fil di ferro) con cui si imbastisce
la forma voluta: le intelaiature sono poi riempite da tappeti muschiati,
erbe di foglia lunga, o altre piante particolarmente adatte come il caprifoglio,
il tasso, il bosso. (L.S.)
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