FARE

Case di campagna


Un progetto di architettura minimalista a Hwadoe-up, zona boscosa del Sud Corea, risultato del rapporto tra una intelligente coppia di committenti e le intuizioni ambientali dell’architetto Seung.

Progetto di Hchioh Sang Seung, IROJE architects & planners –
Fotografie di Osamu Murai

Hchioh Sang Seung, nato nel 1950, si laurea in Architettura all’Università nazionale di Seoul, Sud Corea, dove attualmente insegna. Nel 1989 fonda la società IROJE architects & planners.
Viene insignito di numerosi premi per le sue architetture, basate sulla teoria della "bellezza della povertà". Il Museo Nazionale Coreano d’Arte Contemporanea lo proclama Artista dell’Anno 2002, la prima volta in cui il premio veniva dato a un architetto.
Nel 1997 una coppia di coniugi di mezza età gli commissiona la propria casa di campagna che avrebbe dovuto avere un uso quotidiano. Il marito conduceva un’azienda privata mentre la moglie era pittrice. Durante la prima visita al sito l’architetto Seung riconobbe subito in loro una profonda comprensione estetica unita ad un’acuta conoscenza della tradizione coreana e ad una grande sapienza botanica. Il luogo del progetto, situato in mezzo ai boschi, presentava
montagne circostanti piuttosto basse che creavano tuttavia uno scenario dinamico, arricchendo il sito di dimensioni modeste. A nord c’era una collinetta e a sud-est una grande vista sul fiume Bukhan e sui paesi adiacenti che, visti in controluce, ricordavano un quadro di Bruegel. Ottenendo informazioni e passeggiando attraverso il posto, Seung si trova già ad immaginare la pianta della casa. Un’abitazione distesa orizzontalmente sulla superficie era l’idea che
colpì l’architetto in questa fase prematura.

Lo stesso giorno propose di chiamare la casa “Subaekdang” che letteralmente significa una "casa che conserva
il candore", la purezza, una residenza che protegge il vuoto. Era la sede di un uomo istruito con uno spirito fermo il
cui pseudonimo era Hyuncho, che vuol dire "un uomo anziano nella campagna". La costruzione di un muro di contenimento per rendere piano il terreno necessitava di una recinzione lineare di 30 metri. Per abbracciare questa lunghezza come parte organica dell’architettura, venne creata una parete perpendicolare ad essa, a metà lunghezza, seguendo le condizioni del terreno. Così la dimensione di 30m x 15m per la struttura della casa era stabilita. La proprietà del cliente era molto più grande, ma i confini di una proprietà in campagna non sono mai così determinanti
per il progetto architettonico quanto le condizioni naturali del territorio.

Per Seung sarebbe molto più adatto denominare il lavoro dell’architetto "progettazione ambientale". L’oggetto della progettazione era l’ambiente vitale della coppia. La casa si compone di dodici stanze: cinque stanze interne coperte e sette stanze esterne che si aprono al cielo. Sia internamente sia esternamente, ogni stanza è indipendente, come un mondo a sé. Le stanze aperte sono essenzialmente prive di un’apparente funzione. Se accumulano acqua, o sono coperte di maru (pavimento di legno), terra e ciottoli, sostanzialmente questi spazi sono vuoti. D’altro canto le stanze interne non dovrebbero essere comprese solamente tramite il loro uso. La casa è fatta di materiali bianchi perché il colore avrebbe necessitato di più tempo per lasciare il proprio segno e per una diretta interpretazione del nome, Subaekdang significa in effetti "la casa bianca". Non c’era inoltre altro modo apparente per "mettere in rilievo
il vuoto". La casa dovrebbe essere letta come un modo di vivere piuttosto che come un’architettura vera e propria, la sua costruzione comincia soltanto con la posa dell’ultima pietra. Un anno dopo il completamento di Subaekdang ci fu la necessità di costruire un piccolo edificio secondario annesso alla casa che doveva servire alla moglie per dipingere. La zona situata sul lato orientale di Subaekdang ha un notevole dislivello e quattro alberi di Paulownia prosperavano nel centro. Hyuncho in modo riluttante diede il permesso per il taglio di un solo albero, che Seung promette di evitare.

La nuova aggiunta venne chiamata Dongheon , “casa di paulownia” e la pianta dell’edificio fu disegnata in modo da evitare gli alberi. L’unica vista disponibile da Dongheon era la parte centrale della collina di fronte e alcune porzioni
delle montagne: se il Subaekdang era uno spazio quotidiano, questa aggiunta risultava uno spazio insolito. L’apertura dell’entrata è stata calcolata per intensificare questo concetto. Di conseguenza, se uno guarda fuori dall’edificio, è come se stesse fissando un’eclissi totale. Venne presa la decisione di non estendere le pareti bianche a
Dongheon, poiché la scala di Subaekdang ne sarebbe risultata appesantita, inoltre i tempi di costruzione erano stretti, così fu utilizzata una struttura d’acciaio con un rivestimento esterno in pannelli in acciaio Corten, prediletto in quel periodo da Seung. In un tardo pomeriggio da Subaek Dang si può immaginare di vedere l’esterno di Dongheon bruciare per il tramonto del sole. Una visione mistica.

G. Cornelio

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