| La
rivisitazione di uno spazio industriale
Un edificio industriale della vecchia Milano,
ristrutturato dagli Architetti Parisotto e Formenton, diventa la sede
dello Studio di architettura e di uno Show room
Foto Francesca Morgana
Art Direction Daniela Cerri
L’intervento progettuale di cui ci occupiamo si sviluppa
su un unico piano in cui interagiscono tre tipi di attività diverse:
lo studio d’architettura degli architetti Parisotto e Formenton,
lo Showroom ”Spazio 2“, e un’altra unità che
amplierà quegli spazi. Sono loft ricavati all’interno di
un edificio industriale preesistente con un corpo di fabbrica che si sviluppa
lungo il fronte stradale dando, quindi, origine ad una pianta che predilige
un assetto longitudinale e poco sviluppato in profondità.
Questo crea un vincolo distributivo in fase progettuale da non sottovalutare.
Aquesto proposito l’attenzione cade subito sulle scelte progettuali
usate per la realizzazione dello studio d’architettura, caratterizzate
dalla luminosità e dalla leggerezza dei materiali impiegati. Come
entriamo ci rendiamo subito conto che la suddivisione degli spazi funzionali
è stata ottenuta mediante il posizionamento di quinte in cristallo
che, originando sapienti giochi di trasparenze prospettiche, riescono
a renderli allo stesso tempo interagibili e permeabili tra loro.
Il virtuosismo progettuale sta nell’alternanza di assonanze e dissonanze
sviluppate tenendo conto contemporaneamente sia degli effetti cromatici
che strutturali e non trascurando mai gli abbinamenti temporali. In questo
modo vediamo come la parete realizzata in vetro fumè riesce a scandire
e dividere gli spazi verticalizzandoli, esaltando l’arco a livello
sia strutturale che di preesistenza storica in un gioco di chiari scuri
che si unisce a quello delle
assonanze e dissonanze, nate dalla contrapposizione dei materiali: la
leggerezza del vetro e la solidità della muratura. Scrupolosa ed
adeguata alla stessa filosofia risulta essere la scelta del parquet in
abbinamento con gli infissi in legno preesistente, in contrapposizione
alle pareti verticali in cristallo a volte ottenute mediante l’impiego
di elementi d’arredo come ad esempio la libreria.
Le tipiche finestre da edificio industriale del primo ‘900 consentono
una luminosità diffusa, accentuata dal bianco
delle pareti. La disposizione di panche e sedute accompagna lo sviluppo
longitudinale del volume.
Da tutto ciò traspare l’esperienza professionale diversificata
degli architetti Parisotto e Formenton che ricopre anche la progettazione
nell’ambito dell’allestimento museale. Questi tipi d’intervento
che, per esigenze funzionali sono normalmente caratterizzati sia dalla
versatilità distributiva che dalla permeabilità degli spazi
espositivi, possono
essere concettualmente riproposti nell’ideazione di spazi espositivi
adibiti ad altri usi, come ad esempio gli show-room.
Il progetto, pensato per “Spazio 2”, è stato realizzato
prendendo spunto da questa metodologia d’intervento. Seguendo l’invito
dell’ingresso nel quale i manichini, i cubi, e la grande scultura
raffigurante un grosso piede sono disposti quasi a voler ricordare un
quadro d’ispirazione metafisica, si entra nella zona espositiva
vera e propria.
Questo grande spazio a livello costruttivo è caratterizzato da
un forte parallelismo con l’asse viario che vuole esaltarne la prospettiva
in senso longitudinale.
Il susseguirsi delle ampie finestre rivolte su strada, gli elementi d’arredo
posizionati a seguirne la scansione, la fila di pilastri disposti parallelamente
alle finestre, il posizionamento
dei faretti ad incasso, la grande struttura del lampadario a parallelepipedo
che in forma moderna vuole riproporre le illuminazioni esistenti nelle
fabbriche, sono tutti elementi studiati ad arte al fine di evidenziarne
maggiormente le
linee di fuga, mentre per le suddivisioni orizzontali dello spazio vengono
utilizzate strutture leggere in vetro, permeabili alla luce e non invasive,
a voler rispettare questo immenso senso di luminosità
Lo spazio è sapientemente scandito da quinte in cristallo utilizzando
ora l’elemento d’arredo come la libreria, ora pareti in vetro
fumè che, in un’alternanza di chiaro-scuro, anticomoderno,
assonanze e dissonanze, mettono in
risalto l’arco preesistente.
In questo modo la parete realizzata in vetro fumè allo stesso tempo
scandisce e divide gli spazi.
Il corpo di fabbrica dell’edificio preesistente si articola lungo
il fronte stradale, dando origine ad una suddivisione degli spazi interni
che predilige un assetto poco sviluppato in profondità.
La pianta oblunga dell’edificio consente di allineare i nuovi ambienti
di lavoro dello Studio di Architettura e gli spazi
espositivi dello show-room di abiti di moda. I divisori in cristallo entro
lo Studio di Architettura permettono di apprezzare le dimensioni dell’ambiente
e di scandirlo ritmicamente.
Nel riquadro di sinistra: la pianta del livello superiore. A lato e in
alto: prospettive interne dello Studio di Architettura.
La libertà di movimento che consentono i grandi spazi è
una delle principali qualità del loft. Lo studio di architettura
si articola in ambienti scanditi da librerie e pareti di vetro fumé.
Arch. Aldo Parisotto e Massimo Formenton
Aldo Parisotto nasce nel 1962 a Padova, nel 1988 si laurea a Venezia.
Massimo Formenton nasce nel 1964 a Padova, nel 1988 si laurea a Venezia.
Nel 1990 nasce da entrambi l’idea di fondare uno studio di architettura,
in cui far confluire non solo le singole esperienze professionali, ma
soprattutto la necessità di una ricerca spaziale.
Il desiderio di osare ed una curiosità fresca e sincera sono gli
ingredienti di un percorso progettuale, che da un lato svela una filosofia
della percezione, dall’altro afferma una consapevolezza di scelte.
La riflessione attraverso il progettare si alimenta della tensione tra
una dimensione sensoriale del progetto, fondata su giochi di assonanze
e dissonanze, ed una esigente scelta di essenzialità spaziale.
Proprio la ricerca di una gestualità misurata, che accetta contaminazioni
con il mondo dell’arte, permette di concentrarsi sull’esperienza
sensuale degli spazi: chiaro scuro, liscio ruvido, caldo freddo, opaco
lucido… Accanto all’architettura dunque la luce, che diventa
essa stessa materia di ricerca e progettazione, concretizzandosi anche
in
collaborazioni professionali con aziende affermate nel settore quali la
Viabizzuno.
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