| Un
spazio dedicato al mondo della seta
Da spazio di produzione industriale a luogo dinamico
in stretta relazione con la città
Progetto Arch. Giancarlo Conti
Testo Arch. Paolo Albano
Uno spazio dedicato da sempre alla lavorazione della seta
non poteva che riconvertirsi in un luogo di innovazione del
modo di vendere la seta, un “Silk Concept Store”, ovvero uno
spazio dedicato al mondo della seta a 360 gradi.
Nasce a Como “La tessitura”. Non è un normale negozio:
è un modo di intendere l’approccio con il consumatore
che parte dall’analisi delle sue esigenze primarie.
Ecco che nascono una serie di risposte adeguate all’epoca in cui
viviamo.
Il modo di vendere sta subendo grosse trasformazioni; i tanto massificati
outlet stanno cedendo il passo a nuovi sistemi di vendita.
Il consumatore vuole sempre di più essere coccolato, si deve sentire
a suo agio, deve trovare altri stimoli oltre al prodotto da acquistare.
Ecco che in un mondo dove quasi tutti possiedono quasi tutto, bisogna
dare qualcosa in più al cliente.
La comunicazione: visiva, cartacea, sonora, olfattiva, tattile, coinvolge
il visitatore, essendo l’elemento chiave dell’intervento,
differenziandolo rispetto ad uno spazio vendita tradizionale.
Tutto questo può aiutare a capire l’approccio progettuale,
che parte da punti molto differenti dai canoni tradizionali della distribuzione,
sia a piccola che a grande scala.
La vetrina non è più l’elemento di comunicazione con
l’esterno, tale intervento per scelta ne è privo, ma è
tutto lo spazio a dialogare con la città, una sorta di immenso
palcoscenico dove si alternano situazioni, eventi, incontri, legati alla
dinamicità degli spazi interni, in stretta relazione con la città.
Esiste la possibilità da parte del consumatore di crearsi un vestito,
una camicia, un foulard, una cravatta, etc. personalizzato attraverso
l’aiuto di monitor e di librerie virtuali.
Si va incontro alle esigenze del consumatore, considerando che lo spazio
si rivolge ad un pubblico internazionale, con tendenze, usi e costumi
differenti per ogni continente.
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La riconversione parte da un edificio
del 1887 a vocazione industriale, quindi il primo intervento è
stato quello di ripulirlo da tutte le superfetazioni che lo hanno
aggredito durante il secolo scorso, conservando solamente la struttura
originale lignea e il sistema dei pilastri in ghisa.
La distribuzione interna ha creato tutte quelle dotazioni di servizi
necessarie alla riqualificazione dello spazio.
Infine si sono introdotti forti elementi di architettura che esaltano
la contemporaneità dell’intervento modulando con la loro
collocazione il volume interno, dando percezioni differenti man mano
che lo si attraversa. |
L’acqua, le passerelle, il volume sospeso, l’aria
e la luce, ricostruiscono l’identità di questo edificio industriale,
trasformandolo in fabbrica di idee per la manipolazione della seta. La
continua ricerca volta al sistema della
vendita e alla produzione della seta è stata perseguita anche nello
studio degli arredi e apparati espositivi.
Materiali innovativi, tecnologici e adeguati alla merce in vendita; come
il Bencore, il Core con la VTR, il Plex con la seta, sono alternati a
materiali classici ma neutri, come il vetro, il ferro, il legno e il cls.
Anche lo studio degli oggetti ha portato alla massima modularità
e flessibilità degli espositori, affinché lo spazio possa
continuamente essere modificato e quindi reinventarsi di volta in volta,
rispettando il concept originale.
Non c’è alcun dubbio nel constatare, visitando “La
tessitura”, che nessuno spazio è stato lasciato al caso e
si avverte un’armonia nelle proporzioni e una capacità di
sintesi delle funzioni interne che si sposano in modo dinamico, esaltando
il concetto di loft&brand. L’intera struttura dialoga con la
sua città. Nel suo interno oltre allo spazio vendita diviso per
settori merceologici, troviamo un’area lounge dedicata al relax
e spazi destinati a varie funzioni come la
ristorazione, la lettura, le mostre, la comunicazione, in collaborazione
con la Facoltà di Design del Politecnico di Milano.
La ricerca di materiali poveri abbinati a materiali supertecnologici,
l’utilizzo della comunicazione integrale, e il realizzo in sintesi
di uno spazio aperto ma raccolto, hanno caratterizzato questo intervento
dinamico ma accogliente.
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