ARCHITETTURA

Un casale dai tanti materiali di costruzione aggiornato con sensibilità

Costruito agli inizi del ‘900, già ampliato negli anni settanta, sorge su una collina che domina un tratto del Tevere nella zona di Todi. L’intervento vi aggiunge nuova confortevolezza.

La cascina: la pietra, il legno, il mattone. Ci sono tutti i materiali naturali, figli della stessa zona dove sta il casale. Ma anche la collina, gli ulivi e le altre piante del bosco, così come il prato e il cielo, diventano gli elementi di cui si compone questa architettura – come tante altre architetture maturate attorno a un elemento insondabile ed etereo, ma fondante e solido al punto da essere totalmente infrangibile e non scalfibile: il tempo.
Nulla lo può cambiare, nulla lo può piegare. Ma il tempo è esso stesso componente che attivamente partecipa all’edificazione – o alla trasformazione – delle cose. E nelle case come questa lascia una traccia indelebile: la bellezza e il pregio sorgono non dalla novità, ma dalla stratificazione di memoria, dalla ruvidità callosa di superfici su cui hanno abitato licheni e muffe, su cui hanno battuto mille soli e mille piogge. Lo confermano le chiazze scure che albergano qua e là. Fosse un’architettura nuova si potrebbe parlare di “design”; fosse un’architettura storica si potrebbe parlare di “stile”; ma è una non-architettura: case come questa sono sorte dal congiungersi della necessità e delle intemperie, del lavoro e dell’ingegno. Nessuno le ha firmate. Sono figlie del tempo. Per questo è bello riabitarle oggi e ritrovare quanto la pietra sia coibente e amica dell’ambiente; quanto il legno sia valido sul piano estetico; quanto le aperture definite a volta in cotto siano più accoglienti delle travi dritte in cemento.Verso l’interno del vasto podere si è posta una piscina, come una terrazza belvedere verso il panorama. Questa aggiunge una nota di modernità all’edificio storico. Il bordo vasca in pietra, così come il muretto di contenimento che lo definisce verso monte, evidenzia come il sito sia scavato nel declivio. Gli arredi sono quelli classici in midollino, mentre l’ombrellone è zavorrabile, per rispondere al clima ventoso del sito. A fianco della piscina (vedi le immagini qui sopra e nella pagina di sinistra in basso) è installata una vasca idromassaggio, incassata in una serie di pedane a gradoni, su cui si dispongono materassini realizzati con materiali per la nautica. In questo modo si asseconda il naturale declivio del colle, ottenendo uno spettacolare effetto panoramico.Un portico, dove casa e panorama si integrano nei colori del giorno riflessi su pietre, legni e cotto: diversi materiali che si sommano come stratificazione di memoria, cui si accostano il cristallo e gli eleganti arredi dell’intervento attuale.Il salone. Il soffitto è molto alto, in legno e pianelle che, assieme al cotto del pavimento, formano piani di colore scuro tendente a incombere. Per questo le pareti, spiega Irene Giglio, sono state “trattate a stucco romano con velature di oro e argento che si ‘illuminano’ fino al tramonto”. Il vecchio camino in mattoni è stato inserito in una sorta di controparete, con al centro il focolare in pianelle, con ai lati un contenitore per la tv e una libreria con scomparto per la legna. Sul tappeto color panna spiccano poltrone e pouf in cuoio arancio. La cucina ha pareti in tinta neutra, con ceramiche decorate e sono percorse da “sfilatini” in cotto. Gli elementi di arredo sono quanto di più aggiornato, di color rosso amaranto laccato, con lampade sospese in vetro satinato dalla sfera rossa.Quanto le trame di legno a vista che sostengono i tetti sono godibili nella loro estetica che non ricerca originalità né eleganza, ma solo efficienza: e in questa trova una sublime musicalità che rende gli ambienti vivi e rispondenti ai bisogni dell’animo.
In una casa come questa ci si rende conto di quanto sia transeunte il glamour, e quanto sia invece costante e fondato l’essere naturale delle cose.
I pavimenti in cotto sono quanto di più semplice: ma d’una semplicità non banale. Banale è la ripetitività della macchina che sforna oggetti usa-e-getta. Le pianelle in cotto danno superfici scabre: ma questo non ne rende difficile la pulizia, né ne aumenta la deperibilità. Sono la dimostrazione di come l’unirsi del lavoro e della natura generi oggetti che non hanno bisogno di essere firmati o propagandati. Vivono nel tempo e durano. Andavano bene ieri e ancora andranno bene domani. All’architetto oggi non resta che ascoltare, e accogliere questo legato, e riproporlo con con qualche aggiornamento.

Nel casolare non vi sono disimpegni: gli ambienti sono contigui. Così, il piccolo soggiorno al piano terra funge anche da luogo di passaggio e di collegamento: oltre l’apertura si intravede la sala da pranzo con i tendaggi in seta e una delle lampade a campana di vetro. Nell’arredo spiccano le poltroncine in tessuto color panna e legno Pau Ferro (lo stesso usato per i bastoni da passeggio) e un mobile bar in legno laccato. La grande tenda percorsa da varie tonalità del rosso enfatizza la scala di legno impreziosita da luci segnapasso ovoidali. Tutti gli arredi sono stati scelti per interpetrare lo stile della proprietà: una giovane coppia con la passione per la natura.Nell’ambito della ristrutturazione e arredo del casale, si è realizzato il rifacimento di un vecchio camino di mattoni, nel soggiorno con soffitto e pavimento scuri. Si è scelta una soluzione in sintonia con la nuova luce delle pareti e dell’arredo contemporaneo: il vecchio camino è stato inglobato in una controparete in legno, trattata a stucco romano con velature oro e argento. Il mobile è composto da una struttura fissa e pannelli apribili. Al centro sta la bocca del camino con mattoni che, sbordando, fanno da cornice. La cappa è stata sagomata come un faretto segnapasso, inserendo una lampada fluorescente a luce calda nell’incasso. Ai lati, sulla sinistra è stato disposto un contenitore dotato di sportello incernierato, con ripiani per libreria, impianto stereo e uno scomparto per la legna in basso; a destra un contenitore per tv con anta apribile.Al piano superiore si trova un soggiorno dal carattere più raccolto, “privato”, perché attiguo a due camere da letto.
È caratterizzato dal soffitto in legno a spioventi e da un arco in mattoni enfatizzato da speciali lampade a doppia emissione (v. foto in alto). Gli arredi sono costituiti da poltrone in tessuto fiorato con pouf e un ampio divano rosso con tanti cuscini.
Sulla parete accanto alla finestra è stato ricavato un incasso per il televisore, così che questo appaia come un quadro, corredato da mensola portaoggetti in vetro laccato rosso. Sul lato opposto (v. foto a destra) si trova un piccolo studio, tutto in wengè con libreria e scrivania dotata di base estraibile.
Qui si nota lo sbarco della scala il cui vano è protetto da un parapetto in vetro blindovis e montanti in ferro battuto, elaborati a motivi vegetali (vedi il particolare qui sopra).La stanza da letto padronale, dall’alto soffitto in legno: per attenuarne la verticalità le pareti sono state decorate a stencil art con motivi floreali. I mobili sono di tipo “barocco moderno” in laccato panna.
Una particolare lampada in vetro e pietra lavica a sagoma retinata diffonde una luce suggestiva puntiforme.
I colori neutri dei mobili sono accesi dai tendaggi a motivi floreali.
Il bagno interno alla stanza (v. a sinistra) è verde, come il copriletto, con una consolle-lavabo dalle zampe ricurve, come si usava un tempo. In tutta la casa le pareti sono state trattate a mamorino colorato con terre naturali, differenziate per tipologie di finitura: con polvere di mica la cui brillantezza dà un effetto simile alla pietra, o con cocciopesto che porta porosità e asperità, oppure con velature oro o argento, amiche della luce.L’architetto Irene Giglio vive e lavora a Roma, dove si è laureata con lode nel 1985. Dal 1986 svolge, contitolare in uno studio, attività di progettazione e ricerca per il Min. delle PP.TT. e società private.
Nel 2000 fonda con l’arch. Manlio Conti, la struttura professionale “Conti-Giglio, architetti associati”, occupandosi di edilizia residenziale, commerciale, alberghiera e di infrastrutture viarie. Annovera tra i suoi clienti: Regione Lazio, Mining Italiana S.p.a. (ENI), UniCredit S.p.a., Ente naz.le strade, Ente fondiario Irpinia, A.N.A.S.. Qualità progettuale e cura dei dettagli come rotta professionale, per fondere tecnologia avanzata ed eleganza della semplicità formale.

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