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Invitiamo i nostri lettori a mandare
via e-mail i loro pensieri o le loro
immagini a proposito di felicità;
saranno pubblicate sul prossimo numero di Casa felice.
Lettere al direttore: inviare le vostre
e-mail a: gjllag@dibaio.com
Se fosse un libro..."Il nome della rosa" di Umberto
Eco
Se fosse una canzone..."La vie en rose" di Edith Piaf
Un film..."La mia vita in rosa" di Alain Berliner
Un fumetto? Ovviamente "La Pantera Rosa"
Un complesso? I "Guns 'n roses"
Già nell'antichità la coltivazione della
rosa era diffusissima, sia come pianta ornamentale che per le proprietà
officinali ed aromatiche con l'estrazione degli oli essenziali.
Sono state le specie spontanee che hanno fornito nel passato le prime
varietà coltivate; come la R. canina, arbusto con fiori semplici
di colore rosa-pallido e steli ricoperti di spine uncinate; e la R. gallica,
di piccole dimensioni, con rami poco spinosi, con fiori semplici color
rosa-intenso, che diedero origine a forme dal fiore doppio, non rifiorenti,
oggi non più coltivate.
Alla fine del 1700, fu introdotta in Europa la R. semperflorens
nota come Rosa del Bengala, dai fiori piccoli e riuniti in mazzetti, rifiorente,
con varietà a fiore semplice o semi-doppio di vari colori.
All'inizio del 1800 fu introdotta in Europa la R. indica var. fragrans,
nota col nome di Rosa Tea, originaria della Cina e nota anche come R.
chinensis dai fiori doppi e rifiorenti.
Dagli incroci tra R. gallica e R. indica var. fragrans si ottennero nel
1840 gli ibridi rifiorenti, che sostituirono rapidamente le varietà
fino ad allora coltivate, con fiori grandi, pieni, rami lunghi e forti,
con grosse spine, rustiche,
alcune varietà di questo gruppo vengono ancora oggi coltivate,
mentre le varietà meno rustiche, poco resistenti al freddo, con
chioma troppo fitta e steli deboli, non in grado di sopportare il peso
dei fiori, della R. indica fragrans, furono presto abbandonate.
Le varietà di R. indica, incrociate con gli 'ibridi rifiorenti',
diedero vita a nuove varietà inserite nel gruppo degli Ibridi di
Tea, piante molto fiorifere rispetto agli 'ibridi rifiorenti', e più
rustiche della 'rosa tea', con un portamento intermedio tra le specie
d'origine; ancora oggi vengono coltivate alcune varietà di questo
gruppo, dai fiori molto colorati con o
senza profumo. Sempre nei primi anni dell'Ottocento, da un incrocio occasionale
tra R. indica e R. gallica ebbe origine la R. borbonica, oggi praticamente
scomparsa; pianta vigorosa, rustica, con rami poco spinosi, fiori grandi
a forma appiattita, con petali più corti al centro.
Un bocciòlo di rosa
Nel 1900; un floricoltore di Lione (tale Pernet Ducher) ottenne, incrociando
gli 'ibridi rifiorenti' con la R. lutea, specie spontanea del mediooriente,
arbusto dai fiori semplici di colore giallo, che sbocciano a giugno, coltivato
da secoli nel Mediterraneo, un ibrido che riuniva le caratteristiche delle
specie originarie, con rami rifiorenti, lunghi e vigorosi, molto spinosi,
foglie lucenti e dentate, fiori non molto grandi, doppi, di colore variabile
tra il giallo e l'arancio; incrociando questi ibridi di R. lutea con gli
'ibridi tea', si ottenne un gruppo di rose denominate Ibridi di Lutea
o R. pernetiana, ancora oggi coltivati. Non è certa invece l'origine
delle Rose Polyantha, cespugliose e di modesto sviluppo, con fioritura
durante tutto il periodo vegetativo, probabilmente frutto di un incrocio
occasionale tra la R. multiflora, una specie sarmentosa non rifiorente,
originaria di Cina e Giappone, e gli 'ibridi tea'. Le rose polyantha hanno
goduto di una notevole diffusione nei giardini per aiuole e bordi, grazie
all'abbondante e continua fioritura.
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Photo: David Austin
& Roses |
La rosa var. Meillandina viene allevata in vaso di terracotta.
Le varietà di 'rose sarmentose' derivate dalla R. multiflora hanno
mantenuto il carattere non rifiorente della specie originaria, sono piante
forti, decorative, con abbondante fioritura, fiori piccoli, doppi, riuniti
in mazzetti che ricoprono totalmente i rami, particolarmente sensibili
all'oidio.
Molto simili sono gli ibridi originati dalla R. wichuraiana, originaria
dell'Estremo Oriente, che si distinguono per il fogliame più liscio
e brillante. Dall'incrocio di questi ibridi con varietà a fiori
grandi, si sono ottenuti 'ibridi sarmentosi' a fiori grandi, talvolta
profumati, rifiorenti o meno, poco rustici, che derivano dalle specie
che hanno dato origine alle rose cespugliose a fiori grandi, cioè
la R. indica fragrans, la R. lutea, la R. semperflorens, la R. gallica
ecc; da alcune varietà di 'rose cespugliose' sono state selezionate
'rose sarmentose' con fiore simile all'originale, che vengono chiamate
Rose Climbing.
Sempre tra le 'rose sarmentose' citiamo quelle ottenute da Filippe Noisette
all'inizio del 1800 incrociando la
R. muschata e la R. indica fragrans chiamate Rose Noisette; sono piante
vigorose, rifiorenti, sufficientemente rustiche, con fiori profumati di
medie dimensioni, spesso riuniti in vistosi mazzi. Da ultimo citiamo due
specie originarie di Cina e
Giappone: la R. banksiae, sarmentosa, adatta alle zone con clima temperato,
in quanto resiste poco al gelo, ha lunghi rami ricurvi, ricoperti in primavera
da piccoli fiori profumati riuniti in mazzetti; e la R. rugosa, caratterizzata
da fusti con moltissime spine lunghe e sottili, piante vigorose, a foglie
composte da molte foglioline di colore verde brillante
superiormente, grigiastre sulla pagina inferiore, i fiori semplici, semidoppi
e doppi, a seconda della varietà, molto profumati.
Le numerosissime cultivar oggi in commercio sono state ottenute da complesse
e spesso segrete operazioni di poli-ibridazione che ne rendono difficile
la classificazione anche dal punto di vista florovivaistico.
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