|
Il rosmarino (Rosmarinus officinalis, L. 1753) è
un arbusto delle Lamiaceae. È l'unica specie del genere Rosmarinus,
se si prescinde da alcune sottospecie a volte elevate al rango di specie
(p.es. Rosmarinus eriocalix, per molti una semplice sottospecie di Rosmarinus
officinalis) e da Rosmarinus chilensis, che diversi autori attribuiscono
al genere Sphacele o anche al genere Alquelaquen.
Originario dell'Europa, Asia e Africa, è ora spontaneo nell'area
mediterranea, nelle zone litoranee, garighe, macchia mediterranea, dirupi
sassosi e assolati dell'entroterra, dal livello del mare fino alla zona
collinare, ma si è acclimatato
anche nella zona dei laghi prealpini e nella pianura padana, nei luoghi
sassosi e collinari. È noto in Italia anche col nome volgare di
ramerino o ramerrino; il nome del genere deriva dalle parole latine ros
(rugiada) e maris (del mare).
Pianta arbustiva che raggiunge altezze di 50-300 cm, con radici profonde,
fibrose e resistenti, ancorate; ha fusti legnosi di colore marrone chiaro,
prostrati ascendenti o eretti, molto ramificati, i giovani rami pelosi
di colore grigio-verde sono a sezione quadrangolare.
Le foglie, persistenti e coriacee, sono lunghe 2-3 cm e larghe 1-3 mm,
sessili, opposte, lineari-lanceolate addensate numerosissime sui rametti;
di colore verde cupo lucente sulla pagina superiore e biancastre su quella
inferiore per la presenza di peluria bianca; hanno i margini leggermente
revoluti; ricche di ghiandole oleifere.
NOTE
Preparazione secondo i costumi popolari:
Infuso: tonificante e corroborante per le dispepsie
gastriche e anticolitico.
20 gr per litro d'acqua calda, filtrare e bere molto caldo.
Posologia: 2-3 volte al giorno, fino a scomparsa
dei sintomi.
Tintura madre: antispasmodica e digestiva.
Si ottiene macerando per 4-5 giorni 20 gr di foglie in 100 gr di alcool
a 60°.
Quindi occorre filtrare senza aggiungere altro.
Posologia: dalle 15 alle 30 gocce dopo i pasti fino
a scomparsa dei sintomi. |
|
I fiori ermafroditi sono sessili e piccoli, riuniti in
brevi grappoli all'ascella di foglie fiorifere sovrapposte, formanti lunghi
spicastri allungati, bratteati e fogliosi, con fioritura da marzo a ottobre,
nelle posizioni più riparate ad intermittenza tutto l'anno.
Ogni fiore possiede un calice campanulato, tomentoso, con labbro superiore
tridentato e quello inferiore bifido; la corolla di colore lillaindaco,
azzurro-violacea o, più raramente, bianca o azzurro pallido, è
bilabiata con un leggero
rigonfiamento in corrispondenza della fauce; il labbro superiore è
bilobo, quello inferiore trilobo, con il lobo mediano più grande
di quelli laterali ed a forma di cucchiaio con il margine ondulato; gli
stami sono solo due con filamenti muniti di un piccolo dente alla base
ed inseriti in corrispondenza della fauce della corolla; l'ovario è
unico, supero e quadripartito.
L'impollinazione è entomofila poiché avviene tramite insetti
pronubi, tra cui l'ape domestica, attirati dal profumo e dal nettare prodotto
dai fiori.
I frutti sono tetracheni, con acheni liberi, oblunghi e lisci, di colore
brunastro.
Proprietà medicinali
I rametti e le foglie raccolti da Maggio a Luglio e fatti
seccare all'ombra hanno proprietà aromatiche, stimolanti l'appetito
e le funzioni digestive, stomachici, carminativi, utili nelle dispepsie
atoniche e gastralgie, tonici e stimolanti per il sistema nervoso.
Per uso esterno il macerato di vino applicato localmente è antireumatico;
mentre il macerato di alcool revulsivo viene
usato per frizioni anche del cuoio capelluto
L'infuso viene utilizzato per gargarismi, lavaggi e irrigazioni cicatrizzanti;
o per cataplasmi antinevralgici e antireumatici; aggiunto all'acqua da
bagno serve come corroborante e per tonificare la pelle. I fiori raccolti
da Maggio ad Agosto hanno proprietà simili alle foglie; in infuso
per uso esterno sono vulnerari, stimolanti, curativi della leucorrea e
per la lotta ai pidocchi pubici.
Farmacologicamente, si prepara un'essenza
e un'acqua contro l'alopecia o pomate per gli eczemi.
Dalle foglie, in corrente di vapore, si estrae l'olio essenziale di
rosmarino, per un 1% in peso, liquido incolore o giallognolo, contenente
pinene, canfene, cineolo, eucaliptolo, canfora e borneolo. A seconda
del chemotipo della pianta vengono ottenuti diversi olii essenziali:
uno ricco in eucaliptolo, un altro ricco di canfora ed infine uno
in cui abbondano il borneolo ed i suoi derivati. Questi tre olii essenziali
hanno differenti azioni farmacologiche in quanto il primo ha attività
balsamica, il secondo antiinfiammatoria (soprattutto per uso locale)
e l'ultimo è essenzialmente un antispastico.
Nell'uso farmacologico comune l'olio viene usato come eupeptico, eccitante,
antisettico sedativo, e i suoi preparati contro gli stati depressivi,
restituendo vigore intellettuale e fisico alle persone indebolite. |
|
|