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I
progetti di Casa felice |
1. QUESTIONI DI PIANI...
Una zona giorno articolata su diversi piani, piani di pavimento, piani
di soffitto, dove la caratterizzazione dei vari spazi è percepibile
dal primo istante grazie ad una serie di dislivelli a pavimento e di differenze
d’altezza. Lo sguardo spazia libero, ma appaiono evidenti le diverse
destinazioni funzionali: uno spazio attrezzato a studio, rialzato di due
scalini sul soggiorno, ricavato in un angolo più intimo e privato,
il grande giro di divani sotto al soffitto a doppia altezza e a falda,
dove ritrovarsi con tutti gli amici, e un secondo soggiorno, separato
dal primo da una serie di pilastrature.
I tre spazi sono complessivamente inscrivibili in un solo grande rettangolo
m 7x8, con doppio affaccio sui due cortili del palazzo; per la forma e
per la reciprocità degli ambienti si era portati a darne un utilizzo
unitario. Le esigenze funzionali richiedevano invece l’articolazione
di diverse funzioni con un preciso schema gerarchico, nonché diversi
gradi di utilizzo. La soluzione adottata ha consentito di spostare le
esigenze della committenza con le caratteristiche
dello spazio, salvaguardando la pregevolezza dell’ambiente.
Tra i due soggiorni, allineato sull’ingresso, è definito
un percorso di attraversamento, che porta alla cucina e alla scala di
accesso al piano mansardato, caratterizzato da una passerella in ferro,
la lamiera punzonata che corre a quota h 2.5, e che si affaccia su entrambi
gli ambienti.
Lo studio è separato dal soggiorno più ampio da una libreria
bassa realizzata su disegno, che funge da parapetto nel primo ambiente
e ospita televisore e stereo sul lato opposto. Il muro di spina che attraversa
tutto l’appartamento è stato forato in più punti,
creando un ritmo di pieni e vuoti che scandisce la separazione dei due
soggiorni mettendoli allo stesso tempo in diretta comunicazione.
Nei due ambienti comodi giri di divani e spazio per i libri; il soggiorno
più privato è arredato in stile, con un grande tappeto kilim
d’antiquariato al centro, quello più ampio ha divano e poltrone
moderne di linea essenziale. Il fondo arancio del tappeto comanda le tinte
dell’ambiente; il muro centrale è stato dipinto con una velatura
della stessa tinta, e i divani nuovi sono in alcantara color albicocca.
Al pavimento recuperato del primo soggiorno, in rovere a fascia e bindella,
è stato abbinato un listone in faggio su tutti gli altri ambienti,
con diverso orientamento di posa, il tutto trattato ad olio.
1. “New york” fa parte di una collezione di trasformabili.
I cuscini dello schienale sono fissati alla struttura mentre quelli della
seduta si sollevano con un semplice movimento ma restano agganciati al
meccanismo e rendono pratico l’uso del letto evitando un inutile
ingombro. Divaletti
2. Facilmente trasportabile da un locale all’altro, “tyhs”
è un carrello porta TV in acciaio e cristallo extra chiaro. Un’idea
che risponde alle moderne esigenze di ottimizzazione degli spazi. Sica
2. EFFETTO “TROMPE L’OEIL”...
Questa abitazione unifamiliare si sviluppa su due piani,
con la zona giorno a piano terra e la zona notte al piano primo, collegate
da una scala in legno.
La zona notte si affaccia sul soggiorno tramite balconata da un lato solo;
per dilatare visivamente lo spazio a doppia altezza si propone un effetto
“trompe l’oeil” con il soffitto, ribassato con cartongesso,
dipinto a cielo stellato nella parte centrale a simulare uno “squarcio”,
con inserimento di un sistema di illuminazione puntiforme a fibre ottiche.
Nella zona inferiore l’effetto dilatazione spazio sarà raggiunto
con due aperture con vista “virtuale” sulle colline circostanti.
Il cielo in questi due “trompe l’oeil” volgerà
sempre al tramonto riprendendo l’effetto a soffitto.
In contrapposizione al “cielo serale” della
zona salotto vi è da rimarcare nella zona pranzo la decorazione
a soffitto “a cielo a diurno”;
per effetto della lampada a sospensione in vetro si verrà a creare
un effetto di riflessione combinata tra soffitto e piano del tavolo in
vetro sabbiato.
Anche il mobile in legno “a misura” inserito in nicchia riprende
nei vetri della parte alta le due tonalità d’azzurro.
Per quanto riguarda i pavimenti, accanto ad una ceramica ad effetto rustico
di tonalità chiara, si propone una zona pranzo con un parquet in
legno antico che si collega direttamente alla scala ed un inserimento
in pietra a spacco nella zona della stufa in ceramica.
I toni nel complesso sono quelli della terra (ecrù, sabbia), parquet,
scala e parti di arredo sono in legno ciliegio. Pareti e soffitto sono
intonacati a calce finiti con un tonachino colorato in pasta.
1. La tradizione millenaria del vetro muranese si traduce
nelle linee contemporanee del lampadario “Vip”, disegnato
da Carlo Nanson. Murano Due
2. La collezione “Fullerina” di Franco Poli è un progetto
costruttivo che esprime la leggerezza scegliendo il legno come materiale
d’elezione. Matteograssi
3. IN OSMOSI CON IL VERDE
Questo ambiente è costituito da due volumi principali
disposti a cavallo di un lieve dislivello del terreno: la sala da pranzo,
luminosa e leggera, in osmosi rispetto all’ambiente circostante
esterno, grazie alla presenza di ampie pareti vetrate, e il salotto con
la zona lettura, più raccolti e contenuti. Pur essendo separati
da una lieve differenza di
quota trovano il loro punto di contatto e di fusione nel camino circolare
centrale aperto su tutti i lati, che permette di usufruire del fuoco,
sia visivamente che materialmente, da ogni angolo della stanza. I due
volumi sono resi omogenei dall’uso di pochi materiali caldi, come
le pareti di mattoni a vista ed il parquet di legno chiaro.
L’effetto indotto da questi materiali è contrastato, nella
sala da pranzo, dalle ampie pareti vetrate che chiudono un intero angolo
della stanza; queste vanno, in parte, a sovrapporsi alla muratura esistente,
lasciata volutamente incompleta e non finita per creare un effetto di
precarietà e permettere all’ambiente esterno e alla luce
di fluire all’interno del soggiorno copiosamente.
Se le vetrate consentono alla natura di entrare all’interno della
casa, il parquet, al contrario, esce dal perimetro della muratura per
portare il soggiorno, e in particolare la sala da pranzo, all’interno
del giardino, rafforzando la volontà di rendere meno tangibile,
sia fisicamente che visivamente, il confine tra esterno ed interno. Salendo
verso il salotto, si può notare la presenza di un ampio divano
rettangolare, pensato come una serie di grossi cuscini ravvicinati tra
loro oppure come un divano ribassato, dal sapore orientale, che consenta
di vivere a contatto del pavimento, grazie anche alla presenza del camino,
che rimane ad altezza del piano di calpestio. Per rendere l’atmosfera
più rilassante ed invitante si è cercato di mitigare l’ortogonalità
delle pareti e della planimetria attraverso un uso sapiente di arredi
poco spigolosi e utilizzando comunque materiali e colori caldi.
1. In sintonia con lo spirito del progetto la lampada da
tavolo “Biosfera” diventa un luminoso recipiente per accogliere
il verde. Luci Alternative
2. Costituito da elementi facilmente aggregabili il divano “Chat”,
disegnato da Paolo Favaretto, si distingue per gli schienali disponibili
in tre varianti. Qui nella versione “Light”. Doimo
Importante è poi il rapporto tra illuminazione artificiale e diurna;
la giusta atmosfera si crea infatti miscelando la luce concentrata sul
pranzo con la luce puntiforme delle applique; a queste vanno aggiunte
la luce diffusa del neon coperto dal pannello, sulla parete dell’ingresso,
e la luce tenue del fuoco. Un’ulteriore fonte di luce è data
dalle ampie vetrate che permettono al bagliore notturno di penetrare all’interno
del soggiorno.
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