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I
progetti di casa felice |
progetto elena barbaglio, architetto
foto bruno barbaglio
Nella mia casa mi sembra sempre di percepire una grande
energia unita ad una piacevole sensazione di quiete, e già questo
basta per farmi sentire bene.
E’ come se ci fosse un ritmo, un ritmo di spazi luminosi che si
susseguono fluidamente aprendo e chiudendo dei semplici pannelli di vetro,
puri, senza telaio, (riduzione all’essenziale di quelle che dovrebbero
essere porte), un ritmo dato da contrasti dialettici di materiali, forme,
colori. Alle materie povere con cui è realizzato il pavimento in
cemento lisciato della zona giorno o quello in parquet industriale della
zona notte, si affiancano i mosaici più raffinati, come quello
dai toni ramati con cui è realizzato lo zoccolo o quello delle
sfumature ambrate del bagno (produzione Bisazza).
Su pareti e soffitti, cromaticamente dialogano i bianchi più abbaglianti
con la forza e il carattere dei colori primari: rosso magenta nel soggiorno,
nel pranzo e nella cucina, blu per le camere e giallo per il bagno. Nei
mobili (siano essi di produzione o da me disegnati) il gioco avviene tra
le superfici opache in legno scuro e le laccature lucide e bianchissime,
nell’alternarsi di spessori decisi ad esili elementi e nel contrapporsi
deciso di verticali ed orizzontali.
Nella zona pranzo panche lineari e di dimensioni diverse intervallano
le storiche sedute di Verner Panton. I caloriferi
sono pannelli sottili e metallici (produzione Brem), i controsoffitti
luminosi fogli in lamiera d’acciaio forata (ditta Oma-
Ricengo). Sui divani in tessuto leggermente lucido, e con piedi in acciaio,
si collocano cuscini trasparenti con interno in paglia (tutto produzione
Edra). Materiali naturali convivono con quelli più tecnologici.
Fondamentali sono poi per me gli effetti di luce, sempre progettata, sia
essa naturale o artificiale. L’illuminazione naturale, garantita
da ampie aperture, viene però filtrata e dosata attraverso piccole
veneziane in vetrocamera
(unico sistema di oscuramento dell’appartamento).
1. Nella zona pranzo panche lineari e di dimensioni diverse intervallano
le storiche sedute di Verner Panton. Gli arredi su misura sono prodotti
da I Falegnami, la grande applique luminosa “Luna piena”è
di Catellani & Smith. Sopra e nella pagina accanto le piante della
casa prima e dopo la ristrutturazione.
La luce artificiale può essere tecnica (incassi in gesso a soffitto
o a parete), decisamente decorativa, come nel tondo rivestito in foglia
d’oro di Catellani & Smith (modello “Luna Piena”)
o racchiusa in purissime forme, come nell’esilissimo tubo di luce
della ltre (mod. “Stilo”) oppure nelle lampade “Brera”
della Flos nella cucina. Da tutto questo si ricava un
equilibrio di sensazioni luminose, rilassante e per me un po’ magico.
Spesso chi entra in questa casa percepisce anche un influsso
orientale,
nei colori accesi e lucidi, nelle dorature,
nell’essenzialità di alcuni elementi.
1. In cucina la credenza ha una doppia valenza
diventando anche un tavolo per una veloce colazione.
Interessante la dispensa, un armadio a muro su disegno. Lampade Flos,
sedie Catellani & Smit.
2. Essenziale la linea della cucina Del Tongo, animata sullo sfondo dal
mosaico Bisazza nella miscela “nuvole”. Il pavimento è
in cemento lisciato trattato con resina trasparente naturale.
3. Semplicissimo anche il bagno dove è protagonista il mosaico
Bisazza nella collezione “Sfumature”.
Sanitari Ceramica Flaminia, rubinetti Gessi.
4. Morbidamente accogliente la poltrona “Agung” in midollino,
disegnata da Roderic Vos. Driade
Lo spazio è poi abitato da una serie di presenze artistiche, come
quadri di numerosi amici che ho voluto inserire (in posizioni non sempre
rispettose delle canoniche simmetrie dettate dalle cornici) in pannelli
colorati, le opere lignee dello scultore cremasco Giuf o il grande pannello
tessile (che nasconde un piccolo guardaroba) dell’artista inglese
Kate Bowers. Chi entra in questa casa spesso percepisce anche un influsso
orientale, forse nei colori accesi e lucidi, nelle dorature, nell’essenzialità
di alcuni elementi, elementi che ho sicuramente, ma inconsciamente, trasmesso
dopo una serie di viaggi in Cina.
L’intero appartamento si basa quindi su un’armonia raggiunta
per contrapposizioni, attraverso un dialogo di elementi diversi ma rispettosi
uno dell’altro, ognuno con un proprio spazio e una propria forte
identità, e tutto questo culmina
nella parete che affianca il lungo tavolo da pranzo che è per me
il punto più significativo e di maggior impatto visivo: colore,
arte, luce, materia, fanno da sfondo a quello che è l’ambiente
più utilizzato della casa, dove si trascorrono molte serate piacevoli
cenando e intrattenendosi con gli amici.
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