| Tratto da: Casa Felice n°6 |
Un cottage di legno di cedro | |||||||||
| Di Baio Editore | ||||||||||
La foresta dell’Ontario è la scenografia
naturale di un cottage dove struttura e materiali si integrano con l’ambiente.
L’abitazione, fortemente caratterizzata, include, attraverso una
grande terrazza di legno, simile al pontile di una nave, una piccola costruzione
preesistente. Le suggestive immagini di questo progetto, degli architetti
Gisue e Mojgan Hariri, sono tratte da “Case di montagna”,
una Questa abitazione nasce da una progettazione raffinata,
sostenuta dall’idea di voler salvaguardare il patrimonio paesaggistico
esistente. I due architetti, Gisue Hariri e Mojgan Hariri, hanno infatti
inserito nell’idea progettuale gli elementi naturali del paesaggio
rurale: il nuovo edificio a fianco della piccola casetta prefabbricata
è stato costruito con una forma allungata, rettangolare, per evitare
di abbatere i vecchi alberi e per mantenere lo spazio aperto
Sembra quasi il pontile di una nave, ma il paesaggio circostante non
può ingannare: non si vede il mare ma semplicemente il moto ondivago
dell’erba e degli alberi che formano la fitta foresta dell’Ontario.
La visuale sopra la casa resta aperta, offrendo allo sguardo il panorama
mutevole del cielo notturno e diurno. Un’atmosfera romantica da
“casetta nel bosco” accentuata dal lago, poco distante. Bello
il gioco di finestrelle che fanno filtrare la luce all’interno Cedro rosso americano Grazie alla gradevole profumazione della sua resina, il
legno del cedro rosso americano ha la precisa funzione di proteggere dai
parassiti tutti gli indumenti per un’intera stagione, in modo naturale.
I villaggi sulle spiagge dell’Oceano Pacifico, riparati dalla retrostante foresta di cedri secolari, erano costituiti da una o due file di case plurifamiliari (accompagnate da altissimi totem di cedro rosso scolpiti e colorati) che impressionarono i primi esploratori europei, alla fine del XVIII secolo. Gli alberi venivano scelti, scorticati, preparati e raccolti da abili artigiani che lavoravano sotto la direzione di un esperto "architetto". Nelle case, lunghe fino a 50 metri e larghe 12, sedie intagliate, cucchiai, ciotole, culle e cassepanche di cedro, alcune delle quali custodivano i beni personali e il cibo essiccato altre, finemente decorate con conchiglie di aliotide, contenevano il tesoro della famiglia: fischietti e ornamenti sacri dei propri antenati. Rendere visibile l’invisibile e il soprannaturale era il TOTEM di ogni festa profana.
Per armonizzare l’immagine dei due edifici, dal vecchio
cottage sono state tolte le persiane e il tinteggio color rosa. Le |
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