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Casa Felice n°6

Bruno Munari
Di Baio Editore
Il designer del mese

Bruno Munari è un uomo che ha dato un grande contributo al design. Nasce a Milano, ed è stato uno dei massimi protagonisti del design e della grafica del XX secolo, dando contributi fondamentali in diversi campi dell’espressione visiva (pittura, scultura, cinematografia, design industriale, grafica) e non visiva (scrittura, poesia, didattica).

Nato a Milano, Bruno Munari passò l'infanzia e l'adolescenza a Badia Polesine. Nel 1925 tornò a Milano per lavorare con lo zio ingegnere. Nel 1927 cominciò a frequentare Marinetti e il movimento futurista, esponendo con loro in varie mostre. Tre anni dopo si associò con Riccardo Castagnetti (Ricas), con cui lavorò come grafico fino al 1938. Durante un
viaggio a Parigi, nel 1933, incontrò Louis Aragon e André Breton, che gli diedero l'idea delle "macchine inutili". Dal 1939 al 1945 lavorò come grafico presso l'editore Mondadori, e come art director della rivista Tempo, cominciando contemporaneamente a scrivere libri per l'infanzia, inizialmente pensati per il figlio Alberto. Nel 1948, insieme a Gillo Dorfles, Gianni Monnet e Atanasio Soldati, fondò il Movimento Arte Concreta. Negli anni Sessanta divennero sempre
più frequenti i viaggi in Giappone, verso la cui cultura Munari sentiva un'affinità crescente, trovandovi precisi riscontri del suo interesse per la natura, la simmetria, il disegno delle abitazioni.
Nel 1977, a coronamento dell'interesse costante verso il mondo dell'infanzia, creò il primo laboratorio per bambini in un museo, presso la Pinacoteca di Brera a Milano. Dopo vari e importanti riconoscimenti in onore della sua attività vastissima, Munari realizzò la sua ultima opera pochi mesi prima di morire a 91 anni nella sua città natale.

Opere - Arti visive
«Il sogno dell'artista è comunque quello di arrivare al Museo, mentre il sogno del designer è quello di arrivare ai mercati rionali.»
(Bruno Munari, Artista e designer, 1971)
La vulcanica produzione "artistica" in senso stretto di Munari, apparsa in più di 200 mostre personali e 400 mostre collettive, è un poutpourri di tecniche, metodi e forme.
Negli anni del fascismo, Munari lavorò principalmente come grafico nel campo del giornalismo, realizzando le copertine di diverse riviste: nel frattempo, espose con i futuristi alcuni dipinti, dedicandosi a opere via via meno convenzionali,
come la "tavola tattile" (1931), la "macchina aerea" (1930), le "macchine inutili" (1933), i collage (1936), il mosaico per la Triennale di Milano (1936), le strutture con elementi oscillanti (1940).
Negli anni '40 e '50, cominciò a delineare alcune linee guida della sua esplorazione: l'arte cinetica (le lancette di "Ora X", del 1945), la luce (le fotografie del 1950, i "Negativi positivi" del 1948, gli esperimenti con luce polarizzata del 1954), il gioco (i "Giocattoli d'artista" del 1952), gli oggetti immaginari (le "Scritture illeggibili di popoli sconosciuti", del 1947, il "Museo immaginario delle isole Eolie" a Panarea del 1955, le "Forchette parlanti" del 1958, i "Fossili
del 2000" del 1959), la natura e il caso ("Oggetti trovati" del 1951, "Il mare come artigiano" del 1953). Nel 1949 iniziò a realizzare i "libri illeggibili", a metà fra editoria e arte visiva, in cui esplorò le possibilità materiche, visive e tipografiche del libro (la serie continuò fino al 1988), mentre del 1954 è la sua fontana per la Biennale di Venezia. Negli anni '60, grazie all'adozione di tutte le nuove tecnologie disponibili al grande pubblico (proiettori, fotocopiatrici, cineprese), l'attività artistica di Munari divenne un'enciclopedia dell'arte fai-da-te, dove ogni opera conteneva
l'implicito messaggio per l'osservatore "prova anche tu": xerografie, studi sul movimento, fontane, strutture flessibili, illusioni ottiche, film sperimentali ("I colori nella luce", del 1963, comprendeva musiche di Luciano Berio). Nel 1962
organizzò la prima esposizione di arte programmata, presso il negozio Olivetti di Milano.

Serie filatelica Bruno Munari 1907-2007

Una iniziativa del corso di Laurea in disegno industriale di San Marino per celebrare il centesimo anniversario della nascita di Bruno Munari. Dopo il dvd, con la registrazione di una lezione tenuta da Bruno Munari a Venezia nel 1992, ecco quattro nuovi francobolli dedicati al maestro che verranno emessi il 20 aprile 2007. Nell’anno accademico 2005- 2006 il Laboratorio di Fondamenti del design bidimensionale, tenuto da Omar Vulpinari, in collaborazione con l’Azienda Autonoma di Stato Numismatica e Filatelica ha progettato una serie di quattro francobolli dedicati all’anniversario della nascita di Bruno Munari. Tra i vari progetti realizzati dagli studenti del Laboratorio è stato selezionato quello di Ilaria Montanari che ha proposto come tema il “Compasso d’oro ad ignoti”. Il progetto ha l’intento di celebrare prima di tutto un grande maestro ma allo stesso tempo vuole anche onorare il “vero design”, quello moderno, semplice, funzionale, senza tempo, economicamente accessibile a tutti, quel design che l’università deve avere a cuore.

Per questo i francobolli riportano le illustrazioni di quattro oggetti di utilizzo quotidiano, disegnati da ignoti ancora prima che la parola design fosse entrata in uso, ancora oggi validi nelle case e nei posti di lavoro. La gente li compera perché non seguono le mode, non hanno problemi di simboli di classe, sono belli, costano poco e funzionano perfettamente.
Questo è il vero design. A questi 4 oggetti, insieme ad altri da lui selezionati, Munari assegnò il suo “Compasso d’oro ad ignoti”. Prendendo giocosamente spunto dal Premio Compasso d’Oro ADI. I francobolli, che saranno in vendita dal 20 aprile 2007, sono il risultato della prima collaborazione tra il Corso di laurea in disegno industriale di San Marino e il territorio sammarinese

Durante gli anni '70, dato il maggiore interesse rivolto alla didattica vera e propria e alla scrittura, la produzione artistica in senso stretto si andò diradando, per riprendere solo alla fine del decennio. Nel 1979 realizzò uno spettacolo di luce per il Teatro Comunale di Firenze. Negli anni '80 e '90 Munari proseguì nell'esplorazione di tutti i temi già delineati in passato, con la stessa giovanile disinvoltura, ma diradando le opere per via dell'età ormai avanzata.
Nelle ultime opere si va accentuando la dimensione privata, che ha un riscontro parallelo nella vasta produzione di libri a tiratura limitata stampati con Maurizio Corraini per amici e bibliofili.
Come libero professionista, Munari ha disegnato dal 1935 al 1992 diverse decine di oggetti d'arredamento (tavoli, poltrone, librerie, lampade, posacenere, carrelli, mobili combinabili, ecc.), la maggior parte dei quali per Bruno Danese.
E proprio nel campo del disegno industriale Munari ha creato i suoi oggetti di più grande successo, come il giocattolo scimmia Zizi (1953), la "scultura da viaggio" pieghevole, per ricreare un ambiente estetico familiare nelle anonime camere d'albergo (1958), il portapenne Maiorca e il posacenere Cubo (1958), la celebre lampada Falkland (1964), l'Abitacolo (1971) e la lampada Dattilo (1978).
Oltre alla progettazione di oggetti d'arredamento, Munari realizzò anche allestimenti di vetrine (La Rinascente, 1953), abbinamenti di colori per le vernici delle automobili (Montecatini, 1954), elementi espositivi (Danese, 1960, Robots,
1980), e persino dei tessuti (Assia, 1982). A 90 anni, firmò la sua ultima opera, l'orologio "Tempo libero", Swatch, del 1997.

«Quando qualcuno dice: questo lo so fare
anch'io, vuol dire che lo sa rifare
altrimenti lo avrebbe già fatto prima.»

Libri e grafica editoriale
La produzione editoriale di Munari si estende per settant'anni, dal 1929 al 1998, e comprende libri veri e propri (saggi tecnici, poesie, manuali, libri "artistici", libri per bambini, testi scolastici), libri-opuscolo pubblicitari per varie industrie, copertine, illustrazioni, fotografie.
In tutte le sue opere, è presente un forte impulso sperimentale, che lo spinge a esplorare forme insolite e innovative a partire dall'impaginazione, dai libri illeggibili senza testo, all'ipertesto ante litteram di opere divulgative come il famoso, Artista e designer, (1971). Alla sua vasta produzione come autore vanno aggiunte infine le numerose
copertine e illustrazioni per libri di Gianni Rodari, Nico Orengo e altri. Per valutare l'impatto che l'opera di progettazione di Munari ha avuto sull'immagine della cultura in Italia, si può prendere ad esempio l'opera per l'editore Einaudi. Munari realizzò con Max Huber tra il 1962 e il 1972 la grafica delle collane Piccola Biblioteca (con il quadrato
colorato in alto), Nuova Universale (con le strisce orizzontali rosse), Collezione di poesia (con i versi su fondo bianco in
copertina), Nuovo Politecnico (con il quadrato rosso centrale), Paperbacks (con il quadrato blu centrale), Letteratura, Centopagine, e delle opere in più volumi (Storia d'Italia, Enciclopedia, Letteratura italiana, Storia dell'arte italiana).

Libri su Bruno Munari
Giorgio Maffei - Munari: i libri, Sylvestre Bonnard, 2002
Claude Lichtenstein, Alfredo Haberli -
Air Made Visible: A Visual Reader
on Bruno Munari, Lars Muller, 2000
Su Munari - Abitare Segesta, 1999
Marco Meneguzzo - Bruno Munari, Laterza, 1993
Aldo Tanchis - Bruno Munari, Idea Books, 1986