| Tratto da: Casa Felice n°1 |
Il colore che coinvolge | |||||||||
| Di Baio Editore | ||||||||||
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Molta creatività e tanta fantasia E' una casa con una dimensione ludica
molto forte, ricca di situazioni emotive
diverse, decisamente affascinante. E' la bella
casa di una
giovane donna
e del suo gatto
Oreste: un micione
Il pavimento è concavo e al centro ha un mosaico di marmo. "L'appartamento
era letteralmente devastato quando abbiamo
preso in mano il progetto" spiega Duilio
Forte. "Aveva la tipica struttura ottocentesca:
un corridoio centrale che fa da spina e le
stanze che si aprono a pettine."
Ora è una casa che si sviluppa a raggiera
intorno a un disimpegno centrale: un locale
che invece di passare in secondo piano
Oppure le parti di parete scolpite nel mattone e poi intonacate. O, ancora, l'impianto
elettrico in rilievo rispetto alla muratura in una zona particolare
della casa.Tutti dettagli che costruiscono un'atmosfera intrigante e
misteriosa, come le porte travestite da scultura, ulteriormente
amplificata dalla presenza di scorci e aperture nascoste tra una
stanza e l'altra, come nel caso della finestrella che ti permette di
vedere dal corridoio chi sta entrando dalla porta. Le tre porte,
quando sono chiuse, risultano totalmente mimetizzate: non hanno
maniglia e sembrano quadri tridimensionali. In effetti sono bassorilievi
realizzati da Duilio Forte con un'armatura di ferro ricoperta di
tessuto irrigidito da uno strato di resina. Nella porta scultura della
camera da letto principale prevale il blu, in quella della stanza degli
ospiti il rosso, e in quella del bagno il verde acqua. "E' stata una casa veramente sudata, studiata in ogni particolare"
ci racconta Francesca Donati."Certe cose non si possono disegnare, è stato un lavoro costruito giorno per giorno (anche in cantiere)
tutti insieme, io, Duilio e gli operai." Mobili, suppellettili e
colori sono una scelta della padrona di casa. Blu, rosso, verde, si
rincorrono da un locale all'altro, si ripetono nei quadri, nei divani,
nei cuscini, nelle tovaglie, nei copriletto, nel tappeto... sono ovunque
come un “leit motiv” discreto ma rigoroso. |
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