FARE

Casa vacanze ad Albarella

nel Parco naturale del Po che, in prossimità del delta fluviale, include la zona meridionale della Laguna veneta, la casa di vacanza si eleva leggera nella luca.

Generata dall’acqua e dal cielo, si leva sulla sottile linea di terra che la protende nel chiarore brulicante di riflessi e bagliori. Il paesaggio è placido e si distende continuando verso l’infinito la vastità della pianura padana. Nella magia dell’incontro tra terra, fiume, mare e cielo, l’isola diventa un mondo incantato, a sé stante, pago, completo. È di proprietà privata, collegata alla terraferma da un ponte e ospita ville, appartamenti, alberghi, un campo da golf e una pineta ricca di fauna selvatica.
Vi si circola in bicicletta, golf-car o col trenino che l’attraversa: nel rispetto del silenzio interrotto solo dai gridi degli uccelli. In questo mondo di sogno, l’architettura interpreta il ritrovamento del rapporto privilegiato con la natura, attraverso un disegno a onda che conforma le coperture come ali protettrici, ma leggere: che con soavità riassumono la pace del sito in un gesto disteso, che si posa senza mimesi ma con sublime delicatezza sulle colonne che lo staccano dal prato.La casa sta alla confluenza di due canali che scorrono a nord-ovest e a sud-est dell’isola, dove la visuale si apre verso la laguna. Pareti vetrate offrono in trasparenza una completa compenetrazione tra edificio e paesaggio. Tre i volumi che si sommano: il più basso, verso occidente, si rivolge alla laguna e contiene la zona giorno nel prisma trasparente raccolto sotto il porticato che, sinuoso, lambisce il cielo. Il corpo centrale, a  doppia altezza, funge da raccordo e spazio di ingresso, ha doppia altezza e vetrature aperte verso sud e verso nord. Il corpo nella parte orientale presidia il confine interno del lotto e si eleva su due piani, coperto con fluida sinuosità come il fratello maggiore della parte ovest: ospita i locali per la notte e la zona servizi, con vetrate verso sud e verso nord.Mentre la parete verso est è continua e aperta da varchi per la ventilazione naturale. Certo l’edificio è artificio volto a rendere comoda la vita di chi lo abita: qui in ogni sua parte si cerca, attraverso riscontri di trasparenza, di invitare a contemplare l’intorno. Talché l’interno è tale in quanto ambiente protetto, me resta delimitato da una luminosità che lo avvolge, così come avvolge chi cammina fuori, sul prato.
La diffusa presenza del legno nelle pavimentazioni e nelle strutture a vista che reggono le coperture, la preminenza della scala che, nel volume centrale, consente di raggiungere il livello alto dove stanno i locali per la notte, la molteplicità di aperture che presentano scenari acquatici, contribuiscono a creare un’atmosfera da natante: la casa si configura come uno straordinario strumento per abitare un ambiente inconsueto, che si desidera vivere fino infondo, assaporandone i colori e i profumi con metodica e controllata attenzione. Dentro, presenze cromatiche di stilizzata misura scandiscono passaggi e segnano quote come in sospensione, esaltando la fecondità del biancore diffuso sulle pareti. Come una grande veranda tra le acque e il prato, la casa respira con la luce.Un tavolo ellittico posa sulle pavimentazioni in teak, che si estendono al di là della vetrata e diventano bordo vasca per la piscina che, sul lato sud della casa, si presenta come la soglia dell’acqua lagunare.
Pianta del piano terra: a sinistra (lato sud) si nota la piscina; verso l’alto (lato ovest) si evidenziano agli spigoli i quattro piloni che sostengono la copertura mentre le pareti sono interamente vetrate su tre lati; verso il basso (lato est) sta il volume a doppia altezza, con le pareti in muratura, aperte da vetrate a sud e nord. La foto a sinistra mostra un bagno, con le pareti totalmente a mosaico azzurro su cui gioca la luce dei faretti. La zona giorno (nel volume vest) con vista verso sud.Si occupa, attraverso un’intensa attività culturale e associativa, della promozione dell’architettura e dell’interazione tra diverse discipline e arti. Segue il coordinamento generale dello Studio Gabbiani Associati srl che, sorto nel 1969 come Studio di Progettazioni Bruno Gabbiani, attualmente si avvale di uno staff di oltre 20 architetti, tecnici e amministrativi, svolgendo un’attività progettuale a tutto campo. Dall’edilizia pubblica e privata all’urbanistica, dall’attività espositiva e museografica alla didattica, in Italia e all’estero.Il rapporto con la zona circostante costituisce l’anima del sito, il genius loci che informa tutto il progetto. La piscina è intesa come la porzione di laguna riservato alla casa: è collocata davanti alla zona giorno, sul bordo del canale minore e si pone come momento di collegamento e continuità tra acqua e terra, tra lo spazio privato e l’ampio orizzonte della laguna.
Notevole la continuità della pavimentazione in teak, in tutta la casa e al suo intorno.
Un’altra vista dello spazio aperto tra il volume ovest, più basso e aperto da vetrature, e il volume est, dalle pareti piene. 
Nel volume est, ove sono collocati i locali per la notte, il lato nord è vetrato e apribile, come tutte le vetrate della casa.
Si nota la continuità di livello tra marciapiedi e prato, sul quale si stende il camminamento di accesso.  Su tutto domina lo splendore del tramonto.La casa è dotata di un’ampia zona fitness, la quale, come i bagni, ha pareti e pavimenti rivestiti in mosaico vetroso sui toni dell’azzurro e del verde, con motivi stilizzati che richiamano la flora e la fauna della laguna. Questi ambienti si staccano decisamente dal resto della casa, che è intonata sulle cromie del legno, del metallo e del bianco.
D’altro canto le tonalità azzurro-verdi sono quelle tipiche del cielo e dell’acqua: anche nelle pareti piene si realizza così una continuità con gli scenari esterni alla casa. Questa è totalmente misurata sulle ampiezze sconfinate del cielo, che costituisce il suo vero confine. Essa è densa di un’estetica propria, che a sua volta è intesa come funzione dell’ambiente naturale, degli scenari distesi che la circondano e che hanno i loro momenti più intensi proprio negli sconfinati, luminosi tramonti.

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