ARCHITETTURA FARE

Una casa prefabbricata al mare

UN PROTOTIPO INTESO A SOPRAVVIVERE ALLE INONDAZIONI, IN ZONE AD ALTO RISCHIO. IL PROGETTO CONIUGA LA NECESSITÀ STRUTTURALE CON LA LIBERTÀ ESTETICA DELL’ABITARE SOSTENIBILELa leggerezza invece della resistenza.
Questa casa è stata elaborata come un prototipo di edificio adatto a sopravvivere a forti mareggiate o inondazioni ed è ubicata a Stinson Beach in California, zona ritenuta dalla FEMA (l’equivalente della Protezione Civile negli Stati Uniti) ad alto rischio. Il progetto è studiato in modo tale da soddisfare i requisiti posti per una zona ad alto rischio di inondazioni, e inoltre per ottenere la certificazione del livello maggiore secondo la scala della sostenibilità (il livello “platinum”).
La struttura in acciaio è rivestita in materiali “sostenibili” e poggia su una base in cemento armato.
Tale base a sua volta è ancorata al suolo sul quale poggia ed è studiata in modo tale essere usata come spazio disponibile. La apertura a vasitas consentono all’acqua di scorrere liberamente. Sopra questa base si eleva la struttura su colonne in acciaio che regge in alto le solette lignee che costituiscono la pavimentazione dell’abitazione.
Questa casa è stata elaborata come un prototipo di edificio adatto a sopravvivere a forti mareggiate o inondazioni ed è ubicata a Stinson Beach in California, zona ritenuta dalla FEMA (l’equivalente della Protezione Civile negli Stati Uniti) ad alto rischio. Il progetto è studiato in modo tale da soddisfare i requisiti posti per una zona ad alto rischio di inondazioni, e inoltre per ottenere la certificazione del livello maggiore secondo la scala della sostenibilità (il livello “platinum”).
La struttura in acciaio è rivestita in materiali “sostenibili” e poggia su una base in cemento armato. Tale base a sua volta è ancorata al suolo sul quale poggia ed è studiata in modo tale essere usata come spazio disponibile. La apertura a vasitas consentono all’acqua di scorrere liberamente. Sopra questa base si eleva la struttura su colonne in acciaio che regge in alto le solette lignee che costituiscono la pavimentazione dell’abitazione.In caso di inondazione, l’elevazione della parte abitata è tale da consentire alle masse d’acqua di non toccarla.
La colonne di sostegno “a prova di onda” sono prefabbricate e collocate in situ, come del resto tutta l’abitazione.
Le pareti sono in cedro rosso e sono realizzate col sistema della “parete ventilata” per favorire l’isolamento naturale degli ambienti.
Su quattro lati la pavimentazione si prolunga in balconi coperti. Si tratta insomma di una struttura concepita per essere penetrata con facilità dalla luce, dall’aria, per vivere in simbiosi con l’ambiente.
Il principio che la ispira è quello dell’elasticità, non della rigidità: così da sopravvivere, non da resistere alla furia degli elementi in caso di necessità.
Mentre il disegno razionale e accattivante consente di godere della natura pacificata.Mattew Peek ha studiato arte e architettura alle università di Columbia, Yale e Berkeley, dove ha conseguito il Master. Ha ricevuto la borsa di studio Fulbright per un dottorato di ricerca all’università di Venezia. La sua esperienza professionale include progetti realizzati sia in vari stati degli USA, che in Italia, Germania, Svizzera. La sua opera teorica si muove tra l’insegnamento e le pubblicazioni. Da alcuni anni insegna progettazione architettonica all’Universita della California, Berkeley e presso l’Università di San Francisco.
Renata Ancona ha studiato ingegneria strutturale e architettura presso le università di Bari, Pescara e Firenze. Ha ricevuto una borsa di studio in architettura e urbanistica presso l’Università della California, Berkeley. Da alcuni anni insegna all’Università di San Francisco. Il suo progetto di tesi presso l’Università di Firenze sul restauro del pavimento in terracotta della Biblioteca Laurenziana di Michelangelo è considerato un lavoro pilota per un nuovo approccio all’architettura sostenibile contemporanea.

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