ARCHITETTURA FARE PENSARE

Carlo Rizzarda

 
Tratto da:
Il ferro battuto N°14
Carlo Rizzarda

L’arte del ferro battuto in Italia
A cura di Anna Paola Zugni-Tauro
Ed. Comune di Feltre

Nato a Feltre, da una famiglia umile, Carlo Rizzarda si avvicina alla lavorazione del ferro, spinto dapprima dalla necessità. Necessità che si trasforma, molto presto, in un mestiere svolto con grande passione e dedizione. “L’origine feltrina aveva dotato Rizzarda di un’abilità atavica nel forgiare il metallo; dal Medio Evo, infatti le miniere dei Primiero e dell’Agordino avevano fornito il metallo agli artigiani del bellunese, insuperabili nel forgiare lame, coltelli, forbici e spade che venivano addirittura scambiate per prodotti inglesi.” (1) Carlo Rizzarda si trasferisce, successivamente a Milano, dove viene a contatto con la realtà artistica dell’epoca, dimostrando grande interesse e curiosità per ogni forma artistica. La sua opera risulta essere particolarmente pregevole anche per il recupero di alcune finiture date al ferro, la cui pratica era stata tralasciata per lunghi periodi. Ne sono un esempio la doratura degli elementi in ferro battuto o fuso, o le patinature a bronzo verde. I temi delle sue opere spaziano dagli oggetti per le architetture su commissione, dai cancelli ai parafuochi, dalle gabbie per volatili allo schermo per i caloriferi, ed infine ai manufatti zoomorfi, di singolare bellezza. “il Rizzarda predilige i volumi compatti e netti, le sagome esattamente stagliate e quelle superfici massellose, lucide e levigate, (…) d’onde talvolta derivano al ferro colorazioni calde e morate che s’intonano specialmente alla penombra austera di taluni interni. (…) In queste compattezze il Rizzarda è guidato da una genuina sensibilità e quasi mai dalla smania di far preciso e difficile. Un artefice signore, un artefice aulico, nel buon senso della parola, è veramente il Rizzarda, di un gusto ricco, maturo e raffinato.

 

 

 

condividi :
Il Camino, un bene stabile e “green”
11/07/2011
Riscaldamento naturale.
03/11/2005