ARCHITETTURA FARE PENSARE

Carcassonne

Servizio di: Claudia Molteni
Foto di: Vittorio Orlando

Una città fortificata completa, valorizzata in tutto il suo splendore: questa è Carcassonne. Come nelle altre costruzioni a scopo militare le decorazioni sono bandite e il ferro battuto viene usato soprattutto per grate, lampioni ed insegne.

L’uso del ferro in Linguadoca è sicuramente molto antico: qui lo estraevano già i Romani e a partire dal Medioevo, fino al XIX secolo, veniva lavorato un ferro che aveva la caratteristica di non arrugginire.
Anche Carcassonne è molto antica, perché le prime tracce di insediamenti umani risalgono al VI secolo a.C. La sua
posizione geografica era infatti molto importante, all’incrocio delle vie di comunicazione che andavano dall’Atlantico
al Mediterraneo e dal Massiccio Centrale alla Spagna. Tra il 1082 e il 1209, con la dinastia dei Trencavel, la città visse il periodo di massimo splendore, ma la sua attuale fisionomia risale al periodo successivo al 1224, quando venne inclusa nel demanio reale e subì le influenze nordiche.

Affascinanti suggestioni

Due vedute di una parte delle mura di Carcassonne, rispettivamente riprese di notte e di giorno.
Uno scorcio fotografato dalla Porte d’Aude. La città è divisa in due parti: la Cittadella, la più antica costruita su un promontorio, e la Bastide Saint-Louis che si trova sull’altra sponda del fiume Aude, la si potrebbe definire la “città nuova”, anche se in realtà i primi edifici risalgono al 1262. La Cittadella è ricca di punti di vista suggestivi, che rispecchiano sia l’austerità medievale, sia il fascino delle favole.
Un’insegna realizzata in ferro e vetri colorati: i ferri battuti della Cittadella non sono mai particolarmente elaborati.

Mentre la Cittadella era chiusa da mura, la Bastide Saint-Louis si espanse nel tempo e i suoi palazzi rispecchiano stili e
mode diverse. Qui l’auterità medievale lascia il posto a una varietà di linguaggi che si evidenzia anche nel ferro battuto.

Varietà di stili

Il particolare di un ricco palazzo a Carcassone Bastide Saint-Louis, risalente al 1906; pur essendo del periodo Liberty, la ringhiera non manifesta una eccezionale libertà creativa ma foglie e frutta sono collocati su una rigida struttura ortogonale. Un altro balconcino in stile Liberty, mentre nell’immagine a destra lo stile è Settecentesco, più lezioso e delicato nelle volute; entrambi gli edifici sono alla Bastide Saint-Louis.
Nell’immagine qui sotto ripresa nella Cittadella, due ringhierine con le finestre aventi i vetri piombati.

La città fortificata venne poco alla volta abbandonata a partire dal 1659, dopo l’arretramento della frontiera franco-spagnola. Fu grazie all’architetto Viollet-le-Duc se non venne completamente demolita nel XIX secolo ma, dopo una
importante opera di restauro, poté scoprire un nuovo splendore.

Stile medioevale

Nella foto in alto esili strutture in ferro reggono i lampioni e ritmano il cammino lungo il pont Vieux, romantico ponte che
collega le due rive dell’Aude, su cui sorgono la Carcassonne fortificata e la città più recente. Nell’immagine qui sotto l’insegna di un museo all’interno delle mura: lo stile richiama quello medievale, come la maggioranza delle strutture della Cittadella. Adestra un tipico lampione della città antica, di realizzazione moderna ma che rispecchia una foggia ottocentesca; il lampione è sostenuto da un muro tipicamente mediavale realizzato con la tecnica a graticcio.
Una suggestiva vista delle mura ripresa da un balconcino dell’Hotel de la Cité, con le ringhiere e i divisori dei balconi in ferro battuto: il motivo ricorrente è la ripetizione di riccioli collegati da collarini.

Per la realizzazione di questo articolo si ringraziano l’Ente del Turismo Francese e il Comitato Regionale per il Turismo Linguadoca Rossiglione.

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