ARCHITETTURA FARE PENSARE

Cappella Hospital Asilo di Luarca (Spagna)

CAPPELLA DEL HOSPITAL ASILO DI LUARCA (SPAGNA)

Un ospedale nel senso proprio del termine: luogo dedito all’ospitalità. Sorto nel 1897 come ospizio per anziani, ha funto da centro medico con reparto chirurgia in particolare durante la guerra civile spagnola e negli anni successivi. Oggi mantiene la sua funzione di ospizio, ma oltre agli anziani accoglie anche invalidi e minorati. La nuova cappella nasce per celebrare il centenario di questa istituzione benefica.


La facciata della cappella verso la strada e disegno prospettico del nuovo volume della cappella sullo sfondo del preesistente ospizio

La regione delle Asturie, dove entro un’ampia valle ricca di vegetazione sorge la cittadina di Luarca, è considerata un po’ il cuore storico della Spagna, perché, a differenza del resto della penisola iberica, qui non arrivò il dominio musulmano. Nel variegato panorama delle regioni indipendenti che formano la Spagna attuale, le Asturie mantengono questa caratteristica di custode dei valori della nazione spagnola. Come accadde a diversi paesi europei, nel corso del secolo XIX, anche dalla Spagna molti dovettero emigrare nelle Americhe, alla ricerca di un luogo dove poter esercitare un mestiere e costruirsi una vita. E molti tornavano dopo qualche anno, ricchi e contenti. Questi emigranti di successo venivano chiamati “indiani” in Asturie. Alcuni degli “indiani” di Luarca si dedicarono a finanziare opere di beneficenza: anche questo fa parte delle tradizioni della cattolicissima Spagna. Tra le opere di beneficenza sorte grazie alla magnanimità degli “indiani”, fu edificato l’ospizio, chiamato “hospital asilo, residencia de ancianos”, per iniziativa privata ma sotto il patrocinio del Comune. Oltre all’interessamento delle famiglie private, anche le Figlie della Carità di San Vicente de Paul si dedicheranno alla gestione di questa fondazione che è andata crescendo nel corso dei decenni e che oggi rappresenta un’istituzione caritativa fondamentale per la città. Nel progetto della nuova cappella è racchiuso un po’ il significato dell’istituzione: di qui la ricerca di soluzioni simbolicamente evidenti nella nuova architettura, e lo slancio ardito con cui questa si eleva al di sopra degli edifici vicini per essere visibile da lontano.

In alto: la pianta. Al semicerchio della cappella si somma un triangolo isoscele da cui si sviluppa la copertura svettante. A destra: prospettiva laterale dalla strada.

L’idea che permea il luogo si esprime nel disegno della pianta tracciato dall’architetto Felix Gordillo. Un uomo abbraccia l’assemblea di fronte a sé: un gesto che riassume la prossimità tra celebrante e assemblea nella liturgia postconciliare e simboleggia l’accoglienza, caratteristica fondante dell’ospizio. L’aula è disposta a semicerchio, ma l’uomo – figura di Cristo – proteso nell’abbraccio aggiunge un’immagine triangolare che, intersecandosi col semicerchio, articola lo spazio e ne fornisce la possibilità di sviluppo. Il gioco dell’intersecarsi tra triangolo e semi-cerchio si ripete in alzato e dà luogo a un fantasioso sommarsi di forme. Sopra l’altare si elevano due setti triangolari accostati che definiscono un canale di luce: questo si proietta sull’asse centrale della cappella, evidenziandolo e dando un preciso orientamento allo spazio assembleare. Dall’elemento svettante scendono, come tre lati di una piramide, tre falde bianche: nella figuratività architettonica ricordano un abito talare, un manto protettivo che si prolunga in due travi che si radicano al suolo e appaiono quasi come lunghe maniche che giungono a toccare il suolo, come ad esagerare il gesto dell’accoglienza. Al di sotto la cappella ha una copertura piana che si apre entro il volume della piramide. Dalla molteplicità delle intersezioni geometriche risulta uno spazio variamente articolato, vivace, in cui l’opacità delle superfici di cemento entra in gioco con i tagli di luce che si generano entro i due setti accostati e nella corona di cristallo che circonda la cappella: è un porticato perimetrale ma, anche in questo caso, non scevro da possibili connotazioni simboliche. La cappella è intitolata all’Immacolata Concezione e il connubio di semplicità e regalità della Madonna è qui ben riflesso nella complessità di un’architettura che si distacca da quella dell’ospizio entro cui sorge, ma riesce tuttavia a mantenervisi connessa. Il porticato perimetrale infatti è elemento di mediazione tra la nuova cappella e l’edificio preesistente dell’ospizio, tra le nuove forme avveniristiche, slanciate, spigolose e il vecchio complesso squadrato e statico. Lo spazio celebrativo resta articolato in maniera dinamica attorno al centro visivo dell’altare, mentre l’arredo si presenta in legno e metallo: leggero nei suoi elementi costitutivi ma armonico nell’insieme, come se non potesse essere considerato nell’individualità dei suoi elementi distinti ma solo nella complessità dell’insieme.

Cappella del Hospital Asilo di Luarca (Asturie, Spagna)
Indirizzo: Calle de Villar de Luarca
Committente: Don Roman Sanchez Blanco, Patronato Hospital Asilo di Luarca
Progetto: Arch. Felix Gordillo Garcia (Luarca)
Superficie coperta: 453,81 mq
Materiali utilizzati:
Cemento armato bianco, acciaio, cristallo.

In alto: il disegno della pianta, che riecheggia la figura del “Cristo Cosmico” di Salvador Dalì. Qui sopra, la prospettiva laterale consente di osservare la relazione tra corpo basso a copertura piana della cappella, ed elemento svettante a piramide triangolare.

 

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