ARCHITETTURA FARE

La campagna diventa giardino e la cascina è una magione

Dietro le ampie finestre, la casa si sviluppa secondo un sistema longitudinale incardinato nel loggiato.

Per apprezzare bene l’intervento occorrerebbe conoscere quel che c’era prima: una cascina agricola con loggiato dalle travi in legno imbarcate e un’ala dedicata a fienile. L’aia con gli attrezzi sparsi qua e là, il disordine maturato nel lungo tempo e nel lungo uso; l’intonaco rosso mattone consunto e dilavato dalla pioggia… Oggi tutto questo è trasformato: c’è un’atmosfera da villa inglese nel prato ben rasato e nel colonnato che diventa espressione di un ritmo ordinato. La campagna evolve in giardino; il territorio da luogo di lavoro si fa momento estetico. La casa lo abita con compunta autorità. Il suo volume si riveste di un giallo tenue, ben armonizzato coi colori che il prato e il bosco attraversano col variare delle stagioni. Il garage interrato che le si nota accanto, con la sua apertura squadrata nel muro di contenimento in pietra, sta sotto il declivio alle spalle dell’edificio: ha posto per sette vetture. Siamo nell’ubertosa campagna bergamasca; qui abitano i proprietari, la loro figlia, il custode e c’è anche un appartamento per gli ospiti.  La metropoli si è estesa attraverso la trama di strade, e sta anche qui, dove ancora si gode il silenzio punteggiato dal frinire dei grilli.Il tavolo al centro della cucina. L’atmosfera rustica è evocata con attenzione: nelle zampe tornite a colonnine, nella tinteggiatura bianca irregolare, nelle seggiole in ferro, nelle travi a vista del soffitto, nella grande madia a scomparti che poggia contro la parete opposta al lavello. Ma luce e cromie esprimono una vivace modernità.Nato a Bergamo nel 1954, studia presso l’IUAV e si laurea nel 1979 al Politecnico di Milano con F. Helg. Esperto in tutela paesistico ambientale, ha conseguito numerose specializzazioni tra le quali Ecologia dell’Architettura, Architettura navale, Architettura religiosa e Arte dei giardini. Vince numerosi concorsi di progettazione promossi da enti pubblici per edifici scolastici e sociali. Realizza restauri e residenze private con particolare attenzione agli aspetti costruttivi e ai modi di intervento rispetto alle preesistenze. Si occupa di urbanistica con particolare interesse per i piani attuativi integrati. Dal 1990 al 2001 collabora con Olivetti Italia nel settore terziario avanzato. Nel 2008 fonda con alcuni artisti e architetti la rivista “ART APP | arte cultura nuovi appetiti” che dirige. Dal giugno 2009 è Presidente del Comitato Culturale della Fondazione Socio
Culturale Montecucco.Pianta del piano terra e del primo piano.
Si nota come la balconata lineare, caratteristica dell’antico casale, è divenuto il salone con vista sulla campagna.
L’appartamento della figlia (2) occupa l’ala est (a destra nell’immagine) l’appartamento padronale (1) la parte centrale, la casa del custode (6) l’ala ovest.La cucina nell’appartamento principale. Si trova al primo piano e, come del resto la vicina camera da letto che fa parte dell’appartamento della figlia, gode di una finestra a tutta altezza volta verso la campagna. Oltre l’apertura nella parete di fondo si nota d’infilata lo sviluppo del salone, ricavato nel luogo del preesistente balcone. Vista verso il tavolo della cucina e, oltre questo, la finestra a tutta altezza e il panorama. Si nota il soffitto sotto il tetto con legno a vista in colore naturale.
L’altra inquadratura mostra la prospettiva verso l’interno: tavolo, isola e disimpegno.
Il volume sulla sinistra contiene il vano ascensore.
Due viste del salone.
Questo si trova sopra il porticato. Nella sua relazione illustrativa, parlando della origine della ristrutturazione, Edoardo Milesi scrive: “Il progetto prende spunto dal lungo loggiato al primo piano – un tempo aperto – e organizza la ristrutturazione e il riuso della vecchia cascina come un percorso lungo il quale non solo si distribuiscono le diverse funzioni della casa, ma soprattutto si snodano le occasioni di comportamento ispirate da un sempre diverso rapporto con l’esterno…”. Ecco dunque il vecchio loggiato, ristrutturato in salone-corridoio.Al primo piano si trovano anche le zone notte dei diversi appartamenti.
Sopra, l’immagine mostra la camera da letto dell’appartamento della figlia: si nota la continuità della tinteggiatura bianca sulle pareti e nel soffitto in legno a vista, nonché l’ampia finestra panoramica.
Due viste del bagno padronale, che si trova verso lo spigolo diametralmente opposto del volume principale dell’edificio, sul lato nord della casa.
La vasca è posta di traverso nell’angolo presso la finestra e, col disegno a spina di pesce della pavimentazione, movimenta l’ambiente, mentre il box doccia è accanto al lavabo.Il prospetto sud della casa.
La serie di colonne segna in alto l’ex loggiato, ora salone, e in basso il portico che costituisce lo spazio di raccordo tra i vari ambienti al piano terra. Sulla sinistra nell’immagine si nota la parete in legno che nasconde il vano scala. Scrive Milesi: “Il grigliato verticale in rovere naturale ha la funzione di creare quegli effetti di luce che contraddistinguono i miei progetti.
Infissi e bucature sono molto diversi tra loro, per ricreare quella complessità tipica degli edifici rurali rimaneggiati più volte nel tempo”.

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